Si invoca la sospensione al divieto della pubblicità sui giochi

riprendere pubblicita giochi e scommesse

Ciò che ci si immagina, in questo periodo emergenziale, è che coloro che tirano i fili sia della politica che dei settori che racchiudono un numero ingente di imprese, e di conseguenti lavoratori, siano seduti attorno ad un tavolo spremendosi le meningi per farsi venire qualche brillante idea per risolvere le questioni economiche che attanagliano il Paese ed i diversi comparti. Tutti sono in equilibrio precario, compreso ovviamente il nuovo Sistema Italia che l’Esecutivo cerca di riattivare in ogni modo, ma con pochissimi risultati ma, quel che è peggio, con “zero progetti” per farlo ripartire. Posto che il Governo deve percorrere la sua strada per trovare la quadratura del cerchio Paese, “ci piace” dare un’occhiata attenta al mondo del calcio che dopo lo stop all’ingresso del poco pubblico presente nelle più recenti manifestazioni, deve trovare un escamotage per ovviare al notevole calo delle proprie entrate che, in ogni caso, non potevano essere risolte da quell’esiguo numero di partecipanti concessi nelle scorse settimane.

Cosa che va ad aggiungersi al “Fondo Salvasport” disposto con il Dl Rilancio a mezzo della tassa aggiuntiva dello 0,5% sulle scommesse che con la chiusura delle agenzie di scommesse andrà a vanificarsi: di fronte a tutta questa situazione e per non rimanere in attesa soltanto dei “ristori” promessi, che non si sa quando e se davvero arriveranno visti “i precedenti”, il mondo del calcio ha pensato ad una deroga al divieto della pubblicità al gioco che ha inciso in modo pesante sulle casse dei vari club, oltre ad avere provocato discussioni lunghissime ed accorate non solo nel nostro Paese. L’argomento del totale divieto della pubblicità ha fatto discutere sin dalla sua velocissima nascita e coinvolto anche tanti investimenti che non sono più arrivati sul nostro territorio e che si sono ovviamente rivolti altrove. Infatti, la pubblicità del gioco nei confronti del calcio aveva un giro di danaro alquanto importante: evidente, quindi, che anche la sparizione di questi introiti abbiano influito sulle casse aziendali coinvolte.

Poi, è arrivato il Coronavirus come cigliegina sulla torta per rendere ancora più cospicuo il danno ai bilanci delle società di calcio. Come tutte le altre aziende, infatti, anche quelle del calcio sono state coinvolte dalle Linee Guida e dai protocolli imposti ai giocatori che devono essere costantemente monitorati: i club si sono adeguati per far ripartire il campionato ed hanno messo in campo tutte le strategie possibile per la salvaguardia della salute dell’intero organico dipendenti, assistenti e giocatori ponendo in essere tutto quanto richiesto per l’emergenza epidemiologica e per ora, nonostante la presenza di alcuni giocatori contagiati dal virus la situazione appare difficile, ma sotto controllo. Tutto questo è sin troppo evidente che stia arrecando un danno economico dalle cifre importanti per le società di calcio professionistiche che rischiano veramente di fallire: ecco perché l’argomento del Decreto Dignità con una proposta di sospensione del suo divieto della pubblicità al gioco ed ai casino migliori sicuri, almeno nel periodo della chiusura degli stadi e della tenuta sotto scacco della pandemìa.

Il mancato accesso agli stadi ha rappresentato il maggiore mancato ricavo della vendita dei biglietti ed anche del merchandising che sembra di aver recepito si possono quantificare e soltanto per la Serie A in circa 360 milioni di euro ed in circa 260 milioni da mancate partnership. L’argomento della sospensione del divieto della pubblicità era già stato sottoposto all’Esecutivo con un appello inviato dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio rimasto senza risposta: può essere per la situazione emergenziale cui è sottoposto il Governo centrale in altre faccende, senza dubbio più importanti, affaccendato. Seppur avrebbe dovuto avere un riscontro considerando che le entrate per lo Stato da parte delle società sportive professionistiche sono rilevanti per il sostegno dell’economia del Paese. Così può sembrare che l’Esecutivo quando si parla di gioco sia piuttosto sordo: infatti, non sente neppure il richiamo del mondo del gioco pubblico quando quest’ultimo fa riferimento agli introiti che ha sempre riversato nelle casse erariali!

