Niente evasione, o quasi, nel gioco d’azzardo legale

gioco legale senza evasione fiscale

Prima della stesura di questo articolo, si è fatto un approfondito esame di coscienza dal quale è emerso che “non ci piace” assolutamente, per quel che riguarda il mondo del gioco d’azzardo e dei migliori casino, sciorinare cifre nude e crude, né tanto meno percentuali. Invece, si vuole predisporre un palcoscenico sul quale far scorrere tutto ciò che compone il gioco d’azzardo, come gli apparecchi da intrattenimento, scommesse, casinò, lotterie e grattini di vario genere. Ma questo perché? Vorrebbe essere una risposta all’Esecutivo a seguito della nota di aggiornamento per il DEF nella quale quest’ultimo “spinge” per i controlli sull’evasione fiscale, ma anche per far comprendere ai più, special modo ai perbenisti e moralisti che in qualche modo continuano a demonizzare il settore ludico, che nella filiera del gioco (quasi) non esiste l’evasione e che tutto viene monitorato e controllato con estrema attenzione sia dall’ADM che dalla Guardia di Finanza.

Tutti allertati e ben organizzati sul territorio per compiere i controlli mirati a non far intrufolare il gioco illegale in quello che invece è perfettamente lecito e che rappresenta lo Stato essendo “una sua Riserva”. Quindi, il compito che ci aspetta è rappresentare un grande scenario nel quale “risplendono” i protagonisti del gioco con la loro trasparenza non senza rilevare che i Monopoli di Stato, per quanto riguarda i giochi, hanno elevato la qualità dell’offerta: prima, tutelando i soggetti più sensibili e vulnerabili e, poi, impegnandosi special modo a combattere l’offerta illegale, sopratutto quando queste avvengono su rete telematica e da chi non ha alcun titolo per poterlo fare. Per arrivare a questo, inevitabilmente, l’Agenzia si deve avvalere dello sviluppo tecnologico dei sistemi di sicurezza per evitare che il gioco d’azzardo arrivi ai minori. Ma come è ovvio che sia, tutto avviene con una fattiva collaborazione con le Forze dell’Ordine, nessun corpo escluso.

E questo per quel che riguarda i punti di gioco e le loro autorizzazioni: poi, inevitabilmente, vi deve essere il controllo conseguente per gli adempimenti che sono a capo dei concessionari ed operatori, con particolare attenzione a contrastare qualsiasi iniziativa illegale. Per merito di questa attenzione, il settore nel 2018 è riuscito a garantire la riscossione di ben 10 miliardi di euro e ciò nonostante nell’anno appena trascorso il gioco non abbia sicuramente vissuto uno dei suoi anni migliori. La crisi economica che ci assilla, ma sopratutto tutte le varie restrizioni normative, hanno costretto il gioco pubblico a confrontarsi con situazioni a dir poco esasperanti se non persino “dissennate” per la loro incongruenza. Tra questo labirinto di norme e di attività commerciali lecite che devono cercare di “nuotare (molto bene) per stare a galla”, la Guardia di Finanza ha continuato nella sua opera di contrasto all’evasione fiscale, alle frodi ed all’economia sommersa essendo questi gli obbiettivi prioritari per rendere il settore del gioco pubblico assolutamente non contaminato dall’illegalità fiscale.

Nel settore ludico vi sono continue ed instancabili indagini di Polizia Giudiziaria, controlli e verifiche fiscali che seguono un piano a livello centrale e che vengono eseguiti a livello locale in relazione alle caratteristiche dei vari territori. La conclusione cui si arriva è che nel settore dei giochi non si riscontrano particolari fenomeni di evasione fiscale sopratutto perché il gioco deve seguire il collegamento con il Totalizzatore nazionale per quello che riguarda le scommesse, oppure quello con la rete telematica per quanto concerne le apparecchiature da intrattenimento con vincita in danaro. Ovviamente, ciò consente un esatto riscontro dei volumi di gioco praticati dai concessionari, con tutti i conseguenti dettagli sugli imponibili soggetti a tassazione, nonché il controllo dei versamenti dovuti da chi è soggetto ad effettuarli.

É ovvio, però, che tutto non è perfetto e se dalla parte di chi propone ed offre il gioco statale esiste la legalità “quasi perfetta”, risulta un problema serio che in questo mondo ludico diventa possibile ravvisare la presenza di infiltrazioni criminali: nel circuito esistono aree di evasione fiscale, ma esclusivamente connesse all’esercizio illegale nei vari comparti di gioco. Il segmento che riguarda gli apparecchi da intrattenimento e le slot machine, per esempio, rappresenta circa il 47,2% del totale delle entrate del settore e, quindi, è ovvio che sia quel segmento che “attrae la criminalità” e che deve essere tenuto maggiormente sotto controllo. Per quanto concerne, poi, il divieto di accesso ai minori, sempre nello scorso anno sono stati effettuati ben 25mila controlli che hanno condotto a 54 violazioni, con 46 sanzioni pecuniarie. Proprio per avere un gioco pubblico “pulito” e per evitare evasioni fiscali si deve prendere nota che sono state attuate politiche rigorose nell’ambito delle concessioni in materia di gioco.

Diventa essenziale avere operatori solvibili, corretti, che abbiano posizioni bancarie ed economiche sicure e che possano garantire i loro obblighi discendenti dalle concessioni, con la massima sicurezza. Quando si parla di evasione fiscale non ci si può scordare dell’operato della Guardia di Finanza che, nello scorso anno, ha messo in campo sia un piano operativo per i giochi illegali che per le scommesse illegali. Il primo per il contrasto dei fenomeni di illegalità ed abusivismo nei giochi, compresi quelli online, nelle manifestazioni a premio e di lotterie. Il secondo per prevenire e reprimere gli illeciti che interessano le scommesse, i concorsi pronostici, sempre compresi quelli online.

Evidentemente, il compito della Guardia di Finanza è quello di mettere al sicuro dall’illegalità l’offerta statale del gioco: e questo intervento spazia tra il mancato pagamento dei tributi, i fenomeni di abusivismo, e particolarmente la presenza di organizzazioni criminali nella gestione delle attività di gioco allo scopo primario di garantire e tutelare il gettito fiscale connesso al Preu, all’imposta sugli intrattenimenti e sulle scommesse, nonché alle imposte dirette ed indirette. Altro scopo ben definito di questi due piani della GDF è, senza dubbio, il corretto funzionamento del mercato e la concorrenza sleale messa in campo da operatori che non hanno le autorizzazioni per svolgere l’attività di gioco sul territorio. Senza dimenticare che il gioco illegale mette, indubbiamente, a rischio il cittadino-giocatore poiché è insicuro, privo di qualsiasi garanzia special modo per quel che riguarda le fasce più influenzabili.

Ottobre 22, 2019: •
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