Regno Unito: Vietato l’uso di carte di credito per il gioco online

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Chissà se anche questo potrebbe considerarsi uno strumento contro il gioco problematico: abolire o regolare l’utilizzo delle carte di credito usate per il gioco d’azzardo. Questa domanda, o riflessione che dir si voglia, se la pone la Gambling Commission del Regno Unito e non vi è dubbio che sia una riflessione importante e che andrà a coinvolgere interessi di tanti. Non bisogna dimenticare che se il gioco d’azzardo può nascondere il rischio di problematicità, e quindi può anche spingere a giocare sempre di più, anche l’uso “indiscriminato” delle carte di credito può spingere a continuare a spendere poiché, a volte, non si riesce a tenere conto di quello che “si spende con un pezzo di plastica” e vi sono persone che ne sono state coinvolte come fosse una sorta di “impulso irrefrenabile”. Onestamente, chi non è rimasto coinvolto in qualche spesa “magari azzardata”, contando sul fatto che “tanto con la carta di credito si può spendere oggi e pagare domani”?

Ci appare quasi normale che la Gambling Commission abbia preso in esame la possibilità, effettuando una sorta di indagine, il fatto se sia giusto determinare se esista la possibilità di imporre restrizioni all’uso delle carte di credito nel gioco online, proprio per limitare eventuali rischi che si possono determinare per i consumatori. Per questo motivo, la Gambling Commission invita tutti i protagonisti del gioco a trasmettere qualsiasi informazione che possa consentire di valutare e sviluppare un quadro completo del gioco d’azzardo collegato alle carte di credito, inclusa una “scala di loro utilizzo” proprio per quanto riguarda il gioco d’azzardo per poterne valutare i rischi. Si richiede anche agli addetti ai lavori di fornire possibili ed efficaci misure di prevenzione del danno che potrebbero rappresentare valide alternative da porre in essere in relazione al divieto, oppure alla limitazione delle carte di credito nel gioco d’azzardo.

Questa specie di “referendum sulle carte di credito nel gioco” scade il prossimo 16 maggio e la Commissione ritiene sia una ricerca importante a tutela dei giocatori: nel 2018 il Responsible Gambling Strategy Board ha fornito la propria consulenza alla Commissione sul gioco online e sui casino on line che racchiudeva anche raccomandazioni sull’utilizzo di carte di credito per giocare d’azzardo, osservando che il gioco svolto con danaro preso in prestito, seppure con una carta di credito, rappresenta un fattore di rischio ben chiaro e definito che potrebbe far incorrere nel gioco problematico: questo mezzo di pagamento aumenta in modo significativo il rischio che i consumatori giochino più danaro di quanto in realtà si potrebbero permettere. E con questa osservazione ci si vuole riferire a quanto detto nelle righe precedenti: la mancanza di sensazione della realtà quando si spende con un “pezzo di plastica” non è quella che si ha quando si tolgono dal portafoglio “monete sonanti”.

Per questo l’RGSB aveva raccomandato e caldeggiato di limitare in ogni caso la possibilità per gli utenti di gioco online di poterlo fare “coperti dalla carta di credito”, includendo quindi il loro divieto. A seguito di questo “consiglio” piuttosto esplicito ed implicante la tutela dei consumatori-giocatori, la Gambling Commission si è schierata a sostegno del principio secondo cui gli utenti non dovrebbero scommettere con danaro di cui non sono in possesso, dichiarando così che avrebbero preso in considerazione la possibilità di limitare, od addirittura vietare, l’uso delle carte di credito per il gioco. Ciò, naturalmente, avrebbe comportato un attento esame delle conseguenze di questa scelta e, per questo motivo, la Commissione si sta muovendo per svolgere ulteriori ricerche in questo indirizzo. Non saranno ricerche agevoli: in assenza di protezioni efficaci da poter mettere a servizio del consumatore per limitarne i rischi quando viene impiegata la carta di credito per il gioco d’azzardo online e per le slot machine online, molto probabilmente la Commissione prenderà realmente in considerazione interventi normativi che vadano ad eliminare o limitare questo mezzo di pagamento.

É una decisione importante che coinvolgerà il mercato in modo rilevante ed anche i consumatori che ormai sono “abituati a spendere con quel pezzo di plastica” e che si troveranno spiazzati nell’intraprendere il loro intrattenimento preferito: ma sarà, senza dubbio, una decisione da prendere e non solo nel Regno Unito. Oltre tutto nel nostro Paese, qualora le istituzioni arriveranno mai ad effettuare quel famoso “riordino del settore ludico” che continuano a promettere ma del quale non “se ne vede neppure l’ombra”, bisognerà tenere presente che il gioco online si sta sviluppando anche nel nostro territorio in modo esponenziale, poiché il settore terrestre è quasi “paralizzato” da tutte le norme restrittive che lo penalizzano, che lo lasciano “fermo in un angolo” se non addirittura espulso dal territorio. É evidente che la conseguenza di tutta questa assurda quanto incostituzionale “battaglia contro il gioco”, continua a ripercuotersi sui giocatori che, in ogni caso, andranno avanti a ricercarlo e non trovandolo più disponibile nel terrestre si “butteranno sul gioco online”: sperando, poi, che si rivolgano a quello legale e non a quello che non lo è.

Quindi, la problematica delle carte di credito si sentirà anche nel nostro Paese seppur magari con moderazione perché ancora questo mezzo di pagamento elettronico qui non è sviluppato come in altri territori dove vengono usate “anche per andare a prendere un caffè”. Certamente, l’intervento della Gambling Commission appare oltre modo opportuno per contrastare il fenomeno del gioco d’azzardo online, nel limitarlo ed anche nel condizionarlo: secondo chi scrive potrebbe essere uno strumento estremamente valido per poter “arginare l’impegno” di taluni nei confronti del gioco d’azzardo, croce e delizia di tanti, che dà “soddisfazioni ludiche”, ma che può anche far precipitare a volte in situazioni economiche che possono sfuggire di mano e diventare “soddisfazioni ludiche pericolose” e dalle quali bisognerebbe stare rigorosamente lontani. In ogni caso, si continua a ribadire che il mondo dei giochi, particolarmente nel Regno Unito è controllato e gestito in modo eccezionale, ma senza essere demonizzato come succede nel nostro democratico Paese.

Aprile 18, 2019: •
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