Slitta la riapertura del gioco d’azzardo legale

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Una possibile riapertura, i casino online sicuri migliori sono sempre stati aperti, addirittura a febbraio fa sicuramente tremare i polsi a tutte le imprese, maggiormente come è logico che sia, a quelle che sono chiuse ermeticamente da tanto tempo, come quelle del gioco, che già speravano di rialzare le saracinesche il 16 gennaio: ma pare che questo sia proprio lontano dal realizzarsi. L’incidenza dei contagi, e la situazione epidemiologica che non placa il suo devastante cammino, suggeriscono di andare con cautela nelle riaperture di qualsiasi settore: cosa che, peraltro, sta accadendo anche in altri Paesi dove invece che riaprire hanno dichiarato un ulteriore lockdown generale. Il Governo quindi, già sotto tiro per la crisi e per un eventuale rimpasto, deve occuparsi della curva epidemiologica che continua a consegnare risultati non positivi e che, sopratutto, allarmano particolarmente nel momento in cui si è cominciato a vaccinare per il Coronavirus e dove, quindi, c’è già fibrillazione per questo. Non ci si dovrebbe trovare con gli ospedali sotto sforzo per i contagi e sotto stress per la somministrazione del vaccino: sarebbe troppo.

Stranamente, però, la situazione difficile che fa da corollario al momento attuale del nostro Paese trova tutti d’accordo, Esecutivo e Regioni nel perseguire la linea rigorista che si dovrebbe continuare a percorrere per tenere lo sviluppo dei contagi sotto controllo e, sopratutto, per non far intendere il fatidico “liberi tutti” che così male ha fatto nel periodo estivo. Proprio per tale esperienza, ma anche per i risultati che le “libertà” natalizie stanno consegnando, bisognerà essere davvero molto cauti nella ripartenza che si presumeva potesse essere dopo il 15 gennaio. Massima cautela che, sintetizzando, è stata il risultato dell’ultima riunione tra i Ministri degli Affari Regionali e della Salute, Francesco Boccia e Roberto Speranza ed alcuni Governatori: tutti all’unisono, orientati verso valutazioni rigide e restrizioni che dureranno appunto sino al 15 gennaio termine dell’ultimo Dpcm della Presidenza del Consiglio e che sono andate a concretizzarsi con la “zona rossa” per tutto lo Stivale da nord a sud anche nello scorso fine settimana.

L’intendimento sarebbe quello di raggiungere una cosiddetta “zona bianca” per la seconda parte di gennaio dove l’Esecutivo vorrebbe tentare di aprire una gran parte delle attività, ma con stringenti misure di sicurezza. In questa precisa situazione si stanno appunto valutando le eventuali ripartenze, dietro la proposta del Ministro della Cultura e del Turismo Dario Franceschini, che vorrebbe far ripartire teatri e musei, ma decisione dentro la quale potrebbero “capitombolare” anche altre attività. Per esempio quelle rimaste chiuse per tanto tempo come le palestre e le piscine, gettando un pensiero allo sport ma persino ai punti di gioco d’azzardo anche se, direttamente, di questi ultimi non è stato fatto alcun discorso specifico. E qui emerge sempre l’antipatico discorso che il Governo centrale del gioco pubblico non se la sente di parlare né tanto meno di esprimersi definitivamente! Ma anche se fosse così il Governo inevitabilmente si troverà con le spalle al muro poiché si sta muovendo, tutto unito, il settore ludico.

Quindi, non solo le attività di gioco, quelle che prevalentemente trattano slot e Vlt, ma anche i Casinò tricolore stanno facendo sentire la loro voce per una ripartenza veloce, considerando anche che questi ultimi sono sostenuti da parere dei Governatori delle Regioni che ospitano proprio le stesse Case da Gioco. Quindi Veneto, Liguria e Valle d’Aosta pronti a perorare la riapertura di queste strutture: e qui forse varrebbe la pena di distinguere la differenza tra le prime attività di gioco, tra cui anche le agenzie di scommesse e le sale bingo, e le modalità di offerta del gioco d’azzardo che i giocatori ricevono nelle Case da Gioco. Ma bisognerebbe anche aggiungere che sarebbe impensabile riaprire i tre Casinò e tenere chiuso tutto il resto del gioco, poiché ciò scatenerebbe senza dubbio una rivoluzione ludica. Battaglia strenua ed assai combattuta da due mondi apparentemente diversi ma che hanno l’unico obbiettivo di riaprire dopo il 15 gennaio, seppur seguendo protocolli ancor più restrittivi di quelli attuali studiati dalle istituzioni e proposti dalla stessa industria del gioco.

Però, quello che ci si sente di affermare onestamente è che i dati che la curva epidemiologica sta consegnando non suggeriscono di certo di “lasciare le briglie sciolte” alle varie attività, anche se dire questo ci rattrista davvero visto che tanti settori sono in forte sofferenza. É evidente che l’esperienza acquisita nei mesi scorsi suggerisce che non si possa prescindere dal controllo dei contagi e che questi facciano risultare azzardata qualsiasi misura di allentamento delle misure di sicurezza. Inevitabile che la ripresa delle attività, come già successo, comporterà nuova movimentazione sui mezzi pubblici, più gente per le strade e nelle aziende, con inevitabile più rischio. Una delle recenti comunicazioni dell’ISS attestava l’attuabilità di una ripresa nelle aziende qualora si verificasse il rapporto di 50 casi per 100 mila abitanti: l’ultima rilevazione, prendendola comunque con “beneficio di inventario” poiché i dati sembrano sottostimati, era che oggi il rapporto è di 135 casi per ogni 100 mila abitanti, ben il triplo il limite indicato.

A questo si deve aggiungere la lentezza nella somministrazione dei vaccini che vanifica un po’ l’obbiettivo di arrivare all’immunità di gregge entro l’inizio del prossimo autunno e non consente di stimare effetti benefici del vaccino entro la seconda parte dell’estate. E questi pensieri “tetri” evidentemente fanno valutare ad alto rischio la riapertura delle aziende, così come quella delle scuole in questa prima parte di gennaio poiché potrebbero di nuovo generare un ritorno a pieno ritmo del virus nelle nostre vite nel periodo tra fine gennaio-primi di febbraio. Comprensibile, con queste riflessioni, la paura dell’Esecutivo e del Premier sulla riapertura della nostra economia ed emerge il rischio che alcune restrizioni, ivi comprese quelle imposte ai giochi, si possano allungare almeno sino a tutta la seconda decade di gennaio spostando così l’eventuale riapertura in avanti, al prossimo febbraio. E sarebbe più che tragico economicamente ed anche per il morale degli imprenditori, tutti, che già “si erano fatti la bocca buona” sull’apertura sfumata del 16 gennaio!

Gennaio 20, 2021: •
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