Politecnico di Milano: Ecco il punto sul gioco online

punto sul gioco online dal politecnico di milano

Purtroppo, è sin troppo evidente che il Decreto Dignità, ed il divieto alla pubblicità ai giochi ed alle scommesse in esso contenuto, continui a far discutere, anche perché il termine per la sua entrata definitiva in campo sta arrivando a grandi passi: come è altrettanto inevitabile che questo divieto vada a condizionare in modo particolare tutto il mercato delle imprese che operano online. Dei risultati e del trend di questo segmento si parla quasi sempre in primavera che, insieme alla “ventata di aria fresca” che questa stagione contiene per “propria natura”, porta a fare anche una sorta di bilancio dello stesso mercato online, e questo avviene puntualmente ogni anno. Cosa che intende fare l’Osservatorio del Politecnico di Milano a mezzo del suo studio, molto dettagliato e preciso, che fa l’esatto punto del mercato del gioco online, nuovo sviluppo e forse unico “reale e tangibile futuro” del mondo del gioco pubblico.

Quindi, dati e tendenze sotto “la lente d’ingrandimento” per entrare nel dettaglio delle prospettive di un settore che è contraddistinto dalla innovazione tecnologica che nel comparto online “la fa da padrone” e che consente di guardare ad un futuro del gioco in modo positivo, sia per il gaming che per il gambling, proprio in un momento in cui lo scenario dei giochi appare alquanto nebuloso e di certo non contornato da colori gioiosi. L’online, sinceramente, potrebbe essere considerato quasi l’unica certezza per il domani del gioco pubblico anche se l’attuale suo presente può far considerare che del “doman non v’è certezza” e, quindi, di “questo futuro del gioco” non se ne può essere così sicuri. Non è un gioco di parole come può sembrare: è soltanto una semplice constatazione che, oggi, l’attuale Esecutivo Giallo-Verde ci ha abituato a considerare, in modo particolare in questo ultimo periodo, e conseguenza della continua latitanza degli interventi promessi al settore ludico, e mai concretizzati.

Ma, in realtà, risulta impossibile non parlare delle variabili che la messa in campo dal Decreto Dignità nello scorso luglio 2018 può provocare ai vari comparti del gioco e dei casino online: variabili che riguardano prima di tutto, come già detto, il divieto della pubblicità ai giochi con vincita in danaro, e riguardano anche i diversi aumenti della tassazione prima delle “macchinette” e poi anche del gaming online. In pratica, le derive del Decreto Dignità si possono racchiudere in una sorta di “tzunami” che ha travolto i piani aziendali delle imprese di gioco nella loro totalità ed uno sconvolgimento troppo grande per non continuare parlarne. Ormai, si dovrebbe sapere che in conseguenza del divieto della pubblicità tanti investitori esteri hanno iniziato a vedere il nostro italico mercato del gioco molto meno attrattivo degli anni scorsi. Particolarmente, il gioco online è quel segmento che ha maggiormente da rimetterci da questo provvedimento, insolito nella sua durezza, nella sua velocità di messa in campo elementi tali da rasentare, quasi, il proibizionismo cosa che in un Paese democratico (fino a prova contraria) come il nostro non avrebbe dovuto accadere.

Infatti, anche i profani possono comprendere che senza pubblicità sarà praticamente impossibile acquisire nuovi players sul mercato e neppure mantenere quelli esistenti: e questo si differenzia, ovviamente, dal gioco fisico dove, ancora, si riesce a garantire la visibilità di un qualsivoglia brand, in attesa oltre tutto delle linee guida del decreto da parte dell’Agcom che tardano ad arrivare. Si ribadisce che “dipingere uno scenario” è quanto mai difficile: bisogna come detto aspettare “il fare” di Agcom con le richiamate linee guida, ma ci si sente di “sbilanciarsi” confidando che girano voci che vi possa essere una leggerissima apertura sulla “possibilità di comunicare”. Ma c’è da capire come e con che livello di concessione Agcom consentirà agli operatori del gioco di promuoversi. Intanto, si è preso atto della proroga sulle sponsorizzazioni sugli stadi: da gennaio 2019 a luglio 2019, cosa che potrebbe essere considerata un segnale positivo. Ma, come detto poc’anzi, gli aumenti hanno “intrappolato” anche l’online dove però il payout esce vincitore da un confronto con quello delle slot machine che stazionano sul territorio: un gap che si riscontra in quasi 30 punti percentuali… e non è poco!

L’Osservatorio del Politecnico di Milano, con le sue riflessioni, vorrebbe cercare di far comprendere dove sta effettivamente andando il mercato, anche se questa sorta di bilancio primaverile di oggi va spezzato in due visto che i cambiamenti sono arrivati insieme all’insediamento dell’Esecutivo Giallo-Verde ma, particolarmente, con l’avvento del Decreto Dignità, nel mese di luglio 2018. Da considerare anche che dal luglio 2019 si assisterà ad un ulteriore mutamento: in quella data vi sarà “l’effettivo” cambiamento per il settore, posto che proprio in quel periodo andranno a scadenza anche i contratti pubblicitari ancora in essere. Ma nonostante il gioco pubblico navighi ormai da tempo nelle negatività e nelle opposizioni più restrittive, si può dire che nello scorso anno i dati raccontano che il mercato in termini di spesa è in crescita. Crescita sì, ma con un rallentamento imputabile senz’altro al Decreto Dignità ed al divieto della pubblicità sui canali promozionali ed in qualsiasi forma e contenuto.

Non bisognerebbe dimenticare, infatti, che gli aumenti di cui si stava parlando all’inizio di questo articolo si sono inaspriti anche per il gambling via web, ma al momento non si è ancora in grado di sapere come reagirà il mercato in questo senso e se ci sarà una riduzione dei margini, oppure se si preferirà scegliere di ridurre il payout. Se si considera, però, che qualche azienda che ha già tagliato i costi degli investimenti in marketing, comunicazione e pubblicità potrebbe anche decidere di “investire” su queste cifre e lasciare il payout intatto, cercando di assottigliare nello stesso tempo il meno possibile il margine. Ma l’Osservatorio intende sottolineare che anche se la comunicazione va assolutamente controllata andrebbe, però, gestita per tutelare il consumatore: infatti, se non si potrà utilizzare la comunicazione nel comparto online sarà davvero difficile far distinguere il confine tra la legalità e quella che non lo è.

Aprile 30, 2019: •
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