Mafia e Slot Machine: Cosa dice la Cassazione

mafia e slot machine

Si continua a ribadire, da queste righe, quanto il mondo del gioco d’azzardo e quello dei siti di casino, purtroppo, sia una particolare scelta da parte della criminalità organizzata che vede nel gioco, luogo dove indubbiamente “gira” parecchio contante, la possibilità di poter riciclare il proprio danaro frutto delle azioni criminose che i vari clan vanno a compiere. Trovano nel gioco d’azzardo una facile possibilità di riciclo, con conseguente evasione fiscale ed è uno svolgimento d’affari che poco “ci piace” riferire. Non si vorrebbe mai vedere accostato il gioco pubblico al malaffare e, sopratutto, constatare con quanta facilità questo avvenga e quanto questo accostamento deprezzi il nostro mondo del gioco che si vorrebbe sempre esente da qualsivoglia connubio con l’illegalità.

Ma, purtroppo, non è così: la cronaca settimanalmente pone l’attenzione su qualche fatto “di nera” che ci fa sempre sobbalzare e che attira la nostra attenzione perché la legalità del gioco d’azzardo dovrebbe essere intoccabile ed inarrivabile. Ma oggi si vuole riferire di una pronuncia della Cassazione che conferma il carcere per un imprenditore che si dichiarava “vittima di mafia” e che, invece, è risultato “partecipe” ad un clan mafioso per la gestione delle apparecchiature da intrattenimento sul territorio. Ed ecco la storia: un imprenditore nel settore delle slot machine aveva proposto ricorso nei confronti di un’ordinanza emessa dal Tribunale di Palermo che aveva disposto la sua custodia in carcere imputandogli l’associazione mafiosa ed estorsione aggravata da metodo mafioso per facilitare l’espandersi di una attività criminale.

L’imprenditore si difendeva asserendo di essere stato lui stesso una “vittima” di estorsione da parte dell’organizzazione mafiosa, cosa che i Giudici avevano assolutamente disatteso, ritenendolo responsabile di aver provveduto ad aiutare quest’ultima ad espandersi sul territorio nella gestione delle apparecchiature da intrattenimento: creando, infatti, una sorta di monopolio della distribuzione di questi apparecchi. A parere del Tribunale di Palermo, dopo diverse intercettazioni ed indagini, appariva chiaro che l’imputato seppur dipendente di una società di gioco intestata al nipote, aveva stretto un patto con un ramo di “Cosa Nostra”, a capo del quale risultava Dario Messina, con base a Mazara del Vallo, però operante in svariate città della provincia di Trapani.

In forza di tale patto, l’imputato effettuava periodiche e susseguenti rimesse di danaro a favore della compagine criminale ed in virtù di questa “protezione” aveva la possibilità di estendere la propria posizione commerciale collocando “con il sistema mafioso” gli apparecchi di gioco presso i vari esercizi pubblici: e questo in netta concorrenza con altri imprenditori, operanti sempre nello stesso settore, ma che non avevano voluto usufruire della protezione mafiosa. Non solo, come spiega ancora la Cassazione: nell’insieme di questo percorso di allargamento del potere sugli esercizi e per “aiutare” l’imputato nel suo potere sui commercianti, era persino sceso in campo il reggente della cosca, Dario Messina, per costringere i titolari di un bar di Marsala a non sostituire i suoi apparecchi con un altro fornitore della provincia di Gela, costringendo l’esercente a compiere scelte “ben convogliate” ed assolutamente non libere come avrebbero potuto essere senza quella “presenza mafiosa ingombrante”.

