Riordino del Gioco: Le discriminazioni continuano

discriminazione imprese di gioco

Anche se è assolutamente spiacevole, “ci piace” esternare il nostro disappunto relativamente a due segnalazioni che riguardano l’impiego di fondi per il sostegno di imprese, ma dal quale vengono escluse (e questa è veramente una follia) le imprese di gioco e di casino online che trattano le apparecchiature da intrattenimento, in ogni caso aziende che rappresentano lo Stato a mezzo delle concessioni che quest’ultimo rilascia. Tante volte si è alzata la voce per sottolineare quanta discriminazione sia stata posta in essere nei confronti di questo settore che non viene assolutamente trattato come un qualsivoglia settore commerciale o di servizi. Viene trattato alla pari di altri settori solo quando l’Esecutivo Giallo-Verde deve “raccattare” risorse, imporre continue tassazioni ed aumenti meramente ai fini “statali. Ecco il motivo per il quale, forse in modo molto indignato, si riferisce di due emendamenti segnalati dalle Commissioni Bilancio e Finanze alla Camera che escludono le sale da gioco dalle agevolazioni per la promozione dell’economia locale.

Ma proseguiamo con ordine: ci si riferisce al decreto-legge denominato “Misure urgenti di crescita economica per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi”: si parla di agevolazioni in favore di esercenti che procedono all’ampliamento di esercizi commerciali già esistenti, oppure alla riapertura di esercizi chiusi da almeno sei mesi in territori che abbiano una popolazione sino a ventimila abitanti. Bene: si deve sottolineare che da queste agevolazioni si devono escludere “le attività di compro oro e sale per scommesse o che detengano al loro interno apparecchi da intrattenimento”. E non si aggiunge alcun altro commento poiché lo si ritiene assolutamente superfluo. Ma non si finisce qui con la discriminazione evidente: ci si riferisce, ora, al bando di 800mila euro della Regione Emilia Romagna a sostegno degli esercizi commerciali polifunzionali in aree svantaggiate. A questo bando possono presentare la relativa documentazione “le piccole e medie imprese, gli esercenti il commercio, le imprese di servizi e somministrazione di prodotti alimentari e bevande localizzati nelle aree di rarefazione. Gli esercizi non devono ospitare sale slot oppure apparecchi per gioco d’azzardo e devono impegnarsi all’apertura annuale dell’attività”.

Non servono parole per esternare anche qui gli estremi della discriminazione poiché appaiono lapalissiani: e ciò è veramente riprovevole e triste, ma è ciò che si legge in questo bando della Regione Emilia Romagna a cui ha dato parere favorevole la commissione politiche economiche con il sì del Partito Democratico, Si e Fratelli d’Italia con l’astensione del M5S. E si precisa anche che nell’assegnazione delle risorse “saranno premiate quelle imprese che intendono avviare un’attività in aree caratterizzate dalla totale assenza di esercizi di somministrazione e vendita al dettaglio di prodotti alimentari. Verranno anche valorizzate in graduatoria quelle imprese già localizzate che intendono avviare un’attività in aree con massimo di due esercizi attivi. Le risorse potranno essere destinate per l’acquisizione o ristrutturazione di locali, per l’acquisto di veicoli commerciali, strumentazione ed arredo: si prevede un finanziamento per ogni esercizio per un massimo di 40mila euro, escluso il gioco d’azzardo.

Perché si sono volute “citare queste due notizie”? E la risposta non tarda: da giorni si parla che nel mondo del gioco d’azzardo, da nord a sud della nostra Penisola, tante imprese saranno costrette a spostare la propria attività dal luogo attuale in parti decentrate delle varie città per “sottostare ai dettami” delle Regioni che con le rispettive Leggi sul Gioco imperversano negativamente sull’italico territorio. E come si spera sappia anche il nostro attuale Esecutivo Giallo-Verde (oppure ora Verde-Giallo?) spostare un’attività di qualsiasi genere comporta oltre che enormi sforzi per attivare una nuova iniziativa commerciale, anche impegni economici assolutamente “importanti”. Quindi, perché se esistono iniziative di sostegno per queste prospettive devono essere escluse proprio le attività di gioco che ora saranno quelle più obbligate a spostarsi? Perché le attività commerciali ludiche devono sentirsi così discriminate nei confronti delle altre attività commerciali di qualsiasi altro settore?

