Momento difficile per molti settori anche per il gioco

momento difficiel per il gioco

Posto che la demagogia insieme al populismo non dovrebbero essere presenti in alcuna realtà territoriale democratica, sopratutto in un momento estremamente difficile per tutti i settori, in questi giorni tutti i settori si devono confrontare con l’ultimo Dpcm che propone nuove misure restrittive “colorate”, in base alle zone di appartenenza ed allo sviluppo che in tali zone avranno i contagi che stanno asfissiando la nostra sanità ed i nostri ospedali. Posto anche che questa situazione di continuo “cambiamento restrittivo” non dà la possibilità di accusare un contraccolpo che subito se ne presenta un altro diverso e magari anche più intenso, si percepisce nell’aria la preoccupazione della cittadinanza, la rabbia delle categorie più a rischio, il disagio di quella parte della società che già vive in modo precario e che questa situazione pandemica mette veramente a rischio. E posto, infine, che l’Esecutivo Giallo-Rosso continua a non dare sensazione di unità, anzi le discussioni continuano, i pareri e le idee si discutono troppo e troppo a lungo, e presenta un insieme che non fa altro che “infierire” su tutta la popolazione, cittadini ed addetti ai lavori delle imprese dei vari settori.

Tutto questo si spera non ci faccia confrontare ancora una volta con la demagogia che, purtroppo, anche in questi momenti vive e regna nelle decisioni importanti che si stanno assumendo. La demagogia è quel “sentimento o quel percorso” che spinge a comportarsi in un certo modo per mostrare di “fare qualcosa”, ma che quel qualcosa non vada ad urtare un possibile risvolto politico che possa ledere positività elettorali future. Invece, sembra che in onore di questa famigerata “demagogia” ancora una volta si vadano a prendere decisioni dubbie: come, per esempio, nei confronti del mondo dei giochi laddove lo si chiude completamente, asserendo che le sue attività comporterebbero un rischio alto, mentre si lasciano aperti i parrucchieri o gli estetisti dove, inutile sottolinearlo, appare che il pericolo di contagio sia indiscutibilmente più presente. E perché si chiude il gioco d’azzardo? Semplicemente per non inimicarsi i perbenisti od i soliti falsi moralisti che si dimostrerebbero infastiditi da decisione diversa: quindi, ecco che la demagogia entra in azione e lo Stato centrale agisce di conseguenza.

Almeno sino a questo momento è stato così e la chiusura totale del gioco pubblico, ancor prima dell’ultimo Dpcm del 3 novembre ne è un chiaro esempio. Si spera, almeno, che nel Decreto Ristori verranno inserite, come sembra, anche le imprese di gestione e noleggio delle apparecchiature da intrattenimento che sono state “dimenticate” sino ad oggi nei codici Ateco, nonostante le richieste delle associazioni di categoria. Ma a parte queste ultime considerazioni “di parte ludica”, come lo stanno prendendo questo ultimo Dpcm i vari Governatori dello Stivale? Ovviamente, non esiste un parere unanime perché mai come in questo momento si sono trovati in disaccordo con il Governo centrale che secondo loro sta scaricando la responsabilità su coloro che gestiscono i territori. Vengono espresse opinioni divise tra lockdown nazionale e le diverse chiusure “localizzate”: forse, anche per tranquillizzare gli animi, ci si attendeva qualcosa di diverso, qualcosa di più decisivo, impegnativo e corale a livello nazionale.

Sia il Governatore Bonaccini che il Governatore Zaia si trovano d’accordo su misure nazionali uniformi e convinti che il lockdwn generalizzato non sia percorribile né sostenibile: entrambi sulle misure nazionali da concordare vorrebbero aggiungere eventualmente ulteriore “misure territoriali più restrittive” in base al coinvolgimento dei propri territori nel contagio del virus e, quindi, misure da prendere via via che il monitoraggio sull’espandersi del Coronavirus consegni risultati in diminuizione (magari) od invece aumenti. Il Governatore della Liguria, Giovanni Toti “respinge” un nuovo lockdown ed invoca una protezione migliore degli anziani che comporterebbe senza dubbio una inversione di tendenza nei decessi e meno pressione sugli ospedali. Secondo Toti appare assurdo chiudere in casa tanti italiani sui quali il Covid ha riscontri leggeri, bloccando quindi la produzione del Paese, fermare la scuola ed invece non considerare alcun intervento su coloro che sono davvero a rischio come le persone anziani: ed anche Toti invoca la non demagogia e tanta saggezza che forse sino a qui è proprio mancata.

Si vuole anche parlare della Regione più colpita dall’emergenza Covid, la Lombardia, il cui Governatore Fontana, invece, è propenso senza dubbio al lockdown ritenendola l’unica misura valida ed efficace per contrastare il contagio e, sopratutto, percorso sostenuto anche dai sanitari: ma Fontana vorrebbe vederlo applicato a livello nazionale e non suddividere il lockdown “ad aree colorate” che forse vanno ancor di più a complicare la vita di chi deve far applicare le norme. Fontana è assolutamente contrario alla chiusura del capoluogo lombardo, centro economico della Regione, sostenendo anche il fatto che oggi il virus non esiste soltanto in Lombardia, anche se qui è presente in quota maggiore, ma ormai a raggiunto tutto il territorio italico. Oggi la semplicità, la scorrevolezza negli adempimenti, norme chiare, definite e nazionali possono aiutare chi gestisce i territori: realtà che sono già sotto pressione sotto i vari punti di vista, quello personale dei cittadini e sopratutto quello economico per le imprese e per i lavoratori che “non sanno più a che Santo votarsi”.

Altra Regione che viene inserita nella zona di “colore rosso”, estremamente rischiosa, è il Piemonte dove tra parentesi il gioco pubblico era già più che barcollante ben prima dell’apparizione del Coronavirus, dove era stato praticamente quasi estromesso dal territorio: e chi ancora ci legge sa quante righe sono state scritte per descrivere questa situazione assurda dove il gioco legale era stato “messo all’angolo” da norme Regionali assurde ed incomprensibili e che stavano per essere messe in discussione. Poi, è arrivato lo tzunami epidemiologico e così il gioco d’azzardo, migliori siti di casino compresi, è passato “dalla padella alla brace”! Il Governatore piemontese, Alberto Cirio, non vuole assolutamente il lockdown per il suo territorio e vi si oppone con estrema forza cercando di mettere in atto misure mirate per quella realtà e per rispetto degli imprenditori del territorio e per ogni cittadino che stanno effettuando sforzi notevoli da mesi per contrastare il dilagare del Coronavirus.

Novembre 20, 2020: •
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