Un passo avanti verso il contrasto al gioco problematico

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Chissà se ciò che ci si auspica, una sinergia tra imprese di gioco e di casino online in italia, operatori ed Enti Locali per contrastare il gioco problematico, rimarrà un’utopia od, invece, se si potrà studiare una forma che possa mettere al centro innanzitutto la tutela del cittadino-giocatore, ma rispettando anche gli interessi di tutti gli altri protagonisti compreso il territorio: sinergia che dovrebbe avere a cuore e come obbiettivo i favorevoli percorsi delle attività commerciali che vi si installano con tanti sacrifici personali e finanziari.“Ci piace” pensare che veramente ci possa essere in un immediato futuro questa collaborazione, che ancora oggi sembra lontanissima, ma che commercialmente e socialmente non può tardare a realizzarsi: una sinergia, quindi, tra operatori del gioco pubblico, Comuni, Polizia, azienda sanitaria e che tutti insieme si applichino per contrastare il gioco problematico, ed ovviamente anche il gioco illegale che sta rispuntando sui vari territori proprio perché il gioco lecito continua ad avere problemi, restrizioni e divieti.

Ci vuole, quindi, un grande sforzo di volontà da parte di tutti per far partire questa sorta di “progetto sociale” per prevenire le forme di ludopatia e di illegalità: e questo poiché il Governo centrale ancora si è reso latitante nel riordinare il settore e nel mettere in campo la normativa nazionale che potrebbe mettere dei “seri paletti” sia per consentire percorsi più agevoli alle attività ludiche che per garantire e tutelare i giocatori che ricercano, da sempre, questo intrattenimento. Si è parlato di questo programma sociale in provincia di Ancona dove, in un convegno sul gioco pubblico, si sono incontrati i vari rappresentanti sia del gioco (associazione As.tro), che del Comune, che della Polizia nonché dell’Azienda Sanitaria unica Regionale delle Marche. A dire di alcuni partecipanti “importanti” sembra che sia stata la prima volta che si è trasformato un “format di corsi di formazione” in un “convegno strutturato con un dibattito annesso”: quindi, parere assolutamente positivo su questo incontro.

Una delle cose positive di questo evento è stata proprio la partecipazione: importante e numerosa con addetti ai lavori e le Forze di Polizia locale e con l’intervento del Sindaco, il Vice Presidente Anci delle Marche ed è stato un incontro che ha proprio palesato un’ottima sinergia tra gli operatori del gioco lecito e l’amministrazione locale, cosa che sinceramente non accade molto spesso. As.Tro è evidente che sottolinei in ogni suo intervento che le imprese da lei rappresentate abbiano sempre la volontà di affiancare le istituzioni: ovviamente, con l’intendimento e l’auspicio che tale sinergia tra operatori del gioco legale ed istituzioni porti allo sviluppo di un “progetto efficace e sociale” per contrastare le criticità che possono essere collegate al gioco, ma tutelandone le imprese che, attualmente, sono l’unico presidio della legalità sul territorio nazionale.

É evidente che in quell’evento si sia sottolineato più di una volta quanto questo “percorso sinergico” sia importante ed indispensabile per arrivare ad un punto ideale di incontro che porti, finalmente, a creare una “cultura positiva sul gioco”: ed è stato anche sollevata “l’obiezione” che il proibizionismo, certo, non può essere una pratica soluzione per i fenomeni compulsivi e problematici che riguardano il gioco. As.Tro, presente all’incontro con il suo vice presidente, ha sottolineato quanto questo convegno possa essere stato utile per “aprire nuove strade” di collaborazione, strade che potrebbero essere percorse anche in altre Regioni e che rappresentano, senza ombra di dubbio, vista la presenza corposa di tutti i protagonisti del gioco e delle Forze di Polizia, la realtà che questa sinergia è possibile. É proprio grazie a questa “apertura” che si sono potute pensare proposte ulteriori come quella di creare periodici punti itineranti dell’Azienda Sanitaria all’interno dei punti di gioco.

E questo perché, finalmente, ci si è resi conto che è alquanto difficile convincere chi ha “problemi” con il gioco a recarsi presso le struttura adeguate, anche solo per un colloquio: incertezza, vergogna, paura di essere riconosciuti sono gli elementi che si interpongono tra la decisione di affrontare la propria problematicità e la messa in pratica di una ricerca di aiuto. Potrebbero, dunque, essere proprio gli enti preposti, l’azienda sanitaria, a presentarsi nelle sale e negli esercizi per dare supporto a chi ritiene di averne bisogno. Questa iniziativa rientrerebbe in un progetto di “responsabilizzazione dell’esercente”, unico soggetto che vive a stretto contatto con l’utenza e che, di conseguenza, è in grado di riconoscere i giocatori problematici. Il concetto di questa “nuova responsabilità dei gestori del gioco” è stato già proposto in varie occasione alle istituzioni, sempre da parte di As.Tro e di Sapar perché le stesse associazioni hanno capito che è da lì che bisognerebbe partire per aiutare le persone che vengono coinvolte nel gioco problematico “a fidarsi” di chi li vede tutti i giorni e che “li conosce da vicino”.

Quindi a queste persone si possono affidare con maggiore fiducia e proprio da queste persone, magari, riescono a farsi consigliare e mettere in contatto con l’azienda sanitaria che se ne può prendere carico. É ovvio che se nelle sale vi fossero operatori della sanità sarebbe meno traumatico per il giocatore problematico fare un passo in più ed avere meno vergogna nell’affrontare il suo disturbo, prima che questo si tramuti in qualcosa di più, e diventi dipendenza. Possibile che l’Esecutivo Giallo-Verde non percepisca queste cose? Eppure sono state sottoposte svariate volte, in occasioni diverse: sono sempre uguali le esigenze del mondo del gioco che lo stesso settore continua a cercare di fare presenti ai due schieramenti che oggi governano il nostro Paese. Ma, come già detto tante volte, non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire ed il nostro Esecutivo è sordo, muto ed anche cieco, poiché non vede la situazione economica che si è venuta a creare nel settore ludico e di riflesso in quella che si creerà a livello nazionale. Ma, forse, anche questo non interessa: tanto lo stesso Esecutivo ha ben compreso che le imprese di gioco lecito continueranno, comunque, a versare risorse nelle casse dell’Erario: quindi perché “toccare” una cosa che tanto (per lo Stato) funziona?

Aprile 26, 2019: •
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