A prescindere da tutto questo e dal mancato riscontro all’appello delle società calcistiche, le medesime però si trovano costrette a richiedere all’Esecutivo che preveda di inserire anche queste aziende nelle operazioni di “ristoro” per le imprese che sono state coinvolte nella chiusura per arginare il Coronavirus: sperando che questi ristori pensati dal Ministro delle Finanze si dimostrino adeguati, poiché le società calcistiche, seppur abbiano movimentato tanto danaro con i loro campioni, dopo la chiusura degli stadi già avvenuto ed il periodo di altrettanto prossimo fermo che si può dedurre dallo scenario epidemiologico che continua a peggiorare, non hanno possibilità di sopravvivere a lungo. In ogni caso, sopratutto dopo l’ultimo Dpcm che ha deciso il perdurare della chiusura degli stadi, si potrebbe davvero valutare la sospensione del divieto della pubblicità al gioco, almeno sino a quando avrà vita la pandemìa, cosa che darebbe un po’ di respiro alle società calcistiche e farebbe affrontare meglio, e con più leggerezza, i diversi e costosi protocolli che le stesse devono affrontare.

Non si deve dimenticare che si sperava, ancor prima dell’emergenza sanitaria, che il Governo facesse un passo indietro relativamente al divieto totale della pubblicità, magari rivedendolo ed applicando normative severe ma non così totalitarie e proibizionistiche: ma anche allora le richieste delle società calcistiche sono rimaste senza riscontro e pure senza un diretto confronto con le istituzioni. Oggi, certamente, non è il momento per mettere in campo “altra carne al fuoco” e di così rilevante importanza perché l’Esecutivo è troppo impegnato a studiare modo e maniera di rimettere l’economia su giusti binari che non portino allo sfascio il nostro Paese: però il mondo del calcio richiede a gran voce, oggi come allora, una “rivisitazione” del Decreto Dignità. Ovviamente la pandemìa contribuisce a rendere le cose molto più difficili per tutti i settori, anche per quelli che un tempo sembravano inattaccabili da crisi economiche e che si riteneva fossero settori ricchi, visti gli importi che “girano” proprio nel mondo del calcio anche a livello internazionale e per questo si spera che l’Esecutivo faccia qualcosa anche per questo settore.

Novembre 14, 2020: •
SitoRecensioneLicenzaVisita
888 casino logo
888 Casino
20€ Gratis + Fino a 500€
legale aams
Visita
snai casino logo
Snai Casino
10€ Gratis + 1000€
legale aams
Visita
starcasinò logo
StarCasinò
125 Giri + 1000€
legale aams
Visita
leovegas casino logo
Leovegas Casino
225 Giri + 1000€
legale aams
Visita
netbet casino logo
Netbet Casino
10€ Gratis + 1000€
legale aams
Visita
betway casino logo
Betway Casino
5€ Gratis + 1350€
legale aams
Visita
eurobet casino logo
Eurobet Casino
5€ Gratis + 1000€
legale aams
Visita
gioco digitale casino logo
Gioco Digitale Casino
150 Giri + 500€
legale aams
Visita
big casino logo
Big Casino
55€ Gratis + 3000€
legale aams
Visita
bwin casino logo
Bwin Casino
50 Giri + 200€
legale aams
Visita
betflag casino logo
Betflag Casino
30€ Gratis + 1.000€
legale aams
Visita
casino.com logo
Casino.com
10€ Gratis + 500€
legale aams
Visita
unibet casino logo
Unibet Casino
100% Fino a 300€
legale aams
Visita
voglia di vincere casino logo
Voglia di Vincere
100% Fino a 1000€
legale aams
Visita