Le Ticket Redemption vietate in Emilia Romagna

ticket redemption vietate in emilia romagna

Sì, purtroppo, è vero: gli apparecchi senza vincita in danaro, e quindi non le piattaforme casino online, e studiati da tante imprese che operano nel settore degli adolescenti, create appunto per i giovanissimi e che “dispensano” premi non in danaro, sono stati dichiarati “fuorilegge”. La Giunta dell’Emilia Romagna, infatti, li ha banditi dal territorio di quella regione e chissà che disastro economico questo provvedimento creerà sul comparto ed alle aziende che faticosamente devono già “combattere” commercialmente con gli apparecchi con vincita in danaro che stanno da sempre monopolizzando il mercato dell’intrattenimento. Il mondo dei giochi sta facendo tanto per “sponsorizzare” l’amusement e le aziende che si occupano di apparecchiature senza vincita in danaro con mostre e rappresentazioni che ne facciano apprezzare le particolarità, sopratutto in questo momento dove “l’altro gioco con vincita” sta passando: questo poteva essere il momento dell’amusement, un momento di affiancamento e di sostegno “all’altro gioco” che è così messo in discussione e tartassato da tante normative.

Invece no. Anche il gioco senza vincita in danaro sta subendo, di riflesso, la negazione ad esistere almeno nel territorio emiliano-romagnolo sperando che questa “malattia non contagi” anche le altre Regioni, altrimenti si ripeterà ciò che è già stato visto per il “gioco degli adulti”: l’espulsione dai vari territori della nostra Penisola. Per il momento, la Giunta dell’Emilia Romagna si è limitata ad approvare la delibera che vieta le ticket redemption ai minori: quindi, tra qualche settimana su quel territorio i minorenni non potranno più utilizzarle su proposta dell’Assessore alle Politiche per la Salute e ad opera della Giunta Regionale che ha provveduto all’approvazione delle modalità della Legge sul Gioco del 2013. Sembra assurdo che vengano vietate apparecchiature studiate, progettate e messe sul mercato per il mercato dei giovanissimi: le ticket redemption sono apparecchiature meccaniche ed elettromeccaniche attivabili con moneta, o gettone o con strumenti elettronici di pagamento che distribuiscono tagliandi direttamente ed immediatamente dopo la conclusione della partita e definite “comma 7” .

Ma perché “apparecchi innocenti, senza vincita in danaro” sono oggi oggetto di un severo divieto? Il divieto, intanto, si rivolge ai minori di età ai quali non è stato impedito da parte di chi esercita la loro potestà genitoriale l’utilizzo delle ticket redemption. E tale divieto viene imposto in attuazione a quanto disposto dalla Legge che tratta “Modifiche al sistema penale” che statuisce che “non può essere assoggettato a sanzione amministrativa il minore degli anni diciotto, dovendo per questi rispondere i soggetti tenuti alla loro sorveglianza, salva prova di non aver potuto impedire il fatto”. A chi scrive sembra veramente una cosa assurda… si tratta di giovani e giovanissimi che si divertono giocando con questi apparecchi che imperversano su tutte le spiagge dell’Emilia Romagna e non fanno del male a nessuno! É ovvio che l’applicazione del divieto coinvolge tutti gli esercizi che ne detengono il possesso, e la collaborazione con gli esercenti è imprescindibile per l’applicazione di questa (assurda) delibera.

Quindi, nei vari locali si dovrà affiggere la locandina regionale che determina il divieto d’uso degli apparecchi da parte dei minori e bisognerà prestare molta attenzione al controllo dell’età di coloro che andranno ad usare le ticket redemption per rispettare i termini del divieto ai quali è richiamata l’attenzione da parte delle istituzioni nei confronti degli esercenti a tutela dei minori. E la Giunta Regionale non è andata leggera neppure con le sanzioni amministrative per la violazioni degli obblighi di controllo e verranno applicate dal Comune sul cui territorio verrà accertata una eventuale infrazione da parte della Polizia Locale. I Comuni, ovviamente, possono prevedere nei propri regolamenti l’applicabilità della diffida amministrativa per la mancata osservanza degli obblighi da parte degli esercenti gli esercizi commerciali. Cosa si può aggiungere in relazione a questo provvedimento della Giunta Regionale dell’Emilia Romagna?

Purtroppo, non si hanno più argomentazioni poiché oltre ad espellere, come è noto, le apparecchiature da intrattenimento con vincita in danaro in modo veramente “pressante e dannoso” per le attività di quei territori in Piemonte e nella Provincia di Bolzano, ora ci si attaccano anche agli apparecchi di gioco senza vincita in danaro in Emilia Romagna. E questo, quasi a voler veramente spazzare via qualsiasi forma di gioco dal territorio della Penisola: sembra un piano ben congegnato per seguire le (occulte) direttive dell’attuale Esecutivo Giallo-Verde che ha nelle “sue corde” un sentimento veramente di odio profondo nei confronti di tutto il gioco pubblico, persino di quello indirizzato ai minori. Forse, con questo provvedimento si è toccato il fondo e si vuole affossare anche un comparto del gioco che si occupa di mettere sul mercato il puro intrattenimento fine a sé stesso. Ma, evidentemente, non va bene neppure il gioco per i giovanissimi che già fa fatica a competere con quello “più grande e con più guadagni” di quello con vincita in danaro.

Ci si sta inoltrando, purtroppo, in un clima proibizionistico per il momento soltanto per quanto riguarda il mondo dei giochi, clima particolarmente difficile da comprendere ed accettare perché in un Paese che si dichiara democratico questo tipo di atteggiamento non è comprensibile e contrario a qualsiasi logica, sopratutto. Il gioco, come puro intrattenimento, ma anche quello con vincita in danaro, è cercato dal popolo italiano dalla “notte dei tempi” e volerne impedire “la ricerca e l’uso” in modo così severo, persino andando a toccare il segmento dei giovani e dei giovanissimi, ci lascia alquanto sconcertati e pieni di punti di domanda. Dove mai andremo a finire se si comincia a proibire la parte di intrattenimento che rende tante persone contente e felici di giocare e divertirsi con i propri giochi che cerca oggi come ha sempre cercato ancor prima che il gioco pubblico nascesse una quindici di anni fa circa? Si ha quasi paura della risposta perché di proibizioni il nostro italico popolo tempi addietro ne ha subite ad oltranza e non si vorrebbe ritornare indietro… per andare avanti.

Aprile 5, 2019: •
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