Si attende la decisione del Tar per riaprire il gioco d’azzardo

gioco azzardo legale italiano vuole riaprire

Oggettivamente, non si riesce a comprendere in “cosa od in chi” debba sperare il mondo del gioco, siti di casino compresi, per riuscire a vedere uno spiraglio di luce per poter riaprire le proprie attività al nuovo popolo di giocatori! In queste righe si vuole spiegare quale sia l’ultima speranza del settore ludico che come dice un vecchio proverbio “è l’ultima a morire”. In effetti, il gioco pubblico si affida ad una prossima pronuncia del TAR Lazio che dovrebbe contestare il fare del Dpcm che ha obbligato per troppo tempo le attività di gioco alla chiusura, con tutti i danni conseguenti: danni più che considerevoli sia per le stesse imprese che per le casse dell’Erario che ormai da mesi non vengono più rimpinguate dagli introiti provenienti dal gioco, obbligato alla chiusura, ed ai quali l’Erario era ben abituati negli anni scorsi. Nella pronuncia dei Giudici di quel Tribunale, quindi, sono concentrate le ultime speranze del settore dei giochi per poter avere giustizia rispetto ad altri settori che, invece, hanno continuato a lavorare.

E ciò anche se potrebbero essere più a rischio del gioco d’azzardo pubblico che ha dimostrato, e non solo a parole, che nel suo stesso settore non si sono mai riscontrati focolai per la rinascita del Coronavirus e dove sono stati applicati protocolli più che restrittivi per la tutela della salute dei propri dipendenti e dei giocatori. Giusta questa apprensione del mondo ludico in relazione alla pronuncia di quei Giudici del TAR del Lazio, designati a rispondere sulla richiesta di sospensione dell’efficacia dei provvedimenti, che hanno imposto la chiusura del gioco su tutto il territorio per un tempo così prolungato. Chiusura che peraltro continua da troppo tempo e cosa che invaliderebbe lo stesso decreto, ma richiesta rigettata in prima istanza nello scorso mese di gennaio e presentata da parte di 290 dipendenti del comparto del gioco pubblico che però vogliono rappresentare questa battaglia per tutto l’intero settore.

Appare ovvio che chi tutela gli interessi dei suoi rappresentati sia cosciente che la decisione che si attende sia delicata perché potrebbe esporre la giustizia amministrativa ad esprimersi contro le scelte del CTS: in ogni caso, nel ricorso si richiede anche di evidenziare scientificamente che le sale giochi, scommesse e bingo possano essere vettori di contagio con l’avvio di una istruttoria dedicata anche a definire le misure per la riapertura in sicurezza delle attività di gioco e di scommesse sportive. L’attesa da parte di tutto il settore ludico riveste un’importanza quasi vitale per il futuro del mondo dei giochi poiché se si dovesse acclarare l’inefficacia dei provvedimenti di quel Dpcm che ne imponeva la chiusura “senza se e senza ma”, ma senza una reale giustificazione sulla valutazione che tali attività ludiche rivestano un rischio medio/alto per il contagio, metterebbe davvero in discussione tutto il futuro del settore che di certo non si considera uno “strumento di allargamento dei contagi”.

Forse, bisognerebbe ridisegnare un nuovo modello delle attività di gioco consentendo così la loro riapertura e la “messa a disposizione”, finalmente, del divertimento legale ai cittadini che lo ricercano in ogni caso con una certa “insistenza”. Ed a prescindere dalla ripartenza del settore si sono anche sottolineati nel ricorso al TAR i mancati introiti del settore per una chiusura non giustificata ed anche i danni provocati da quel provvedimento all’Erario che non può usufruire dei consueti corposi introiti provenienti dal mondo dei giochi. E da ultimo, ma estremamente importante, il riappropriarsi delle attività legali di gioco sul territorio, così andando a defenestrare l’ingresso “abusivo” del gioco illegale al quale non pareva possibile impossessarsi di quell’enorme spazio lasciato vacante dal gioco pubblico e liberandosi anche dall’attenzione che i giocatori abituali riversano al gioco illegale. E questo poiché, come è stato più volte sottolineato e fatto presente, anche se non si è giocatori problematici o compulsivi quando “il giocatore vuole giocare, gioca” e non sta a valutare se lo sta facendo con un’offerta legale od illegale.

É sin troppo evidente quanto ciò sia ingiusto e pericoloso: ma è quello che accade quando come per incanto il gioco terrestre sparisce dalla disponibilità della sua consueta utenza. Qui poi subentrano altre questioni come le campagne di informazione che non vengono quasi più fatte, il divieto di pubblicità ai giochi ed alle scommesse che sta mettendo confusione nelle menti dei giocatori che devono scegliere “come e con chi giocare”, ed i vari strumenti ufficialmente nati per contrastare il gioco problematico e che non raggiungono l’obbiettivo per il quale sono stati creati. Insomma, nel gioco pubblico chiuso od in quello che riaprirà regna una confusione pazzesca: infatti, anche all’eventuale ripartenza delle attività, il settore si ritroverà ad avere a che fare con i protocolli che verranno imposti per alzare le saracinesche, ma anche con i vecchi distanziometri e con le fasce orarie di accensione degli apparecchi. Tutte disposizione che sono ancora in essere e che devono essere rispettate, ovviamente dal gioco legale e dal poker perché quello illecito non ha nessun ostacolo da superare.

Ma ora tutto il mondo del gioco, e sopratutto quelle imprese che stanno aspettando la pronuncia del TAR del Lazio. è concentrato su questa sentenza dalla quale potrebbe veramente discendere l’immediato futuro del gioco che non vede l’ora di riaprire i battenti seppur non protocolli restrittivi per accogliere la propria utenza dopo così lungo tempo. Tutto sarà differente: fisicamente i punti di gioco saranno diversi, gli ingressi contingentati, le offerte più accattivanti, ma anche il nuovo popolo di giocatori sarà cambiato. Ci sarà, infatti, chi ritorna nei suoi punti di gioco di riferimento, ma chi si sarà abituato a giocare online vista la latitanza del gioco terrestre come il bingo. E ci sarà anche chi nel frattempo si sarà rivolto al gioco illegale per intrattenersi e divertirsi. Uno scenario per nulla positivo quest’ultimo che dovrebbe far riflettere le istituzioni che non si sono mai poste queste alternative, andando anche contro gli interessi delle casse erariali ma sopratutto non rendendosi conto quanto hanno fatto sviluppare l’illegalità sul nostro italico territorio, cosa che è addirittura peggio!

Marzo 2, 2021: •
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