Tar del Lazio: importanti decisioni sul gioco d’azzardo

decisioni sul gioco dal tar del lazio

Mai come in questo periodo il fare del TAR del Lazio risulta sotto i riflettori: le sue pronunce sono monitorate con estrema attenzione dagli addetti ai lavori perché da queste potrebbe persino dipendere l’eventuale riapertura delle attività ludiche, non i migliori siti casino on line, e, perché no, forse anche una richiesta di risarcimento per le aziende di gioco cui è stata imposta una chiusura quasi illimitata (ed illegittima) con un disagio economico rilevante. L’argomento dei Dpcm e la loro legittimità è di primaria importanza perché davvero se così non fosse si aprirebbe più di uno spiraglio sulla riapertura di tutte le attività di gioco, anche se oggi purtroppo la pandemìa spinge a chiudere tutto come è accaduto nel periodo natalizio. Quindi, parlare di eventuale alzata di saracinesche non appare congruo con la situazione attuale di accrescimento dei contagi e con la situazione della somministrazione dei vaccini unita alle varie discussioni sulla loro validità e gli effetti collaterali che cominciano ad essere “troppo frequenti”.

Sopratutto, le informazioni che vengono trasmesse all’opinione pubblica sui vaccini stanno incutendo nuove incertezze, timori e perplessità e bisognerebbe che se le notizie devono “passare” per forza, che almeno provengano da strutture indiscutibili. Tutto questo rende ancora più lontana la speranza di un termine a breve di questa pandemìa: poi ritornando ai Dpcm del vecchio Governo Conte ci si deve confrontare con la pronuncia del TAR del Lazio che per sostenerne la legittimità, in relazione all’imposizione della chiusura del mondo dei giochi d’azzardo, ha richiesto sia l’acquisizione dei verbali del CTS che quelli della Conferenza delle Regioni dai quali si dovrebbero estrapolare i dati scientifici che hanno fatto valutare di rischio alto, per i contagi, l’eventuale apertura delle attività ludiche. Tutti documenti ritenuti dal TAR “necessari” per la valutazione di legittimità o meno del Dpcm del 24 ottobre 2020, deliberante la chiusura del gioco, e decreti identici successivi.

La trattazione collegiale di questo argomento specifico è stata fissata per il 24 marzo 2020, data agli sgoccioli, e dalla quale potrebbe ripartire un nuovo cammino futuro delle attività di gioco, sempre compatibilmente con la presenza del virus e delle sue varianti che, purtroppo, non danno assolutamente pace, ovunque. C’è tensione per questa vicinissima sentenza del TAR del Lazio dalla quale davvero si potrebbe aprire uno scenario inusitato per tutto il mondo del gioco qualora si sancisse l’illegittimità dei vari Dpcm del Governo Conte e la conseguente scelta di “interdire i giochi”. I legali che stanno presentando un numero davvero elevato di ricorsi sulla legittimità dei provvedimenti emessi nei confronti del settore ludico, hanno un parere comune che li accomuna: che sia illegittimo imporre una chiusura così lunga e totale a mezzo di un Dpcm senza valutare una qualsivoglia alternativa, considerando che lo stesso settore ha dimostrato ampiamente che con i protocolli di sicurezza che i suoi punti avevano messo in campo nel poco tempo di apertura concesso loro, non si erano manifestate fonti di contagio.

Gli “oppositori del Dpcm 24.10.2020 e successivi identici interventi” del Governo Giallo-Rosso continuano anche a sottolineare quanto sia deleteria una chiusura così prolungata del gioco: infatti, inizialmente si era proposto questo Dpcm come situazione di chiusura “temporanea e di breve scadenza”, cosa che invece ancora oggi a distanza di quasi cinque mesi perdura consecutivamente e non si ventila alcuna possibilità di riapertura. Anzi, è continuamente slittata e le ultime disposizioni non lasciano intravedere qualcosa di diverso a breve, vista la situazione sanitaria forse più a rischio oggi che nel mese di ottobre scorso. Che speranze può nutrire il gioco legale di “rivedere la luce”? Onestamente nessuna. Però, una reale constatazione il gioco di Stato la deve fare: il gioco illecito rimane aperto, funziona, guadagna, si espande pericolosamente così come la criminalità organizzata che continua a rimpinguarsi con introiti chiaramente illeciti.

Tutte cose che mettono in pericolo sia i cittadini che il territorio: la presenza “sempre più presente” delle mafie e della criminalità non può certo far bene al Paese. E nonostante tutto questo, che evidentemente non è stato esaminato con l’attenzione che invece gli si dovrebbe prestare, il gioco pubblico legale che rappresenta lo Stato continua nella sua ermetica chiusura ed a non offrirsi al nuovo popolo di giocatori che continua a ricercarlo e che non trovandolo, quasi inevitabilmente, si trova a confrontarsi con il gioco illegale con tutti i rischi conseguenti, e non solo ovviamente per quello che riguarda il pericolo sanitario, ma quello proprio relativo all’illegalità. Di certo le nostre Forze dell’Ordine stanno monitorando e controllando il Paese attentamente, ma ogni giorno la cronaca ci riferisce della presenza di bische, apparecchiature illegali di intrattenimento, club privati dove si gioca a poker senza alcuna normale attenzione alla sicurezza sanitaria: ma più di questo non si pensa di fare.

Riaprire il gioco legale, e tutelare appunto la legalità sul territorio, sembra una “impresa impossibile” degna del miglior interprete. Così il gioco legale continua a restare chiuso e lo è da quasi un anno e non è cambiato assolutamente nulla: si sta ancora discutendo sull’illegittimità dei vari Dpcm messi in campo e se avevano l’autorità di imporre una chiusura così lunga ed assoluta al mondo dei giochi, oppure se questi diktat istituzionali dovevano essere di diversa natura alla base e sopratutto non così prolungati nel tempo. Nel frattempo è passato un lunghissimo anno di disagi per chiunque, particolarmente per il settore del gioco che è stato il primo ad abbassare le saracinesche e l’ultimo a rialzarle, cosa che apparentemente non interessa a nessuno. Si continua a non guardare con attenzione la situazione di disagio che il gioco pubblico, quale rappresentante dello Stato, sta incontrando con il passare dei mesi: e non si guarda neppure attentamente quanta pericolosità questo cammino abbia assunto nei confronti dei cittadini e del territorio.

Aprile 2, 2021: •
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