Si parla ancora della vecchia tassa dei 500 milioni

tassa 500 milioni gioco azzardo

Proprio qualche giorno fa si è parlato, in altro articolo, dell’esperienza del mondo del gioco, e dei migliori casino online, con il Governo Renzi, mentre si facevano i paragoni con quello successivo Giallo-Verde, e di ciò che durante quella “lontana e difficile” Legislatura è accaduto in relazione alla famigerata multa dei 500 milioni imposta ai concessionari del gioco pubblico. Onestamente, questa imposizione voluta dal Governo di allora è stata discussa e ridiscussa in tante occasioni ed alcuni si sono anche opposti a mezzo di ricorsi dinnanzi alle Autorità competenti. Questa situazione si trascina in virtù della Legge di Stabilità del 2015 ed era stata suddivisa, per farla breve, tra i diversi concessionari delle apparecchiature da intrattenimento e, successivamente, con i gestori: taluni hanno accondisceso, altri no ed è esattamente per questo che oggi ci si ritrova con un sollecito alle stesse società concessionarie, inoltrato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, affinché si rendesse noto quali fossero i nominativi “degli inadempienti” che non hanno, ad oggi, adempiuto al cosiddetto “contributo di stabilità 2015”.

È sicuramente un “ultimo avviso” quello che viene inoltrato ai concessionari: in modo evidente, infatti, ADM vuole chiudere i conti e “portare a casa” ciò che (forse) le spetta! Probabilmente, perché l’iter legale di alcuni ricorsi è arrivato alla fine ed ha portato ad alcune diverse pronunce da parte del Tribunale Amministrativo del Lazio e, quindi, l’Agenzia vuole “chiudere la partita”. Effettivamente, è una vicenda che si trascina da un po’ e questo atteggiamento di “sollecito al pagamento” segue l’ultima circolare inviata dalla stessa Agenzia nello scorso mese di luglio dove si richiedeva ai concessionari un riscontro che contenesse le liste dei nominativi dei gestori inadempienti. Ciò in modo da riuscire a chiudere definitivamente questa odiosa quanto annosa pendenza con coloro che non avevano regolarmente saldato quanto risultava a loro carico e si proseguisse, così, con la denuncia all’Autorità competente ed alla Corte dei Conti nei confronti di coloro che ad oggi risultano ancora scoperti con i propri versamenti.

Questa del contributo per la Legge di Stabilità del 2015 è veramente “una triste storia”, che si è conclusa recentemente con una pronuncia favorevole allo Stato e con la conseguente condanna dei concessionari e dei gestori ai rispettivi pagamenti in base alle percentuali di pertinenza: è un percorso legale che si sta trascinando per anni e che deve vedere assolutamente la fine perché, in caso contrario, sarebbe di nuovo un “altro sospeso” nel mondo del gioco che, purtroppo, ne ha già visti tanti… seppur di diversa natura (che dire, infatti, del riordino dei giochi?). Chi non ha seguito da vicino questa storia, che ovviamente può risvegliare soltanto l’interesse degli addetti ai lavori, sa che questa “triste storia” aveva aperto un filone legale relativo alla “responsabilità” di chi mai dovesse pagare questa tassa: ma l’unico diretto interlocutore di ADM risulta, in ogni caso, essere ovviamente il concessionario che rimane, quindi, il solo destinatario delle varie comunicazioni.

La recente giurisprudenza nel corso di questi anni ha asserito, però, che il mancato versamento può essere imputabile anche ai gestori: infatti, una pronuncia del Tribunale di Roma dello scorso giugno ha aperto qualche dubbio e sollevato perplessità sotto il profilo della responsabilità nella quale potrebbero essere coinvolti appunto anche i gestori. Quindi, per fare un esempio per tutti in relazione alle decisioni alternate che si sono succedute per arrivare al recupero di queste somme da parte dello Stato, e giustificare perché ci si trova a parlarne a quattro anni di distanza, si vuole proprio “raccontare” ciò che è accaduto ad un gestore appunto presso il Tribunale di Roma e “racconto” dal quale discenderà qualche ulteriore ricorso da parte di chi vuole sperare in pronunce similari a quella del giugno scorso, che si sta citando qui.

