L’ipocrisia degli aumenti della tassazione sul gioco

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Secondo chi scrive, per chi ancora ci legge, gli aumenti della tassazione imposti ancora una volta al gioco pubblico ed ai siti migliori di casino italiani, e quindi lecito, sono ammantati da una profonda ipocrisia e di dissennatezza (ammesso che si possa dire) altro che percorso virtuoso! Da qualunque parte si guardi, questi aumenti sono tutti deleteri per il mondo dei giochi: le imprese ne usciranno completamente devastate, e tante andranno incontro ad una inevitabile chiusura e, purtroppo, al conseguente licenziamento dei propri dipendenti. Percorso virtuoso? Ma come fa il Ministro Gualtieri ad essere così miope ed a spacciare questi aumenti dietro l’immagine di un nuovo percorso virtuoso per il gioco e per il Paese? Appare di certo impossibile che la nostra politica arrivi a tanto poco rispetto nei confronti dell’industria del gioco che, sino a poco tempo fa, era una colonna portante dell’economia del nostro Paese. Risultato e filiera che tra poco, senza ombra di dubbio, spariranno dall’italico territorio proprio in conseguenza della latitanza dello Stato nei confronti delle sue imprese lecite che sono costrette a subire l’ingerenza delle Regioni e dei Comuni che, con le loro strampalate Leggi Regionali, arrivano persino ad espellere le attività legali ludiche dai territori di competenza.

E tutto ciò nonostante la concessione statale che le faccia assurgere a “Riserve di Stato”. Se non ci fosse da piangere per l’attuale situazione del gioco, ci sarebbe persino da ridere per questa inarrestabile incoerenza! Ma il Governo, sempre per conto del Ministro dell’Economia, asserisce che al momento sono stati raggiunti in generale (e, quindi, si deve sottintendere anche per il gioco) gli “obbiettivi prefissati, migliorati proprio grazie al lavoro parlamentare che si è riusciti a portare a termine: lavori che porteranno crescita, innovazione, coesione sociale e territoriale per avere un’Italia più forte”. Parole e musica, come detto, del Ministro Gualtieri e che forse (qualche dubbio, però, ci assale) riguardano tutti i settori economici però (si vuole aggiungere a modesto parere di chi scrive) tranne quello del gioco pubblico da sempre lasciato da solo: dove, di fatto, non esiste innovazione poiché i comportamenti da parte dei vari Governi sono identici, non si smentiscono mai, e producono solo interventi mirati a sfruttare le risorse che, inspiegabilmente, questo mondo ludico riesce ancora a procurare.

Ma non “spacciamo” tutti gli aumenti inferti, e la latitanza dell’Esecutivo nell’affrontare il riordino del settore, come “nuovo percorso virtuoso del mondo dei giochi”! Il gioco pubblico è arcistufo di sentire e di “ridere di queste dichiarazioni” assurde, rilasciate senza dubbio per tranquillizzare l’opinione pubblica in senso generale, ma che sta ottenendo l’effetto contrario, e non ci sarebbe da aspettarsi nulla di diverso. Ormai, è troppo tempo che le imprese di gioco vengono prese in giro dall’Esecutivo, non vengono considerate né ascoltate, anche dopo aver organizzato manifestazioni che hanno dimostrato quanto il settore sia coeso e quanto tutto il sistema gioco voglia portare avanti un discorso di rappresentanza della legalità che lo Stato sembra dimenticare. Infatti, è assurdo che non sappia che tutto il suo “fare” stia solo sostenendo il reingresso dell’illegalità nel nostro Paese, come se già non ve ne fosse abbastanza proveniente da altri settori.

Ma oggi la nostra politica è soddisfatta di quello che è riuscita a fare ed a progettare per il prossimo anno: è contenta di quello che ha preventivato per “la crescita e lo sviluppo” del nostro Paese: e chi siamo noi per essere assolutamente convinti dell’esatto contrario? Mai come in questo periodo si è assistito a tanta incertezza nell’instaurare nuove regole e nuove tasse, mai si è assistito a tante discussioni tra gli schieramenti e mai si è visto un Governo tanto mal assortito e tanto diviso. Questo sicuramente non può rappresentare né l’inizio di un percorso virtuoso per il gioco pubblico né per qualsiasi altro settore: ma questo è esclusivamente il parere di chi scrive che, come ci conosce ben sa, non si vuole cimentare con la politica, argomento troppo serio ed importante per essere trattato con “leggerezza” in un contesto che prevede altro. Ma ci si vuole opporre assolutamente all’affermazione del nuovo percorso virtuoso del nostro Paese e del gioco, forse, in particolare.

Quello che si percepisce, e qui si ritorna a parlare esclusivamente del mondo dei giochi, che in questo settore si deve ogni anno subire l’aumento della tassazione: e ciò non è da imputare soltanto all’Esecutivo Giallo-Rosso, ma anche a tutti i precedenti, come si deve rilevare anche l’assoluta incertezza del mercato ludico. Anzi, non solo incertezza ma lo stand-by che lo stesso mercato vive da tempo non può essere uno scenario positivo per le aziende del settore, di qualsiasi comparto si tratti, figuriamoci poi di quello più tartassato, cioè quello delle apparecchiature da intrattenimento! Non ha più margini di guadagno che possano consentire di tenere aperte le aziende e mantenere dei dipendenti a carico: mentre gli altri comparti sopravvivono, ma non sono sicuramente sereni e con un percorso commerciale tranquillo. Però, il comparto più importante dei giochi, a livello economico, è quello delle slot machine e delle vlt: ma entrambi, più le prime che le seconde sono in profonda “crisi esistenziale”.

Non riescono a fare il loro lavoro e lo Stato non interviene liberandole da questo cappio degli strumenti che esistono sui territori a contrasto del gioco problematico: distanziometri di ogni tipo, luoghi sensibili e fasce orarie di accensione degli apparecchi. Se lo Stato non interverrà prontamente e per salvare il gioco pubblico, come interviene in altri settori quando le imprese chiedono aiuto anche se il loro comportamento sicuramente non è etico (e si parla ovviamente delle banche), si troverà ad affrontare una situazione disastrosa che, oltre tutto, lo metterà in serie difficoltà anche con Bruxelles: e di questo il nostro Paese non ne avrebbe proprio bisogno. E che non si parli più di nuovo percorso virtuoso del gioco, comprese le scommesse, e del nostro Paese: si pensa di essere proprio lontani da tutto questo.

14 Gennaio, 2020: •
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