Riorganizzare al meglio il settore del gioco d’azzardo legale

riorganizzare il gioco azzardo italiano

La storia della prima movimentazione del gioco, ed anche dei migliori siti italiani di casino on line, risale all’ormai lontano 1999: ebbe luce proprio in quegli anni con dei bandi particolari per le agenzie delle scommesse, però con un risultato certamente negativo per lo Stato, nonostante vi avessero partecipato la Snai, un insieme di agenzie aderenti al Sindacato Nazionale Agenzie Ippiche, e la Sisal che aveva acquisito una società che gestiva alcune agenzie ippiche con altri imprenditori di piccole dimensioni che allora pensavano di aver fiutato “qualcosa” che avrebbe potuto rivelarsi intrigante ed offrire enormi prospettive. In realtà, tale debutto fu un fiasco colossale, ma quel modello venne invece ben tradotto dalle organizzazioni illegali e gestito con il controllo delle mafie che già da allora vedevano nel gioco, ed in particolare nelle scommesse, la possibilità di riciclare il proprio danaro “sporco”. A quel punto, il mercato illegale prosperò senza difficoltà: successivamente, nel 2006 venne istituito un nuovo bando, sfruttando l’esperienza precedente, che richiamò l’interesse di società che potevano offrire solide garanzie bancarie.

Con questa operazione lo Stato riuscì a togliere il potere alle organizzazioni criminali, che nel frattempo avevano allungato i tentacoli sulle slot machine dominandone il mercato, favorendo le grandi lobby finanziarie che poi entrarono ancor meglio sul mercato attraverso i nuovi concessionari e da allora il mondo del gioco non ebbe più pace: infatti, veniva costantemente usato dallo Stato come bancomat al quale attingere con continue richieste, ma senza curarsi di renderlo un settore sostenibile. Negli anni nulla è mutato: l’Erario con le casse piene, il gioco abbandonato a sé stesso. Dunque, perché oggi questo excursus del gioco pubblico? Per far comprendere che, sin dall’inizio, il mondo ludico è stato lasciato solo, più che sfruttato ma senza ottenere neppure una

Legge Quadro nazionale sul Gioco che potesse garantirne lo sviluppo, ma che sopratutto lo tutelasse dal “fare isterico” delle Regioni assolutamente deleterio per tutte le imprese del settore.
Ma anche per far conoscere all’opinione pubblica che quando sente parlare di gioco magari a sproposito proprio da quella politica che non usa sicuramente “parole dolci” quando ne parla, la stessa ne riceve “immoralmente” i rilevanti introiti che vengono versati nelle casse erariali. La massima movimentazione economica del gioco avvenne attorno al 2016 quando si recepì che il gioco d’azzardo poteva portare un alto guadagno ed entrarono sia nel betting che negli apparecchi di gioco aziende internazionali, subentrando in quelle concessioni ed a quegli operatori che un tempo le avevano create. Nel frattempo lo Stato continuava “a fare il suo”, ad aumentare la tassazione particolarmente sulle slot, il gioco continuava ad “obbedire” ai vari aumenti che erano diventati una norma fissa, mentre il gioco cresceva in modo esponenziale e si cominciavano a percepire gli effetti del “disturbo da gioco d’azzardo”.

La cronaca, infatti, riferiva di qualche episodio di ludopatia: con il gioco si poteva rischiare di diventare compulsivi o problematici, sino ad arrivare alla dipendenza, cosa che cominciava ad angosciare l’opinione pubblica. L’argomento, così, veniva cavalcato ed abbondantemente sfruttato da una certa politica populista che lo usava per ragioni elettorali con risultati significativi. In quei tempi, nacque anche il cosiddetto comportamento etico degli Istituti bancari che negarono l’accesso al credito alle aziende che operavano nel settore del gioco d’azzardo: e persino ai loro dipendenti, cosa che perdura anche attualmente. Eccoci, infine, arrivati ad oggi ed al confronto con il Coronavirus che ha penalizzato anche il mondo del gioco insieme agli altri settori: ma oltre al problema economico esiste anche l’altra realtà che si ripresenterà alla riapertura delle attività.

