Sistema bancario e finanziario contro il gioco d’azzardo

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Anche prima dell’accadimento del Coronavirus si è parlato tantissime volte della discriminazione degli Istituti Bancari e Finanziari messa in campo nei confronti delle imprese di gioco d’azzardo e di casino sicuri alle quali non veniva affidato assolutamente credito perché lo stesso comparto appariva ai dirigenti bancari “poco affidabile” in virtù di un antico quanto obsoleto “rapporto etico” più volte richiamato dagli stessi istituti bancari. Oggi, però, si vuole sorvolare sulla “serietà” di questo termine “etico” dietro il quale si nasconde il pessimo comportamento di tali organi finanziari, tenuto special modo nel periodo di emergenza sanitaria ed economica che ha costretto tutte le imprese, di qualsiasi settore, ad affrontare le conseguenze economiche dello tzunami Coronavirus. Emergenza che, purtroppo, oltre ad un rilevante numero di vittime tra normali cittadini ha anche causato “la morte commerciale” di numerosissime imprese e di tantissimi licenziamenti. Mentre, invece, in queste righe si vuole parlare se vi sia mai qualche insperato sviluppo negli stessi rapporti tra istituzioni ed organi bancari che possa appianare divergenze così profonde.

Si parla di comportamenti assurdi tenuti recentemente da alcuni Istituti Bancari e Finanziari nei confronti di tutto il mondo dei giochi d’azzardo. Infatti, in particolar modo nell’ultimo periodo, si è concretizzato, purtroppo, uno stillicidio di ricorsi da parte di cittadini “normali, ma appartenenti al settore ludico” ed anche da parte delle relative imprese: forse proprio per queste recriminazioni qualcosa si sta muovendo. Il prossimo 19 aprile avverrà un incontro con ABI, Associazione Bancaria Italiana, davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario: ed era ciò che si aspettava e voleva tutto il settore dei giochi per sentirsi almeno tutelato, in quanto “Riserva di Stato” e rappresentante del gioco legale sul territorio italico per conto dello Stato. Un primo passo delle istituzioni forse intrapreso per far terminare, una volta per tutte, una discriminazione piuttosto “sostenuta ed assai grave” perpetrata dalle Banche in generale nei confronti di imprese ed operatori, tutti assolutamente legali.

Utenti bancari che, oltre tutto, mantengono rapporti perfettamente corretti con gli stessi Istituti di Credito, conti correnti in ordine che invece si sono visti chiudere quasi nell’immediato come se le Banche “non sapessero” che chi opera e rappresenta il gioco di Stato deve far passare qualsiasi movimentazione a mezzo banca: ed evidentemente di questo servizio “assolutamente essenziale” il settore non può farne a meno per contratto. Mancano in realtà pochissimi giorni al 19 aprile, allorquando il Direttore Generale di ABI dovrà molto probabilmente chiarire nel dettaglio, insieme ad altre questioni, in collegamento con la Commissione parlamentare di inchiesta, sulla tematica del mondo dei giochi, poiché ciò ha “alzato un polverone notevole” da parte di tantissimi operatori addetti ai lavori del settore ludico e delle scommesse sportive. Non bisogna dimenticare di sottolineare ancora una volta che tale settore è importante per tutta l’economia del Paese e, sopratutto, per le casse erariali, orfane tra l’altro di tutta la raccolta terrestre a causa della pandemia.

Quindi, un danno “settoriale” che si unisce indiscutibilmente ad altro danno ”di Stato” in un momento storico difficile per tutti i settori delle attività “non essenziali” nelle quali è ricaduto anche il gioco pubblico. Seppur il settore cui appartiene il gioco sia obbiettivamente importante per mantenere la legalità sul territorio, cosa che recentemente è venuta a mancare con la chiusura del gioco terrestre e del poker, con enorme disagio per il territorio e per i cittadini ed, invece, che ha procurato un grande guadagno da parte del gioco illegale e della criminalità organizzata che lo gestisce. Il Direttore Generale di ABI negli scorsi giorni di fronte alla Commissione Finanze della Camera aveva assicurato che la stessa ABI “sta lavorando per trovare un meccanismo (!) che in rispetto della norma Europea consenta ad operatori legali di continuare ad operare in un settore importante anche per l’economia”. Frase banale di circostanza ed anche abbastanza sibillina anche se giustificata, sempre secondo ABI, dalle stringenti normative europee che richiedono il rispetto di determinati parametri che molti operatori del gioco oggi non sarebbero più in grado di presentare.

Anche se è evidente, però, che in nessuna altra realtà territoriale, sopratutto durante la pandemìa, vi siano imprenditori disponibili ad offrire fidejussioni o garanzie per un eventuale scoperto di conto corrente vista la situazione globale dell’economia. Per questo motivo specifico diventerebbe inutile sottoporre le imprese a tali richieste che, come è ovvio che sia, non possono essere ottemperate per causa di forza maggiore, come per l’identico motivo è stato imposto alle stesse imprese di gioco una chiusura forzata di otto mesi: il che, ovviamente, sta rappresentando un disagio senza fine.

Per cercare di arrivare a dirimere questa “assurda controversia” tra settore dei giochi e gli Istituti Bancari, che di certo è di importanza vitale in quanto le imprese di gioco e di bingo sono state messe in estrema difficoltà dalla chiusura dei conti correnti da parte di alcuni Istituti, la Commissione ha cercato di agevolare particolarmente il settore ludico creando un sito online tramite il quale i cittadini comuni, imprese e professionisti, anche non necessariamente collegati al mondo del gioco, possono inserire le diverse segnalazione su difficoltà di accesso al credito.

Oppure anche soltanto per riferire inadempienze significative messe in opera dalle Banche o dagli Istituti Finanziari contravvenendo alle leggi dello Stato che possono creare, in ogni caso, disagi economici ai contraenti di tali rapporti. Come tutti sanno, anche coloro non espressamente inseriti nel mondo commerciale, risulta difficile sopratutto per un’impresa, gestire la propria attività senza ricorrere all’uso di un conto corrente: ancor di più, come già sottolineato, per le aziende che operano nel gioco pubblico che sono costretti per contratto statale a “far passare ogni e qualsiasi movimentazione a mezzo bancario”. Come è ovvio che sia, le comunicazioni che arriveranno in questo sito verranno esaminate con estrema discrezione e daranno il via ad interventi che consentano la corretta applicazione delle leggi che tutti noi, quindi Istituti Bancari inclusi, si è costretti a rispettare doverosamente.

Maggio 2, 2021: •
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