Le prime sanzioni per il divieto della pubblicità al gioco

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Nostro malgrado, si continua a parlare del Decreto Dignità e del relativo divieto della pubblicità al gioco ad ai casino on line: “ci piacerebbe” (e non poco) farne a meno, però pare essere questo l’argomento degli ultimi giorni e quindi, per “dovere di cronaca” eccoci qui, sopratutto, per vedere come sta reagendo il mondo dei giochi a questo provvedimento. Ma più che altro ci interessa vedere il controllo dell’applicazione di questo divieto poiché, senza dubbio, sarà un “controllo complicato” e difficile da far rispettare anche perché ancora non è arrivato l’aggiornamento alle Linee Guida di AGCOM che si spera faccia finalmente più chiarezza in tutto questo tourbillonne di norme ed orpelli. Prima di tutto ci si domanda se un semplice post pubblicato su Facebook potrà portare alla sanzione nei confronti di un operatore per un valore di ben 50mila euro? Sembrerebbe “un po’ troppo”, ma la risposta è sì.

Il tutto è legato all’introduzione del divieto di pubblicità e promozione del gioco contenuto nel famigerato Decreto Dignità in forza del quale, a partire dal prossimo luglio, dovrà “sparire” ogni forma di pubblicità dei prodotti di gioco d’azzardo, salvo le specificazioni previste da AGCOM indicate nelle Linee Guida pubblicate nello scorso aprile e delle quali si aspetta un aggiornamento. Ma, dalla data di entrata in vigore dello stesso decreto legge, il divieto era effettivo e, di conseguenza, le comunicazioni delle violazioni potevano essere punite con le relative sanzioni pecuniarie previste: questo in quanto il periodo di “transizione di un anno” valeva unicamente per i contratti pubblicitari già in essere alla data di emanazione del provvedimento. Ogni altra possibilità era da ritenersi illegittima nell’immediato.

Ma come si sa l’Esecutivo, o chi per esso, è molto attento a ciò che riguarda il mondo dei giochi, alle sue imprese e anche se il periodo “transitorio” deve ancora concludersi sono già scattati i primi verbali contro le presunte violazioni che porterebbero alle prime sanzioni. A dire proprio la verità, i primi verbali sono stati redatti ancor prima della pubblicazione delle Linee Guida del Garante: quanta solerzia e tempestività! Per entrare, però, nel cuore di quanto qui ci interessa, si deve “raccontare” di ciò che è accaduto ad un operatore “terrestre”: si è visto notificare dal Nucleo di Polizia Economico-finanziaria della Guardia di Finanza un verbale nel quale si riscontrava una presunta violazione del divieto totale della pubblicità a causa di un post promozionale su Facebook nel quale si pubblicizzava una serata speciale organizzata all’interno della sala da gioco.

Il verbale è scattato a seguito di alcune segnalazioni ricevute dalla Guardia di Finanza e lo stesso è stato notificato al Nucleo Speciale Beni e Servizi delle Fiamme Gialle ed è stato inoltrato anche all’Autorità Garante delle Comunicazioni quale unica autorità competente autorizzata all’erogazione delle sanzioni previste. AGCOM, a sua volta, ha richiesto al destinatario del verbale di inviare la documentazione con la quale poteva “precisare i fatti segnalati”, indicare su quali altri mezzi era stata pubblicata la medesima promozione e chiarire se tali forme di pubblicità sono state effettuate in virtù di contratti in corso di esecuzione al momento dell’entrata in vigore del Decreto Dignità. Si sollecitava il destinatario del verbale a fornire all’Autorità “ogni elemento utile per consentire l’esercizio dei propri poteri di vigilanza e sanzione (!)”.

In assenza dei chiarimenti richiesti, o se gli stessi non riuscissero ad essere “convincenti”, scatterà per l’operatore “fuorilegge” la sanzione di (almeno) 50 mila euro. Come detto all’inizio, la sanzione sembra alquanto sproporzionata in relazione all’oggetto della violazione: un semplice post su di un social network. Ma questa è la legge (o almeno così come è stata concepita e messa in campo) e va rispettata. Quindi, la “palla” passa ad AGCOM tenuta a valutare quanto riferirà quello “sciagurato operatore” di gioco che certo non pensava che un “miserrimo post” gli potesse costare una cifra così imponente! Certamente, sarà una decisione che rivestirà un interesse più “generale” che quello che si riferisce ad una singola impresa: decisione destinata probabilmente a fare “giurisprudenza” in un contesto che è ancora tutto da decifrare e definire.

Ma, sopratutto, quello che potrebbe essere ancor più interessante è se la sanzione dovrà, o potrà, essere estesa anche al social network tenendo conto che quella legge ritiene vi sia la co-responsabilità tra l’operatore del gioco e l’Editore o titolare del mezzo in cui la pubblicità viene effettuata. Quindi, grande rilevanza e risonanza in capo a questa “sentenza” di AGCOM e, tanto per cambiare, verranno spese parole ad oltranza su una situazione che ad oggi non risulta assolutamente trasparente nella sua applicazione. Ma nel mondo del gioco, e quindi anche nel suo divieto cosa c’è di chiaro? Sarebbe stato sorprendente che qualcosa studiato per il gioco avesse un’unica e sola interpretazione: troppo bello per essere vero! Anche per questo argomento, quindi, ci si troverà ad affrontare ricorsi e contro ricorsi: si preparino le Autorità competenti a districare anche questa matassa che si presenta alquanto ingarbugliata…

A dire il vero, “ci piace” essere sinceri anche in questa occasione: c’era da prevedere che il divieto totale della pubblicità avrebbe portato a tante disquisizioni: è un argomento troppo interessante e complicato da affrontare perché tutto potesse filare liscio. Senza dimenticare che la pubblicità, qualunque essa sia e particolarmente quella del gioco, comporta un giro di quattrini alquanto sostanzioso: la conseguenza è che gli interessi coinvolti sono molteplici a tutti i livelli e per questo si “muoveranno mare e monti” per fare in modo di trovare una strada che farà rispettare il provvedimento da un lato, ma che non dovrebbe andare a penalizzare completamente ed assolutamente solo le imprese di gioco ed i suoi operatori. Ci vorrà un sano equilibrio, che nel gioco latita sempre, per applicare la normativa sperando che questa volta “qualcuno” rispetti anche gli operatori che si stanno impegnando tantissimo per far restare vivo il gioco lecito rispetto a quello che invece non lo è e che si spera, non esca vittorioso anche in questa “situazione pubblicitaria”.

Giugno 21, 2019: •
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