Speranza e fiducia per un gioco d’azzardo migliore

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Da che mondo e mondo la speranza e la fiducia in quello che ci circonda, sia come cose che come sentimenti, non sono elementi essenziali ed indispensabili per proseguire nel cammino della propria vita? Quella luce che ci fa vedere la fine dei problemi quando ne siamo assillati e che ci fa guardare con un sorriso anche tremendi ostacoli che con questa forza si riescono a superare. In sintesi, questo è stato il discorso del Presidente Mattarella alla fine d’anno: discorso tra quelli più ascoltati recentemente e che ha contenuto il richiamo alla fiducia più volte, ma anche alla identità nazionale che deve “frequentare” meglio tutti e renderci uniti per affrontare qualsiasi situazione avversa. Chi scrive ne ha preso buona nota: ma non ci si può esimere dal pensare, invece, cosa avrebbero voluto ascoltare dal Capo dello Stato gli operatori del gioco pubblico, nessuno escluso. Questo perché il mondo del gioco, con i casino online italiani in testa, proprio fiducia nella politica che ci rappresenta ne ha veramente pochina ed anche, forse, con qualche ragione.

D’altra parte, nel 2019 l’industria italica del gioco si è trovata vessata in ogni dove, con ogni norma, con ogni Legge Regionale e, più di tutto, con quanto contenuto nel Decreto Dignità con il divieto totale della pubblicità: cosa che solo in questo nostro bizzarro Paese ha potuto concretizzarsi così velocemente ed anche con così poca attenzione e rispetto nei confronti degli interessi di tutte le decine di migliaia di imprese del settore, e dei suoi lavoratori. Solo in Italia un settore economico come quello del gioco ha potuto essere trascurato, evitato, demonizzato e sbeffeggiato dalla nostra politica, poiché in nessuna altra parte del Pianeta accade: ovunque sia presente il gioco viene ben valutato, considerato economicamente e regolamentato severamente, ma viene sopratutto rispettato per quel che riesce a produrre ed i suoi introiti vengono normalmente e comunemente usati anche per ciò che serve al sociale.

Ma accade dove si ha la voglia, la forza e l’onestà intellettuale di dichiarare tutto questo all’opinione pubblica che ne ha indubbiamente una buona conoscenza e dove non vengono messe in atto battaglie intense e cruente contro questo o quel segmento del gioco d’azzardo, nascondendosi dietro la tutela della salute dei propri cittadini. Questo atteggiamento, proditorio ed anomalo, si sviluppa soltanto in Italia e viene indirizzato da un preciso schieramento che governa il Paese e che, invece, dovrebbe rispettare sempre e comunque la “sua Riserva di Stato”, poiché lo rappresenta insieme alla legalità. Peraltro, nessun altro Paese potrebbe avere l’ingenuità di porre in essere una norma talmente restrittiva, come il divieto, poiché avrebbe delle conseguenze disastrose che altri Stati non pensano neppure lontanamente di rischiare: noi, purtroppo, non ci siamo proprio curati di questi risvolti e la nostra politica “Gialla” ha tirato avanti nelle sue idee demonizzatrici della filiera del gioco.

Si è riusciti a compiere così una specie di “sgretolarizzazione” del settore, mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro dei quali, evidentemente, poco importa. E per ritornare al concetto di speranza e di fiducia, quanta ne potrebbero mai avere queste imprese, questi dipendenti, questi investitori in un domani che non si sa se nel nostro Paese sarà ancora accessibile per il mondo del gioco pubblico? É una domanda estremamente pertinente che il settore si pone da un bel pezzo ed alla quale assolutamente nessuno dell’attuale Esecutivo Giallo-Rosso, vuole rispondere. Non solo, lo stesso è anche latitante nelle promesse che più volte sono state fatte al gioco, e si parla dell’arcinoto riordino nazionale dei giochi e delle scommesse, promesse inserite persino nel Decreto Dignità e, poi, nella prima stesura della Manovra 2020: tracce di riordino svanite nel nulla, come spesso accade con qualsiasi cosa riguardi il gioco. Quindi, a proposito di fiducia e di speranza, di cosa si sta parlando?

Così, il gioco pubblico si trova non solo con un divieto di pubblicità, ma anche senza un riordino nazionale (promesso più volte), e con la presenza di un inaspettato, ulteriore aumento della tassazione e con la rinascita dell’illegalità che ha riempito il territorio nei “vuoti” lasciati aperti dalle attività legali che hanno dovuto chiudere i propri battenti! Fiducia? Speranza? Entrambi sentimenti disattesi e che difficilmente potranno riaffiorare negli operatori del gioco se non di fronte a prove tangibili di serietà del nostro Esecutivo. Purtroppo, questi rapporti non riescono, ad essere scorrevoli, e non certo per colpa del gioco pubblico che sta facendo di tutto, anche in proprio e senza alcun sostegno dello Stato centrale, per riuscire ad avere un gioco più sicuro e più sociale e, comunque, sempre settore al quale non ci si disdegna di attingere risorse, a piene mani, ed introiti che regolarmente vengono riversati nelle casse dell’Erario, a seguito di desideri e di ordini dello stesso Stato.

Ma con speranza e con fiducia (ma con molta fatica a metterle in atto) tutto il popolo italico deve guardare avanti per cercare di passare indenne attraverso la crisi economica che continua ad esserci affezionata, ma della quale si farebbe volentieri a meno. Così dovranno fare anche le imprese del gioco pubblico, sperando che le sue risorse non vengano sempre ingurgitate dagli “affari di bilancio dello Stato”, ma che vengano anche destinate per il Paese Italia come accade in altre realtà. Insomma, sarebbe bello che i quattrini prodotti dal gioco venissero usati anche per i cittadini, per il sociale, e che su questi importi non metta solo le mani la Manovra di turno per riempire i suoi perenni buchi perversi. Che si continui pure a “spremere il gioco” come un limone, ma che almeno l’opinione pubblica sappia davvero le cose come stanno: sarebbe già accontentare il “cuore degli operatori ludici”, aprire le loro porte della speranza e della fiducia facendo conoscere “la parte buona del gioco pubblico”, quella che lo Stato centrale, però, non vuole far conoscere, oppure ne ha una sorta di vergogna (se è in grado di provarla) considerato che a questo gioco pubblico, purtroppo, si sono rivolti, si rivolgono e si rivolgeranno tutti i vari Governi!

Gennaio 30, 2020: •
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