Tutto il gioco d’azzardo deve essere trattato nel solito modo

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Il gioco d’azzardo, tutti i segmenti inclusi, dovrebbe essere trattato nell’identico modo: cosa che non succede nel modo più assoluto. Quello sempre preso di mira vuoi per gli aumenti della tassazione, vuoi per le norme restrittive è soltanto quello delle apparecchiature da intrattenimento, Awp e Vlt, che sono posti all’attenzione dell’opinione pubblica come la base di tutti i mali del nostro secolo. Invece, chi è un po’ più obbiettivo sa, perfettamente, che anche l’apparente innocuo “Gratta e Vinci” può arrecare una certa qual dipendenza. Ne sanno qualcosa alcuni pensionati che “si giocano il tutto per tutto” e che non riescono più a farne a meno, fortunatamente solo in alcuni casi. Che dire poi del “silente” gioco online che va a colpire, per una questione di “uso perenne di internet”, i giovanissimi che sono sempre in rete vuoi per studio, ma anche per diletto nel quale si prediligono anche i giochi da casinò ed altri prodotti similari con offerte irrinunciabili? Ma le restrizioni, purtroppo, vengano messe in campo solo sulle “macchinette”.

E pensare, poi, che sia i vari distanziometri che, sopratutto, le fasce di accensione degli apparecchi di gioco si sono dimostrati alquanto inutili per il contrasto del gioco problematico: persino il Tribunale di Milano si è espresso in questo senso, con una recente pronuncia che avvalora ancora di più l’inutilità e l’assurdità di queste norme contro il gioco pubblico! Indubbiamente, la problematicità del gioco va affrontata, ma con la sua cultura e con l’informazione che appaiono strumenti più congegnali per avere più responsabilità e consapevolezza nell’affrontare il mondo del gioco d’azzardo: ecco perché ci si è sempre dichiarati contrari sia al distanziometro che agli orari di accensione differenziati. Invece, un’altra cosa importante sarebbe ridisegnare la mappa dei punti di gioco ed aumentarne la qualità e la professionalità nella gestione: questi potrebbero essere davvero strumenti utili, ma seri ed efficaci, in relazione allo sviluppo del fenomeno gioco che non si arresta.

Nella realtà esistono effettivamente tante persone che vi si rivolgono per divertirsi, intrattenersi ed in determinate sale da gioco passare del tempo in famiglia. Quello che è cosa certa è che non si dovrebbe centralizzare (negativamente) l’attenzione solo sulle Awp e le Vlt, considerando che è tutto il gioco d’azzardo da riformare: cosa che si continua a sottolineare e che sta diventando inderogabile se non si vuole vedere “spazzato via dal territorio” qualsiasi segno di legalità e di sicurezza che solo il gioco pubblico, compresi i migliori siti italiani legali di casino online, può offrire sia ai giocatori che al territorio. Per ritornare, poi, al parere espresso dal Tribunale di Milano “ci piace” sottolineare come in questo si sia evidenziata la inadeguatezza ai fini di contrasto al gioco problematico delle fasce orarie di accensione: sentenza che ha portato a respingere il ricorso di Codacons contro una società di gioco che gestisce nel capoluogo lombardo quattro sale dedicate alle Awp ed alle Videolottery e che, a parere della stessa Codacons, non rispettavano gli orari come da Legge Regionale sul Gioco della Lombardia.

In sostanza, dalla documentazione emergeva il dato che la normativa contenuta nell’accordo della Conferenza Unificata tra Stato, Regioni ed Enti Locali del 2017 contemplava un blocco degli apparecchi di gioco di sei ore giornaliere, al massimo: quello dettato dalla Legge Regionale è di 14 ore e, quindi, notevolmente superiore a quanto avrebbe dovuto legalmente essere. É una enorme discrepanza tempistica e con questa pronuncia il Tribunale dà voce, che è sempre più frequente, alla inidoneità di taluni provvedimenti “ufficialmente emessi” per il contrasto al gioco problematico, ma che realmente non raggiungono gli obbiettivi che si sono imposti e fa emergere ancora una volta la necessità di affrontare una volta per tutte il riordino nazionale dei giochi. Purtroppo, emerge anche un altro elemento: che lo Stato centrale non si preoccupa affatto di far nascere questo riordino, nonostante sia stato promesso più di una volta dagli ultimi “colorati” Esecutivi che si sono succeduti, ma continua a vedere nel mondo del “suo” gioco pubblico soltanto l’occasione di prelievi erariali e nulla di più.

Il gioco pubblico non può rappresentare soltanto questo e, sopratutto, meriterebbe di essere visto nel suo complesso e non solo rappresentato dalle apparecchiature da intrattenimento, e quindi dalle Awp e dalle Vlt: è, infatti, un mondo molto più vasto che comprende altri giochi oltre che, naturalmente, il gioco online di cui si parla ancora poco, ma che è un segmento importante perché vi si stanno rivolgendo sempre più soggetti vista, oggi, l’incapacità di trovare con facilità un punto di gioco legale terrestre. Troppi ostacoli e troppa fatica tenere a mente distanze ed orari imposti ai vari punti: sembra di fare una sorta di corsa ad ostacoli. Trovare la legalità nel gioco sembra essere diventata una “fortuna insperata” con il forte rischio in questa corsa di incrociare, purtroppo, la presenza sempre più frequente del gioco illegale che, ovviamente, non segue né orari né distanze, ma che offre anche poca trasparenza e tanta incertezza sugli incassi delle vincite.

A volte il giocatore (anche non problematico perché sicuramente ne esistono tantissimi) si trova nella necessità di scegliere un punto od un altro e non sempre riesce a distinguere il gioco legale da quello che, invece, non lo è, in modo particolare recentemente quando non esiste più la pubblicità al gioco che dava la possibilità di avere una distinzione ben chiara e definita. Anche questo è venuto meno a mezzo del provvedimento contenuto nel Decreto Dignità quasi per mettere in difficoltà quella parte di cittadini che ricerca il gioco e che con esso si vuole divertire. Insomma, l’apparenza è che il nostro Esecutivo, indipendentemente dal suo colore, stia facendo di tutto da un paio d’anni a questa parte per rendere la vita difficile sia al gioco pubblico che ai suoi estimatori. Perché, se poi continua incessantemente a voler prelevare risorse sempre dallo stesso gioco pubblico? É una domanda che non riesce ad ottenere risposta: e questo è veramente disorientante.

Dicembre 23, 2019: •
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