Ma perché ogni tanto “ci piace” riferire di questi avvenimenti così antitetici a quello che si vorrebbe rappresentare come gioco pubblico? Perché si vorrebbe che il settore non fosse nemmeno lontanamente sfiorato da indagini e “fattacci” del genere: non lo si vorrebbe accostato a “fatti di mafia” ed è esattamente per questo che si “battaglia” per mantenere la presenza di punti di gioco che rappresentino la legalità dell’offerta di Stato ai cittadini. Ma anche quest’ultimo dovrebbe essere convinto di questo: non può proseguire nel percorso iniziato dall’Esecutivo precedente Giallo-Verde quando si sono consentite Leggi restrittive e strumenti ufficialmente indirizzati per contrastare il gioco problematico ma che, invece, hanno prodotto addirittura l’espulsione del gioco lecito dal territorio. Oltre tutto, tali provvedimenti non hanno fatto altro che spingere i cittadini-giocatori che non vedono nulla di male nel gioco, verso quello illecito che, purtroppo, pullula sul mercato.

Si spera, almeno, che l’opinione pubblica “per bene” capisca e comprenda questo riferimento ed anche quanto può essere pericoloso accostarsi al gioco illegale: sopratutto, quanto valga la pena di fare qualche chilometro in più, ma giocare con il gioco lecito ed autorizzato, tutelato e protetto dallo Stato con le concessioni che vengono rilasciate, dopo tanti controlli sulla serietà e sulla solidità finanziaria di coloro che lavorano nel business del gioco. A volte, infatti, essere invogliati con promozioni di ogni tipo, che sono senza dubbio accattivanti, non significa che si giocherà “meglio”, ma soltanto che si giocherà “rischiando”, poiché con il gioco illegale la certezza di poter riscuotere le vincite indubbiamente non c’è: e non c’è neppure la possibilità di reclamare se si vede qualcosa di poco chiaro durante il gioco! Si dovrebbe sapere, infatti, che la maggior parte degli apparecchi che fanno parte del “giro malavitoso” sono tarati in modo che le vincite accadano “molto sporadicamente… quasi mai”: ma di questo non ci si potrà lamentare.

Anche per questo si ribadisce ancora di stare lontani dal gioco illegale anche se “solletica la nostra attenzione e la voglia di giocare nel proibito”: se avesse pensato a questo colui o coloro che hanno studiato di allontanare il gioco legale dal posto che gli compete, non sarebbe sicuramente aumentata la presenza del gioco illegale sul territorio e sul mercato. In fondo, oggi è già abbastanza difficile vivere con la quotidianità, che non è proprio il caso di “consegnare nelle mani della malavita” anche quelle poche ore di divertimento che si potrebbero passare in modo lecito, sereno ed in pieno e sano intrattenimento. Si vedrà se la nuova squadra di Governo avrà voglia e pazienza di intervenire per sistemare quello che del gioco pubblico è rimasto e riesca a restituirle quella “presenza ufficiale e legale” che gli tocca essendo una “riserva di Stato” e che questo rappresenti ancora, come una volta, la legalità dello Stato e delle sue proposte. Staremo a vedere se dalle promesse di un riordino si passerà finalmente ai fatti e si vedrà di nuovo il gioco pubblico al posto che dovrebbe competergli.

Settembre 21, 2019: •
SitoInformazioniLicenzaVisita
888 casino logo
888 Casino
20€ Gratis + 500€
legale aams
Visita
snai casino logo
Snai Casino
10€ Gratis + 1000€
legale aams
Visita
starcasinò logo
StarCasinò
125 Giri + 1000€
legale aams
Visita
casino.com logo
Casino.com
10€ Gratis + 500€
legale aams
Visita
betway casino logo
Betway Casino
100% Fino a 1000€
legale aams
Visita
eurobet casino logo
Eurobet Casino
5€ Gratis + 1000€
legale aams
Visita
betflag casino logo
Betflag Casino
30€ Gratis + 1.000€
legale aams
Visita
voglia di vincere casino logo
Voglia di Vincere
10€ Gratis + 1200€
legale aams
Visita
unibet casino logo
Unibet Casino
100% Fino a 300€
legale aams
Visita
tianbet casino logo
Titanbet Casino
20€ Gratis + 1000€
legale aams
Visita
eurobet casino logo
Netbet Casino
10€ Gratis + 1000€
legale aams
Visita
32red casino logo
32Red Casino
10€ Gratis + 160€
legale aams
Visita