Le Loot Box di nuovo sotto i riflettori e di nuovo sotto accusa

loot box equiparate al gioco azzardo

Che il gioco, compresi i casino con soldi veri, sia con vincita di danaro o senza, oppure che si tratti di videogames “frequentati” dai più giovani e che intrattengono le famiglie importa a volte veramente poco. Pare che il mondo del gioco debba sempre far parlare di sé e non sempre in modo positivo come accade spesso e volentieri quando si parla delle famigerate “loot box” che ogni tanto assurgono agli onori della cronaca dei giochi, special modo perché si rivolgono ai giovani e giovanissimi e, quindi, richiedono tutta la nostra attenzione, come è giusto che sia. Per questo, oggi “ci piace” curiosare in un’azione legale collettiva intentata nei confronti di un colosso dell’intrattenimento domestico, Electronic Arts, che propone il gioco Fifa ed altri successi in ambito internazionale, che si dovrà difendere da una richiesta di danni da 5 milioni di dollari per gioco d’azzardo. E questo perché le loot box contenute in moltissimi videogame possono rappresentare un meccanismo similare a quello del gioco d’azzardo “dei grandi” e da considerarsi illegali.

A parere di questa class action, alcuni cittadini americani chiedono di essere risarciti poiché ritengono che gli sviluppatori di alcuni videogame che contengono queste famose loot box abbiano con questo sviluppato una condotta illecita ed hanno colpito il colosso dell’intrattenimento, come detto Electronic Arts, che è editore del gettonatissimo simulatore di calcio. É un gioco che viene dichiarato portatore di azzardo poiché contenendo queste “scatole magiche” che i giocatori in erba possono acquistare per sbloccare alcuni scenari all’interno del gioco potrebbero spingere verso il gioco d’azzardo vero: questa è la motivazione di questa class action per cui si richiede un risarcimento così corposo. É evidente che l’editore di questo gioco del calcio si “chiami fuori” dall’imputazione che si vuole attribuirgli e che neghi nel modo più assoluto che tale suo videogame possa spingere al gioco d’azzardo vero, ma a questo punto dovrà dimostrarlo con i fatti ed in Tribunale.

Questa azione legale si sviluppa in California, dove 100 querelanti chiamano in causa l’editore EA poiché con i contenuti del videogame FIFA “crea comportamenti di dipendenza nei consumatori per generare enormi entrate”: in sostanza si sottolinea che EA con gli Ultimate Team Pack, contenuti proprio nel videogame FIFA e che sono in pratica delle loot box, consente ai giocatori di riunire le loro squadre preferite per il gioco online, sottolineando che gli Ultimate sono “prodotti progettati per invogliare e spingere i giocatori al gioco d’azzardo”. I querelanti continuano ad affermare che l’acquisto degli Ultimate Team non è altro che una scommessa, poiché vengono acquistati con danaro reale ed aprono la possibilità all’interno del videogame di vincere “preziosi professionisti” per la squadra virtuale del giocatore. Sempre gli stessi querelanti, però, dovranno anche dimostrare che le loot box possono davvero essere definite “gioco d’azzardo” in California: cosa, comunque, che appare abbastanza complicata da affrontare come difesa e senza dimenticare che la controparte è un colosso con il quale confrontarsi.

Negli Stati Uniti, in ogni caso, non esiste ancora una definizione precisa e legale sulle loot box: se siano da considerarsi o meno come vero gioco d’azzardo. Senz’altro, però, hanno creato tantissime discussioni che le hanno portate sotto la lente di ingrandimento poiché l’opinione pubblica non vuole che possano spingere i giovani verso l’azzardo. Per tenere la situazione ben presente e sotto controllo è intervenuta di recente la Federal Trade Commissione, FTC, che ha effettuato alcune ricerche sulle loot box affermando, però, che serve ulteriore tempo per “allargare il campo” di quelle già effettuate. E che, innanzi tutto, è indispensabile che i consumatori, giovani o giovanissimi che siano, debbano essere educati più in modo approfondito nel conoscere il mondo del gioco e di tutti i giochi in generale: proprio l’educazione dovrebbe essere il volano attorno al quale può girare l’utilizzo dei videogame di diversa natura. Questa è la situazione negli Stati Uniti mentre in Europa la discussione si è già spostata oltre.

Infatti, nel Regno Unito realtà particolarmente portata al gioco e molto ben regolamentata al punto che a volte viene indicata come riferimento per altri Stati che devono mettere a punto le loro normative ludiche, ha già preso in considerazione una speciale regolamentazione proprio per le loot box poiché il loro uso ha destato preoccupazione per l’effetto che potrebbero avere sui minori. Ma d’altra parte si sa anche che il Regno Unito è all’avanguardia per tutto ciò che riguarda il mondo dei giochi e quello specifico del gioco d’azzardo: obbiettivamente, potrebbe “tenere lezioni” per tutti gli altri Regolatori pur rispettando i diversi punti di vista. E nel nostro gioco d’azzardo, scommesse online comprese, come vengono trattate le loot box? Hanno suscitato così tanto interesse anche nel nostro Paese od è una problematica che riguarda soltanto altre realtà territoriali? Andiamo per gradi: in Italia con un decreto legislativo del 1931 (sì avete letto bene, 1931) è stabilito che l’installazione e l’uso di apparecchi e congegni che hanno insita una scommessa o che consentono vincite aleatorie di un qualsiasi premio in danaro od in natura sono da considerarsi illegali.

Nel mondo online le loot box sono oggetti virtuali a forma di casse o forzieri che contengono premi non monetari con i quali il giocatore può migliorare la propria esperienza di gioco, avanzando di livello: per fare questo ed acquistare le loot box il giocatore deve effettuare un pagamento in moneta reale anche se la decisione è facoltativa e, sopratutto, volontaria ed avviene senza che il giocatore abbia modo di sapere il contenuto della loot box stessa. Proprio per questa loro componente “fortunosa” che prevale sull’abilità le loot box sono anche state definite come “giochi d’azzardo virtuali” e destano preoccupazione poiché sono connesse ad un gran numero di minori che possono esserne coinvolti. Ma le loot box non sono tutte uguali: infatti, ne esistono alcune completamente gratuite ed è proprio per questo che collegarle al gioco d’azzardo vero rimane tuttora in dubbio, anche perché non esiste una regolamentazione specifica e coordinata a livello internazionale.

Settembre 7, 2020: •
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