L’ottusità politica nei confronti del gioco d’azzardo

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Ancora una volta dispiace assistere ad esternazioni assurde emesse da rappresentanti del Movimento Cinque Stelle nei confronti del mondo del gioco pubblico e dei casino online, rappresentato da migliaia di operatori a mezzo delle concessioni statali. Gioco che permette, con i suoi pingui introiti, alla politica (compresa quella ovviamente dei Cinque Stelle) di poter emettere provvedimenti quali il Reddito di Cittadinanza e di far quadrare i conti dello Stato e gioco che non merita, quindi, di essere trattato con così poco rispetto e con tanta supponenza tali da rasentare l’ignoranza: non in senso offensivo, è ovvio, ma forse perché si ignora (o si vuole ignorare) “la forza economica di questo settore ludico” anche se vessato sempre e comunque e proprio, in particolar modo, da questo schieramento politico. Però, che un rappresentante della Provincia di Trento, schierato con il M5S, arrivi al punto addirittura di suggerire (e caldeggiare) al Presidente di quel territorio di “evitare od addirittura negare” un incontro con una associazione (SAPAR) che rappresenta un comparto del gioco pubblico, sembra veramente rasentare l’assurdo!

Quando chi scrive parla di “ottusità politica” si intende proprio questo schierarsi assolutamente controproducente sia per la politica che per il mondo dei giochi, poiché così non si metterà mai fine ad una situazione atipica e particolare delle attività ludiche che hanno vita alquanto difficile in quella Provincia. Se non si aprirà un dialogo costruttivo ed un leale confronto ci si troverà anche su quel territorio di fronte alla chiusura di tante aziende: quelle che, nonostante tutto, ad oggi sono riuscite a tenere aperti i battenti delle loro imprese. Il M5S, forse, sostiene il suo concetto che venga negato un confronto tra il settore e le istituzioni, continuando a parlare di lobby dell’azzardo (terminologia cara al Ministro Di Maio che ne fa sfoggio, purtroppo, spesso e volentieri) che nulla hanno a che vedere con le piccole e medie imprese che rischiano una fine disastrosa e lobby che muovono interessi economici di tutt’altra entità..

Ma questo discorso è stato usato all’infinito nelle varie campagne elettorali dallo schieramento Cinque Stelle che non demorde da questo suo cavallo di battaglia e continua costantemente ad usarlo, dispiace sottolinearlo, a sproposito ed in contrapposizione con una esatta terminologia che contraddistingue le piccole e medie imprese: infatti, queste ultime rappresentano la colonna portante del gioco d’azzardo pubblico. Quello stesso gioco che provvede, a dispetto di quanto possano pensare i Cinque Stelle, a riversare nelle casse dell’Erario somme “spropositate” che continuano ad aumentare senza alcun motivo specifico, considerando che questo settore è quello più tassato d’Europa. Il che potrebbe, al paradosso, anche andare bene se, poi, il settore ludico venisse rispettato e non continuamente denigrato come è d’uso fare il Movimento Cinque Stelle, a partire dal suo leader sino all’ultimo degli iscritti.

A questo punto, ci si sente di ribadire con forza che appare alquanto inopportuna la richiesta proposta dal Consigliere Provinciale di Trento dei Cinque Stelle al Presidente della stessa Provincia di non concedere assolutamente proroghe all’entrata in vigore della Legge sul Gioco, né tanto meno ad incontrare rappresentanti dello stesso settore ludico per evitare qualsiasi confronto e qualsiasi esternazione relativa alle tangibili problematiche che le imprese del gioco stanno attraversando da tempo su quel territorio. Inopportuno, per usare un eufemismo, ed anche ipocrita perché senza dubbio gli iscritti ai Cinque Stelle ora che sono al Governo si sono resi indubbiamente conto di quanto il gioco pubblico possa essere importante per il raggiungimento delle loro proposte di legge e che, senza gli introiti del gioco, non si potrebbero mai realizzare. Neppure questo sembra, però, cambiare il punto di vista assolutamente ottuso del M5S che continua “a sputare nel piatto dove mangia” ed anche ad emettere “sentenze” non giustificate contro il gioco e le scommesse, tutte le sue imprese assolutamente lecite ed i suoi operatori.

Ma, forse, risulta difficile a questo Esecutivo Giallo-Rosso percepire che il mondo dei giochi non può e non deve essere considerato esclusivamente un bancomat di Stato al quale attingere quando si vuole e disprezzare sempre e comunque: questo sì dovrebbe risultare difficile. La mancanza di rispetto che particolarmente i Cinque Stelle continuano a nutrire e ad esternare rimane, comunque, un fatto inconcepibile: avrebbero dovuto comprendere da tempo che cavalcare questo cavallo di battaglia non funziona più poiché all’opinione pubblica, anche se aizzata indiscriminatamente contro il gioco, di questo settore si interessa poco se non nei fatti eclatanti che ne possono discendere. Attenzione pubblica che, invece, viene sollecitata, ed anche molto, nei confronti di altri settori quando la cronaca riporta di danni mortali provocati da incidente stradale quando alla guida risulta qualcuno ubriaco, oppure in preda a sostanze stupefacenti che fanno discendere comportamenti anomali ed inusitati. Quindi, l’opinione pubblica nonostante le campagne denigratorie che continuano a colpire il gioco pubblico, e quindi lecito, non suscita quell’interesse che i Pentastellati vorrebbero e non sviluppa neppure quel senso di immoralità, anch’essa costante presenza accomunata al gioco da parte del M5S.

Ma per ritornare al Consigliere dei Cinque Stelle della Provincia di Trento bisognerebbe ricordargli cosa rappresentano il confronto e gli scambi verbali: sono i principi base della democrazia che lo stesso consigliere sembra aver dimenticato (o forse mai conosciuto), ma che dovrebbero far parte della cultura di coloro che sono stati chiamati a rappresentare i cittadini proprio in nome e per conto dello stesso popolo. E, secondo chi scrive, il popolo non è formato unicamente da coloro che appartengono alla piattaforma Rosseau: esiste tutto un mondo di persone che fortunatamente nutre considerazione per tutto ciò che ruota attorno a quella politica che, però, non viene condotta con mancanza di rispetto. Special modo rispetto per chiunque lavori e presti la sua opera in qualsiasi settore lecito della nostra Nazione: il rispetto degli altri dovrebbe essere il fulcro attorno al quale ruota la vita di ognuno di noi, a qualunque schieramento politico si dichiari di voler appartenere. Rispetto, cultura ed intelligenza non devono mai mancare altrimenti davvero si possono combinare “tanti guai”…

Gennaio 18, 2020: •
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