Per migliorare il gioco d’azzardo dobbiamo fare presto e bene

dobbiamo migliorare il gioco azzardo legale presto

Sicuramente “presto e bene non stanno bene insieme” dovrebbe stagliarsi con scritta luccicante e psichedelica in qualunque ambiente si metterà in opera l’Esecutivo Epoca-Nuova perché proprio da questa nominata compagine istituzionale ci si aspetta l’imponderabile. Ma di certo non si potrà pretendere che con un tocco di bacchetta magica di Mario Draghi, detentore di questo strumento per antonomasia, si risolvano i problemi italici presenti da decenni e lievitati inevitabilmente con l’emergenza sanitaria prima, e da quella finanziaria poi. La calma, purtroppo, diventa interprete di difficile attuale frequentazione perché la nostra recente economia non può attendere più a a lungo, invece dovrebbe davvero occupare le menti di tutta la cittadinanza e degli operatori che durante lo scorso 2020, annus horribilis indiscutibilmente, hanno visto azzerare le loro risorse. Però, la pandemìa è stato un evento inaspettato e sconosciuto che ha messo il Pianeta in una situazione di sudditanza trascinando con sé territori, uomini ed imprese, tenendo tutti sotto un impietoso attacco.

Per affrontare una situazione deteriorata, ed ulteriormente peggiorata dall’emergenza in cui è stato costretto a vivere il nostro Paese, bisognerà sicuramente mettere in campo progetti nell’immediato, ma basati su di una tempistica ed una programmazione sopratutto a largo raggio, altrimenti non si andrà da nessuna parte. Sicuramente, tutti i settori sono in estremo disagio, sopratutto quelli che hanno dovuto subire chiusure prolungate e che non sanno più dove attingere per mantenere vive le proprie attività e salvare il posto di lavoro dei propri dipendenti: questi sono comparti in particolare attesa degli interventi istituzionali che dovranno prima di tutto affrontare la salute e conseguentemente il lavoro e la ripresa delle attività. Riaperture, ovviamente, in totale sicurezza con programmazione di indennizzi preventivabili se ci si dovrà ulteriormente confrontare con nuovi lockdown generali: e, purtroppo, questa voce continua ad essere sempre più insistente, cosa che trasmette timore, ansia e preoccupazione.

Chi ancora ci legge sa con quanto cuore si stanno seguendo le vicissitudini del gioco e dei casino online ADM: le manifestazioni che continua a mettere in campo per far ascoltare le esigenze e le preoccupazioni del settore. Ma anche l’accorata richiesta al nuovo Esecutivo “di fare presto ad aprire le attività di gioco pubblico” chiuse da così tanto tempo che quasi la gente si è “dimenticata di divertirsi” e non solo: infatti, questo intrattenimento rischia di essere anche scordato e non inserito nelle varie risorse e ristori messi a disposizione istituzionalmente delle imprese. Ed, ovviamente, si spera che questo non accada più con questa “Epoca-Nuova” governativa che si staglia come un faro per le imprese di ogni settore in mezzo ad un mare magnum di incertezze e di annientamento assoluto di risorse aziendali. Ma nel frattempo tutto il gioco, compatto ed unito come un sol uomo, continua a manifestare per non far distogliere l’attenzione da questo settore che, per inciso e ripetuto sino allo sfinimento, rappresenta i prodotti legali di gioco dello Stato supportato dalle concessioni di quest’ultimo.

Indiscutibilmente, il nuovo Esecutivo dovrà occuparsi subito della salute dei cittadini che viene prima di qualsiasi altra cosa e solo riuscendo a programmare i vaccini e migliorando l’emergenza sanitaria si riuscirà in conseguenza di tale stabilizzazione ad affrontare la tematica dell’occupazione. Un primo passo pare sia stato fatto con il prolungamento della Cassa Integrazione che dà qualche respiro, ammesso poi che il tutto arrivi ai lavoratori e che non si persista nella poca organizzazione precedente dove i sostegni della stessa Cassa Integrazione non arrivavano velocemente ai destinatari: eppure, apparentemente, non sembrava un’operazione così difficile da coordinare, avendo le idee chiare. Però, senza voler colpevolizzare “chi non c’è più” e che si è comunque trovato a fronteggiare una situazione veramente difficile, complicata ed inizialmente inaspettata, bisogna andare avanti e mettere in condizione il nuovo Esecutivo di cominciare a guardarsi in giro per trovare alternative al “fare precedente”.

Sicuramente sarà necessario cercare di cambiare e migliorare il modo per arrivare a sostenere davvero le imprese di ogni settore, compreso si spera anche il mondo dei giochi che non è stato tra “quelli sorteggiati per essere sostenuti”, anzi! Non bisogna dimenticare che tra l’anno scorso e l’inizio di questo 2021 il settore ludico ha ormai contato ben 220 giorni di chiusura obbligata a seguito dei Dpcm per il contrasto del Coronavirus ed ha ricevuto pochissimi ristori, senza ombra di dubbio non adeguati per garantire la vita commerciale ed imprenditoriale delle aziende del gioco. Imprese ludiche che ormai, come tante altre purtroppo, sono allo stremo delle forze ed i propri lavoratori seriamente preoccupati per il futuro: il che innesca in modo inevitabile la problematica dell’occupazione del settore che impiega circa 150 mila dipendenti, che non è discorso da poco. Il gioco d’azzardo pubblico, d’altra parte, richiede al nuovo Esecutivo di poter riaprire le proprie attività, ma sempre con l’applicazione più restrittiva dei protocolli per prevenire il contagio, essendo l’unico mezzo per poter mettere “qualcosa nel cassetto a fine giornata”.

Ed anche unico sistema per riprendersi sopratutto il territorio ed il mercato troppo scombussolato dalla presenza di tantissimo gioco illegale gestito, come si sa, dalla criminalità. Ed organizzazione che ha messo anche in campo l’altro “tentacolo” della sua catena mafiosa, quello dell’usura che in questo periodo di mancanza di liquidità delle imprese sta facendo inevitabilmente “affari d’oro”, infiltrandosi addirittura con questo mezzo nelle attività legali di gioco: così acquisendole rende perfettamente lecite le sue manovre che lecite senza dubbio non sono, poiché si parla di riciclaggio e di altre operazioni illegali dove le imprese mafiose “sguazzano come i delfini nel mare”. In fondo, il gioco non si rende conto perché sono autorizzati all’apertura parrucchieri e ristoranti, mentre le sale da gioco invece no: queste due categorie sono forse molto più a rischio del settore ludico ed anch’esse si potrebbero valutare come “non essenziali”: quindi, di cosa si sta parlando? Forse nelle sale da gioco non possono esistere protocolli di sicurezza e nei ristoranti invece sì? Qualche perplessità esiste ed il gioco legale si aspetta dal Premier Draghi una valutazione più attenta sul settore e le sue attività, possibilmente senza alcuna discriminazione.

Marzo 5, 2021: •
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