Per rilanciare l’economia serve anche il gioco d’azzardo

gioco azzardo e rinascita economica

Si sta facendo, e si è già fatto, un gran parlare degli stati generali per il rilancio dell’economia del nostro Paese, il che sottintende dei piani e dei progetti ben definiti, tra l’altro come richiede l’Europa: è ancora tutto a livello di parole e di promesse, che non saranno le ultime espresse dal Premier Conte, che vanno a toccare tutti i comparti del nuovo Sistema Italia. Persino quello dei giochi, come i casino sicuri, che, arrivati a questo punto, forse potrebbe terminare di essere così profondamente discriminato ed usufruire degli eventuali cambiamenti che potrebbero coinvolgerlo direttamente, previo il riordino nazionale dell’intero settore che risulta ancora oggi assolutamente indispensabile. Ciò decreterebbe l’uscita definitiva dalla vecchissima “questione territoriale” che ormai non avrebbe più necessità di esistere se si vuole cambiare davvero tutta la struttura del nostro Paese: se non si riuscirà a cogliere questa occasione, seppur derivante da un’esperienza così drammatica come quella del Coronavirus, per cambiamenti radicali necessari all’Italia per essere almeno al pari degli altri Stati europei, non lo si farà mai più.

In effetti, di digitalizzazione, di semplificazione e di infrastrutture se ne parla da anni: ma nessun Esecutivo, di qualsiasi colore assortito, ha mai voluto o potuto affrontare realmente tali argomenti. Si vedrà se quello attuale, considerato che è “a quattro mani”, troverà lo spunto per far proseguire il nostro Paese verso “la modernità”, considerato che “l’unione fa la forza”. Intanto, l’Esecutivo Giallo-Rosso ed in prima persona il Premier Conte, affiancato naturalmente dal Ministro dell’Economia e da quello dell’Innovazione, sta proponendo questi diversi progetti per far ripartire la nostra economia, includendovi senz’altro indirettamente e strano a dirsi, persino il gioco d’azzardo pubblico. Settore, quest’ultimo, che ancora non riesce ad operare completamente, insieme alle tante aziende che tentano la ripartenza dopo il lunghissimo lockdown che ha bloccato tutta l’industria mettendola in gravissime difficoltà. Le aziende infatti avrebbero bisogno di ancor più aiuto economico anche per i lavoratori: oltre tutto, proprio l’emergenza sanitaria ha creato un milione di nuovi poveri che hanno bisogno assoluto di risposte “vere” e non solo di promesse.

Ma, anziché perderci in premesse forse futili, “ci piace” spulciare i punti del progetto Conte, sopratutto per quello che potrebbe interagire con il gioco pubblico, poiché sarebbe interessante vedere se il settore potrebbe usufruire di questa rinascita italiana e finire dall’essere sempre discriminato. Indubbiamente, il punto più propositivo dovrebbe essere la digitalizzazione che aprirebbe strade oggi impercorribili: tutti connessi, privato, pubblico ed aziende con innovazioni che andrebbero a toccare inevitabilmente anche il gioco. Infatti con la connessione si aprirebbero vari fronti di sviluppo ed i pagamenti digitali affronterebbero nuovi scenari se si pensa, sopratutto, che ancora oggi il gioco fisico viene movimentato dal contante. Anche il piano che riguarda le infrastrutture coinvolge indirettamente il gioco, ed anche le scommesse, poiché si basa sulla “ristrutturazione” dell’impiantistica sportiva anche in vista delle Olimpiadi invernali del 2026. Lo sport è dunque “abbinato” al segmento delle scommesse, strettamente legato al gioco, ma anche i nuovi segmenti, come gli eSports potrebbero trarre benefici dagli interventi sulle infrastrutture.

Anche il piano di intervento sui lavoratori e sulle imprese è molto ampio e di estremo interesse, ma che ovviamente non sta a chi scrive né giudicare né disquisire: però qualsiasi intervento venga effettuato sulle imprese dovrebbe coinvolgere anche quelle del gioco pubblico, sempre che non si continui con il consueto atteggiamento ostativo che, sino ad oggi, ha portato a trattare le aziende del settore ludico diversamente da quello degli altri comparti. Si spera, quindi, di essere di fronte ad una “svolta epocale” che conduca anche il gioco a livello di qualsiasi altro settore, cosa che le organizzazioni sindacali continuano a proporre, ma con scarsi risultati. Il punto che riguarda un Paese più sostenibile è fin troppo ovvio che tocchi tutte le imprese e, quindi, anche il gioco qualora venga “considerato” un settore che può sperare in questo, nella sostenibilità. Un punto che, invece, non riguarderà assolutamente il gioco, e di questo se ne è purtroppo coscienti, è il piano di sostegno alle imprese produttive: qui, purtroppo, “non c’è trippa per gatti”.

Infatti, è impensabile anche se sarebbe giusto, poiché il mondo dei giochi è un comparto che porta parecchi introiti nelle casse erariali, che vengano fatti interventi per incentivare le imprese che si occupano del gioco d’azzardo: special modo con l’attuale Esecutivo Giallo-Rosso che ha dimostrato tutta la sua avversione per questo settore! Si valuta anche un punto molto interessante: quello della “sburocratizzazione” della Pubblica Amministrazione. Infatti, coinvolge “quasi in prima persona” il gioco, poiché i concessionari hanno rapporti diretti con lo Stato e, quindi, più scorrevole sarà questo rapporto, meglio si risolveranno le “odierne lungaggini burocratiche” che a volte mettono i bastoni tra le ruote di coloro che “pazzamente” vorrebbero occuparsi di gioco pubblico ed aprire nuove imprese, gestite da operatori innovativi che vengono bloccati troppo spesso dalle lungaggini amministrative. Sono molto ambiziosi anche i punti che riguardano la “formazione e la ricerca” e per “un’Italia più equa ed inclusiva”.

Sono punti che riguardano il sociale in diverse direzioni e che tendono a migliorare l’assistenza sanitaria, le pensioni, e l’attenzione alle persone più bisognose. Direttamente, non coinvolgono il gioco pubblico, ma la società in generale che se sta meglio, in automatico fa star meglio anche le imprese di gioco. Ma non se ne vede un nesso diretto. A conclusione e per ultimo, un occhio attento per “la modernizzazione del sistema giuridico”: l’abbreviazione della sua tempistica è ciò che sta a cuore a tanti. Uno Stato centrale veloce nei suoi rapporti con le Regioni e gli Enti Locali ed altrettanto le Regioni e gli Enti Locali nelle risposte alle imprese che devono sapere con una certa urgenza la risposta alle richieste di autorizzazione: è chiaro che questo punto coinvolge tutti i cittadini, e quindi anche gli imprenditori che hanno rapporti per le licenze e le varie concessioni, nonché per l’esito dei ricorsi ai vari TAR ambito in cui, purtroppo, il mondo del gioco è molto esperto e che si trascinano con una tempistica a volte veramente esasperante.

Luglio 3, 2020: •
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