Manovra di bilancio: Movimenti nei confronti del gioco

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La manovra di bilancio 2020, sicuramente, non lascia tranquillo alcun settore: particolarmente quello del gioco pubblico, compresi i siti migliori in italia di casino, che ritorna in auge sulla nuova bozza che è stata inviata al Senato dopo la disamina della Commissione Finanze della Camera sul Decreto fiscale. Infatti, si ritorna a parlare di gioco e di nuove “iniziative” economiche che lo riguardano: all’orizzonte spunta una super gara per le apparecchiature da intrattenimento e si aggiunge nuovamente la “tassa sulla fortuna”: ancora c’è spazio per altre varianti, considerando che l’attuale Esecutivo Giallo-Rosso veleggia in modo incerto sulle nuove tassazioni e ciò che sembra realistico un giorno, il successivo non lo è più. Ma si sa che parlare del gioco, in aria di manovra, sembra uno sport politico sempre più praticato, quindi gli operatori si dovranno preparare a qualcosa di diverso in aggiunta all’aumento (consueto) del Preu che già ha una certa consistenza.

Oltre al rialzo dal 12% al 15% del prelievo sulle vincite al gioco oltre i 500 euro, la famigerata “tassa sulla fortuna” presente nelle bozze precedenti della Manovra che è stato poi sostituito dal un nuovo aumento del Preu, si prevede con la nuova bozza l’anticipazione della gara per il rinnovo della concessione delle Awp e delle Videolottery: il tutto per finanziare la stabilizzazione al 10% della cedolare secca sugli affitti sociali. Si potrebbe ventilare un’altra riduzione del payout per far fronte all’aumento del Preu, che però è stato da poco ritoccato e che ha avuto necessità di alcune variazioni nel “parco macchine” dei gestori, con notevoli impegni di carattere economico. Altri interventi potrebbero esserci anche sull’amusement con l’attribuzione di una specifica delega per la gestione della materia all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Ma tutto sembra ancora possibile di variazioni “dell’ultimo minuto” come ormai ci ha insegnato questo Esecutivo così “incerto e tentennante ed a volte anche contraddittorio”.

Spifferi di corridoio riferiscono di un altro argomento estremamente importante per il settore del gioco d’azzardo: la dislocazione degli apparecchi di gioco e dei punti vendita sull’italico territorio. Situazione alquanto complicata dalle innumerevoli leggi regionali e dai regolamenti comunali, ed anche come sottolineato tantissime volte anche dai distanziometri: appare possibile un decreto del Ministro dell’Economia per stabilire norme nazionali e, quindi, valide per tutta la Penisola per regolare la distribuzione appunto delle apparecchiature da intrattenimento e la presenza dei punti di gioco cosa che forse andrebbe a risolvere l’arcinota “questione territoriale” una volta per tutte. Una sorta di “riordino parziale”, quindi, ma non si vuole essere così temerari da volerlo credere fino in fondo, mentre si è sicuramente certi di tutti gli aumenti previsti, fino a questo punto, nell’ultima bozza della Manovra 2020. Ora, si sa che sono tanti gli aumenti di tassazione che vengono imposti al gioco anche perché, ogni anno, si tocca sempre questo settore quando si ricercano certezze per le coperture a bilancio.

Però, bisogna anche riflettere sul fatto che il prossimo aumento del Preu andrà a provocare la riduzione del 16% dei ricavi per le imprese e questo inevitabilmente determinerà perdite significative rispetto ai risultati, seppur estremamente precari, già nel 2019. Rapidi calcoli portano alla considerazione che con l’aumento del Preu al 23% la tassazione sul margine passerebbe dal 70 al 74,4%: la quota di ricavo su di un apparecchio scende da 3.470 euro annui a 2.910, e ciò facendo calcoli estremamente semplici, ma senza tenere conto anche degli altri effetti riduttivi che discendono, inevitabilmente, dai regolamenti regionali e comunali sempre più restrittivi. Le aziende di gestione che sono riuscite a sopravvivere, particolarmente in questi ultimi due anni, sono state costrette ad adottare una politica estrema per la ottimizzazione dei costi e di tutto quello che concerne la gestione delle imprese: la riduzione dei ricavi va ad abbattersi inevitabilmente sui risultati economici di gestione ammesso che vi possano ancora essere minimi spazi correttivi in relazione alla riduzione dei costi.

Poi, bisogna anche tenere presente che nel comparto degli apparecchi di gioco è di primaria importanza l’incidenza degli ammortamenti relativi agli investimenti effettuati proprio in questi ultimi due anni, che sono stati i peggiori per quello che riguarda appunto il comparto delle apparecchiature da intrattenimento in quanto “bersagliati ad oltranza” dai continui aumenti decisi dall’Esecutivo di turno. Senza dimenticarsi di ricordare, ancora una volta di più, il divieto della pubblicità ai giochi ed alle scommesse online che sta rendendo la “vita” alquanto difficile per le imprese se si pensa che, spesso, si sono trovate a pagare penali per la scissione dei contratti. Purtroppo, tirando le somme sul settore ludico si può confermare che sarà prevedibile assistere alla chiusura di tante aziende con la conseguenziale perdita di posti di lavoro, mentre le entrate erariali dovrebbero salire complessivamente di 500 milioni di euro, che è ciò che si aspetta il nostro Esecutivo Giallo-Rosso.

Insomma, sempre positività per il Governo e buio, sempre più assoluto, per il mondo del gioco pubblico nonostante quest’ultimo sia una “riserva di Stato”. Questo piccolo dettaglio continua ad essere sottolineato da chi scrive queste righe perché chi ha deciso di investire nel “business (se così ancora si può chiamare) del gioco” lo ha fatto, senza dubbio, pensando di avere una “speciale copertura” da parte della concessione statale che ha acquistato e di avere, quindi, una attività commerciale praticamente “intoccabile”… e meno male. Cosa che, evidentemente, non si riscontra nella realtà. Bisognerà poi vedere in effetti se con la chiusura di tante piccole e medie imprese i “desideri” dello Stato saranno esauditi, oppure se si concretizzeranno sensibili diminuzioni nelle entrate extra che con gli ultimi aumenti in Manovra ci si aspetta dai giochi: in fondo, è indiscutibile che questo settore non potrà continuare ad essere un “pozzo senza fondo” al quale il Governo di turno si abbevera continuamente. C’è una fine per tutto: e, probabilmente, questo pozzo si è esaurito.

Novembre 23, 2019: •
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