Si parla della socializzazione e l’assembramento nelle sale giochi che dovranno essere completamente ridisegnate, rivedute ed organizzate con le precauzioni per avversare il contagio, con ulteriore impegno finanziario. D’altra parte, il gioco ha sempre avuto vita abbastanza complicata, ma assolutamente mai come in questo momento storico dove manca la liquidità elemento estremamente importante. E, quindi, come si trova oggi il gioco pubblico, comprese le scommesse sullo sport? Male, anzi malissimo, e la pandemìa non è certo quell’ingrediente dolce con il quale amalgamare la vita già difficile del gioco che deve lottare con i distanziometri di diversa misura, con gli orari di accensione e con i giorni di apertura degli esercizi. Intanto, la situazione ora è veramente pericolosa persino per i suoi “grossi” concessionari che forse dovrebbero muoversi a fare la loro parte, mentre le piccole e medie imprese sono sul lastrico.

La riapertura richiederà nuovo impegno di capitale che non c’è e le risorse che si aspettavano non riescono ad arrivare tanto meno alle aziende ludiche che saranno le ultime a beneficiarne! Una possibilità per far restare a galla il settore sarebbe forse quella di cambiare la ripartizione del Preu: una ripartizione che oggi è suddivisa tra i concessionari ed i gestori al 50% cadauno. Potrebbe essere rivista, anche se provvisoriamente, al 70% a carico dei concessionari ed al 30% a carico delle sale e ciò perché alla futuribile ripresa le sale non potranno operare come pre-Coronavirus, poiché gli ingressi dovranno forzatamente essere contingentati e gli introiti varieranno, mentre le spese fisse aziendali saranno sempre le stesse. Bisognerà vedere se si troverà un accordo sulla nuova proposta: ormai si sta pensando a tutte le soluzioni possibili per restare in piedi.

La realtà è che tante attività non riusciranno proprio ad aprire, e dovranno purtroppo licenziare i dipendenti, perché non sono state aiutate (ma quando mai il gioco è stato aiutato dallo Stato?) e questo porterà movimentazione sul mercato per la “liberazione dei diritti Adm” che diverranno disponibili. Ammesso, però, che vi sia ancora qualcuno che crede nel business del gioco pubblico e crede che significhi ancora qualcosa essere una “Riserva di Stato”. Coloro che oggi lo sono ancora sicuramente qualche dubbio in questo senso ce l’hanno: però, qualche nuovo operatore mosso dal senso di legalità e di orgoglio nel rappresentare un prodotto di Stato senz’altro ci sarà! Certo che se tutto il gioco d’azzardo fosse unito come un sol uomo forse potrebbe raggiungere una maggiore forza che aveva e che ha perduto negli ultimi anni.

Maggio 19, 2020: •
SitoRecensioneLicenzaVisita
888 casino logo
888 Casino
20€ Gratis + 500€
legale aams
Visita
snai casino logo
Snai Casino
10€ Gratis + 1000€
legale aams
Visita
starcasinò logo
StarCasinò
125 Giri + 1000€
legale aams
Visita
leovegas casino logo
Leovegas Casino
225 Giri + 1000€
legale aams
Visita
betway casino logo
Betway Casino
5€ Gratis + 1350€
legale aams
Visita
netbet casino logo
Netbet Casino
10€ Gratis + 1000€
legale aams
Visita
eurobet casino logo
Eurobet Casino
5€ Gratis + 1000€
legale aams
Visita
merkur win casino logo
Merkur Win Casino
15€ Gratis + 1000€
legale aams
Visita
betflag casino logo
Betflag Casino
30€ Gratis + 1.000€
legale aams
Visita
casino.com logo
Casino.com
10€ Gratis + 500€
legale aams
Visita
unibet casino logo
Unibet Casino
100% Fino a 300€
legale aams
Visita
voglia di vincere casino logo
Voglia di Vincere
100% Fino a 1000€
legale aams
Visita