Ad un gestore di Roma era stata comminata la sospensione dell’attività di raccolta proprio perché il medesimo non aveva ottemperato al pagamento di quanto impostogli dal concessionario di rete a fronte della sua “quota parte” relativa alla famosa tassa dei 500 milioni a carico del settore delle slot. In questo caso, il gestore che nel frattempo era stato costretto a chiudere la propria attività, aveva richiamato l’illegittimità del comportamento del concessionario che aveva stabilito, in linea autonoma, che l’importo dovuto da parte del gestore, per ogni apparecchio di gioco, fosse di 1.207 euro, disattivando anche le apparecchiature da intrattenimento in carico allo stesso gestore inadempiente. Il Tribunale di Roma accoglieva la tesi del concessionario, ritenendo insussistente il diritto del gestore a pretendere la riattivazione delle apparecchiature anche in virtù sia della sentenza della Corte Costituzionale del 2018, ma anche in forza di recenti pronunce del TAR del Lazio: pronunce che hanno chiarito in modo inequivocabile che il pagamento della “famosa tassa” non era più soltanto a carico dei concessionario ma dove essere corrisposta, con le relative percentuali, anche dai gestori degli apparecchi di gioco.

Ne è conseguito che il Tribunale di Roma dichiarava che il concessionario era in condizione di pretendere gli importi al gestore, pur sottolineando che questo aveva creato estreme difficoltà allo stesso gestore sino a fargli chiudere la propria attività. E qui finisce il “racconto” di quanto è accaduto in una sola occasione, ma che vale ovviamente per tutte le altre situazioni similari. Tutto questo, indubbiamente, lascia presupporre che in base a questa pronuncia ci saranno altri concessionari che vorranno avvalersi di questa “giurisprudenza” per addossare il pagamento degli importi direttamente anche ai gestori e tutto verrà nuovamente sottoposto al Consiglio di Stato dove si andranno a prolungare i processi ancora per mesi. Insomma, anche per questo regna la confusione più piena e, sinceramente, ci si domanda se mai il mondo del gioco riuscirà ad avere qualcosa di trasparente e chiaro, sotto tutti i vari punti di vista! L’unica cosa forse che traspare chiaramente è che ad oggi rimangono ancora 150 milioni di euro, dei 500 iniziali, da incassare, e non sono certamente pochi e per questo motivo l’ADM si sta dando così da fare.

Ottobre 2, 2019: •
SitoInformazioniLicenzaVisita
888 casino logo
888 Casino
20€ Gratis + 500€
legale aams
Visita
snai casino logo
Snai Casino
10€ Gratis + 1000€
legale aams
Visita
starcasinò logo
StarCasinò
125 Giri + 1000€
legale aams
Visita
casino.com logo
Casino.com
10€ Gratis + 500€
legale aams
Visita
betway casino logo
Betway Casino
100% Fino a 1000€
legale aams
Visita
eurobet casino logo
Eurobet Casino
5€ Gratis + 1000€
legale aams
Visita
betflag casino logo
Betflag Casino
30€ Gratis + 1.000€
legale aams
Visita
voglia di vincere casino logo
Voglia di Vincere
10€ Gratis + 1200€
legale aams
Visita
unibet casino logo
Unibet Casino
100% Fino a 300€
legale aams
Visita
tianbet casino logo
Titanbet Casino
20€ Gratis + 1000€
legale aams
Visita
eurobet casino logo
Netbet Casino
10€ Gratis + 1000€
legale aams
Visita
32red casino logo
32Red Casino
10€ Gratis + 160€
legale aams
Visita