Roma si adegua alla legge regionale del Lazio sui distanziometri

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Quando si parla di Roma, da qualche tempo a questa parte, si è abituati a sentire “problemi di vario genere e natura”, spesso assolutamente spiacevoli, e ci si sente pervadere da una sorta di “amicale vicinanza” ai cittadini della nostra Capitale, immaginando quanto gli stessi si stiano confrontando con situazioni veramente sgradevoli: sono, senza dubbio, assillati da situazioni “gravi ed importanti” che frequentano la loro vita quotidiana che sono costretti a trascorrere, dribblando buche, spazzatura, assenza di trasporti metropolitani e tante altre cose simili. É evidente che questo sia “scomodo” e porti i nervi a fior di pelle ed a scagliarsi inevitabilmente contro l’Amministrazione che gestisce la città con parole spesso pesanti e decisamente indirizzate alla “gestione 5Stelle” sempre più nel mirino, a volte anche quando forse non c’entra proprio del tutto. Il Primo Cittadino di Roma capitale è il primo al quale vengono indirizzati tutti gli “improperi” possibili ed immaginabili, ma si è già visto che la stessa continua “diritta per la sua strada”, quasi incurante di tutto ciò che di negativo circonda il suo mandato.

A prescindere da questa premessa, che vuole soltanto sottolineare la situazione quotidiana dei cittadini di Roma, si vuole segnalare che l’Amministrazione, nonostante tutto questo caos furioso, riesce anche ad affrontare decisioni “magari più leggere” (forse): quelle che riguardano l’adeguamento della città alla Legge Regionale del Lazio sul Gioco d’azzardo, compresi anche i migliori siti di casino, e, quindi, ad “allargare” i famigerati distanziometri dai 350 metri dai luoghi sensibili, in vigore dal 2017, ai 500 metri come dettato dalla norma della Legge relativa alla Regione Lazio. Quindi, un adeguamento od una modifica del Regolamento Comunale sul gioco di Roma, ivi compreso “l’allegato divieto di aprire nuove sale da gioco a meno di 500 metri dai cosiddetti luoghi sensibili”. La proposta è stata presentata nell’ultima seduta della Commissione Commercio del comune di Roma e questo finalmente porta, “dopo cinque anni di una legge lacunosa” ad adeguarsi al resto d’Italia.

Con l’occasione, si è messa in campo anche un’eventuale implementazione dei luoghi sensibili che sono attualmente previsti dalla delibera e dalla legge regionale: in realtà, a Roma sono già tantissimi, basti pensare ai luoghi di culto, però applicando la Legge Regionale esiste la possibilità di inserirne altri. Per fare un poco di storia del regolamento sul gioco ancora in essere a Roma bisogna dire che ha un distanziometro di 350 metri dai luoghi sensibili, all’interno del perimetro dell’anello ferroviario e di almeno 500 metri al di fuori dallo stesso. A questa misura restrittiva del 2017, si è aggiunto dal 2018 il divieto di aprire sale videogiochi e biliardo nell’area intermedia del centro storico di Roma, introdotto con il regolamento per l’esercizio delle attività commerciali ed artigianali nel territorio della “Città Storica” di Roma. Ciò insieme all’ordinanza relativa alle fasce orarie di funzionamento delle apparecchiature da intrattenimento nella Capitale: le stesse potranno funzionare e rimanere accese dalle 9 alle 12 e dalle 18 alle 23 di tutti i giorni, ovunque le stesse siano collocate.

Ora, pur considerando che Roma Capitale ha atteso più di altri territori di adeguarsi alla Legge Regionale, si deve ancora una volta sottolineare quanto sia negativo per il mondo del gioco d’azzardo, e conseguentemente per i suoi utenti, avere Leggi sul Gioco che si differenziano da territorio a territorio: e ciò sia per quanto riguarda i rispettivi distanziometri sia per le fasce di accensione degli apparecchi di gioco. Serve, sempre più inevitabilmente, arrivare finalmente allo studio ed alla stesura di una Legge Nazionale sul Gioco, qualcosa che si avvicini ad un Testo Unico, che uniformi completamente tutto il territorio e che sia l’unico e solo riferimento al quale appellarsi quando bisogna ricorrere a qualsivoglia Autorità per vedere acclarato questo o quel diritto. Deve essere tutto ben dettagliato e regolarizzato in modo che lo svolgersi del gioco possa seguire regole chiare e non troppo soggette ad interpretazioni “alternative” che di certo non portano tranquillità tra coloro che hanno la “sfortuna” di avere una attività commerciale che propone il prodotto gioco pubblico.

Questa Legge, come si è ripetuto più e più volte, è indispensabile perché gli operatori e le imprese non possono più proseguire nel loro lavoro con così tanta incertezza e senza avere la possibilità, sopratutto, di organizzare il proprio futuro ed i propri eventuali investimenti. D’altro canto, il Governo Giallo-Verde non solo continuando ad essere “latitante” per quanto riguarda la riforma del gioco, sembra voler proprio prendere in giro tutti gli imprenditori che formano questo mondo, richiedendo in continuazione aumenti sulla tassazione delle imprese. Le stesse, molto obbiettivamente, non riescono più a sostenere questa situazione vissuta nell’incertezza più totale nella quale sono costrette a vivere, le restrizioni che sono soggette a subire, e la mancanza di introiti che segue tutte queste negatività messe in campo proprio dallo stesso Stato che ha rilasciato loro le concessioni per poter svolgere un’attività di gioco lecito che oggi, purtroppo, non è quasi più possibile portare avanti con tranquillità e sicurezza.

Ovviamente, tutto questo va a favore del gioco illegale che, come già accennato più volte, sta riprendendo spazi e luoghi dai quali, negli anni, gli operatori del gioco pubblico lo avevano allontanato ed al quale avevano tolto il potere criminale. Ma sarebbe questo il Governo del Cambiamento? Cambiamento da legale ad illecito? Forse c’è qualcosa che non quadra nell’atteggiamento dell’attuale Esecutivo Giallo-Verde e nel suo continuo perseguire con forza la sua dichiarata avversione nei confronti del mondo dei giochi. Avversione che, però, chissà come svanisce quando dallo stesso mondo del gioco bisogna “prelevare risorse” (ed in quantità non certo esigua) per far quadrare il bilancio dello Stato e per sostenere le promesse pre-elettorali che erano state messe in campo e che, oggi, si può forse dire per accattivarsi una certa parte di cittadini votanti. Chissà se gli stessi cittadini saranno contenti del proprio voto e dell’attuale “fare” del Governo Giallo-Verde. Senza ombra di dubbio, qualche perplessità si può avere in questo senso, o no?

Maggio 10, 2019: •
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