Il Governo centrale forse dovrebbe intervenire, visto che non lo ha fatto finora mettendo in campo una Legge nazionale sul Gioco, che metterebbe probabilmente fine alla famosissima “Questione Territoriale” che farebbe decadere “il potere dei vari distanziometri” e così intervenendo non si obbligherebbero tante imprese di gioco a spostamenti in aree certamente poco appetibili a livello commerciale. Il fatto che lo Stato abbia consentito in questi ultimi due anni agli Enti Locali e Regionali di fare “il brutto ed il cattivo tempo” sul mondo dei giochi con l’emissione di norme che hanno quasi distrutto il settore ludico, dovrebbe farlo sentire oltre modo responsabile della situazione relativa alla disoccupazione che in questo settore si sta allargando a vista d’occhio e sta portando sempre più famiglie verso un futuro incerto: anzi, verso un futuro completamente assente e privo di sostentamento.

Cosa aspetta ancora oggi il Governo ad intervenire? A non pensare a queste situazioni che continuano ad emergere sull’italico territorio e cominciano a far discutere sull’operato di questo Esecutivo? L’esito delle elezioni comunitarie che hanno espresso l’opinione del popolo italiano ed il loro dissenso particolarmente nei confronti del Movimento Cinque Stelle, dovrebbe pur significare qualcosa! Il M5S è quello schieramento che si è maggiormente applicato nello scagliarsi contro il gioco pubblico creando una situazione economica per quel settore, ed indirettamente per l’economia dell’intero Paese, assolutamente disastrosa e disdicevole. Come se non bastasse, la continua latitanza dell’Esecutivo per provvedimenti “positivi” nei confronti dei giochi, devono anche circolare emendamenti e decreti in embrione che limitano l’accesso al credito proprio al settore ludico, quello che in futuro avrà più bisogno di sostegno…

Non si capisce veramente dove si voglia parare con questi percorsi, considerato anche che sempre il gioco quando viene sollecitato e richiesto dallo Stato a “trovare risorse” per il medesimo (a mezzo delle continue tassazioni ed aumenti) ha sempre risposto: “Presente” e questo non lo si può certo negare. Mentre “presente” lo Stato non lo è nei confronti del mondo del gioco, delle sue imprese e dei suoi operatori che, si continua a ricordare, sono rappresentanti ufficiali dello stesso Stato. Incongruenza, inconsapevolezza, controsenso, scelleratezza: si può scegliere tra tante denominazioni, ma quelle che maggiormente ci “risuonano nella mente” sono indifferenza ed irresponsabilità.

Giugno 3, 2019: •
SitoRecensioneLicenzaVisita
888 casino logo
888 Casino
20€ Gratis + 500€
legale aams
Visita
snai casino logo
Snai Casino
10€ Gratis + 1000€
legale aams
Visita
starcasinò logo
StarCasinò
125 Giri + 1000€
legale aams
Visita
leovegas casino logo
Leovegas Casino
225 Giri + 1000€
legale aams
Visita
betway casino logo
Betway Casino
5€ Gratis + 1350€
legale aams
Visita
netbet casino logo
Netbet Casino
10€ Gratis + 1000€
legale aams
Visita
eurobet casino logo
Eurobet Casino
5€ Gratis + 1000€
legale aams
Visita
merkur win casino logo
Merkur Win Casino
15€ Gratis + 1000€
legale aams
Visita
betflag casino logo
Betflag Casino
30€ Gratis + 1.000€
legale aams
Visita
casino.com logo
Casino.com
10€ Gratis + 500€
legale aams
Visita
unibet casino logo
Unibet Casino
100% Fino a 300€
legale aams
Visita
voglia di vincere casino logo
Voglia di Vincere
100% Fino a 1000€
legale aams
Visita