Le linee guida di Agcom in relazione al divieto della pubblicità dei giochi

linee guida agcom per pubblicita ai giochi e scommesse in Italia

Prima di essere assorbiti completamente dal divieto della pubblicità ai giochi ed ai casino online migliori, si vorrebbe elencare ciò che potrà usufruire sempre “della pubblicità”: “ci piace” dare queste informazioni perché tutelano il gioco lecito ed il gioco responsabile e, per questo, si va ad elencare cosa non è soggetto al divieto. Esulano dal provvedimento di divieto contenuto all’articolo 9 del Decreto Dignità: le campagne informative sui giochi vietati assolutamente e quelli ammessi, ma proibiti ai minori. Quelle sui fattori di rischio cui viene esposto il giocatore, particolarmente quello problematico; sui valori relativi al gioco lecito; sui rischi dell’usura connessi al disturbo da gioco d’azzardo; l’attivazione di corsi di formazione relativi alla ludopatia; sulla predisposizione di cautele sempre nei confronti del giocatore problematico come, per esempio, la creazione di strutture di riferimento online dedicate agli utenti che ne hanno necessità e che devono essere sostenuti.

Queste le informazioni che non si possono in modo assoluto vietare, così come dalle “Linee guida sulle modalità attuative”, finalmente arrivate dall’Agcom, che si stavano aspettando da tempo ed alle quali gli operatori del gioco dovranno attenersi in modo scrupoloso. Vi sono, però, altre iniziative che esulano dal divieto, e cioè: l’organizzazione di fiere sul gioco a pagamento destinate ai soli addetti ai lavori del settore; l’utilizzo del marchio che identifichi ulteriori attività autonome dal gioco, purché non vi si ravvisi “ambiguità” circa l’oggetto della promozione e nella quale non compaia alcun riferimento (anche lontano) al gioco. É esente anche la televendita di beni e servizi di gioco a pagamento, qualora ricorrano alcune precise condizioni: 1) offerta di gioco a pagamento qualora si rappresenti l’offerta di gioco rilasciata dalla concessione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli; 2) qualora sia finalizzata alla conclusione del contratto di gioco, consti nella sola esecuzione del gioco e non contenga alcun riferimento promozionale.

Vengono anche esonerate le comunicazioni commerciali B2B, incluse quelle diffuse dalla stampa specializzata. Non debbono, inoltre, sottostare al divieto: i segni distintivi del gioco legale, ove strettamente identificativi del luogo di svolgimento dell’attività, e neppure le comunicazione di carattere informativo fornite dagli operatori di gioco legale, nonché non sono da considerarsi pubblicità le informazioni limitate alle sole caratteristiche dei prodotti di gioco. Esenti dal divieto anche i servizi informativi di comparazione di quote tra i diversi competitors, purché effettuate in modo trasparente e non siano ingannevoli: ed anche i cosiddetti servizi di indicizzazione forniti dai motori di ricerca come per esempio Apple Store, Google Play. Ma non finisce qui: esenti dal divieto anche i servizi di gioco presenti sulle vetrofanie degli esercizi che offrono il gioco a pagamento, nonché l’esposizione delle vincite realizzate presso un punto vendita: ma sono consentiti solo se rientrano in determinate modalità grafiche tali da non “spingere” verso il gioco a pagamento.

E dal divieto è pure esente la comunicazione commerciale relativa ad eventi diversi dall’offerta di gioco a pagamento che si svolgano all’interno di Casinò o di sale gioco, ma solo se non si realizza una promozione, neppure indiretta, del gioco a pagamento. Al fine di valutare quest’ultima natura promozionale si deve considerare a titolo esemplificativo: la natura gratuita dell’evento, la presenza nel luogo in cui si svolge l’evento di servizi, gadget, loghi riguardanti il gioco a pagamento, il risalto che viene dato nella pubblicità dell’evento ad elementi evocativi del gioco a pagamento. E per finire l’elenco di chi “non deve seguire” le norme relative al divieto, si vuole spendere due parole anche per il gioco terrestre: esenti i segni distintivi del gioco legale, come insegne di esercizio o domini di siti online, come anche le comunicazioni di carattere informativo fornite dagli operatori di gioco legale.

Altresì, non sono da considerarsi pubblicità “le informazioni limitate alle sole caratteristiche dei vari prodotti e servizi di gioco offerto, laddove rilasciate nel contesto in cui si offre il gioco a pagamento”. Per fare un esempio pratico: le informazioni disponibili nei siti di gioco o nei punti fisici di gioco, riguardanti le quote, il jackpot, le probabilità di vincita, le puntate minime, gli eventuali bonus offerti, purché effettuate con trasparenza ed “in assoluta assenza di enfasi promozionale”. E, poi, non costituisce pubblicità, come indicato dalle Linee Guida di Agcom, l’utilizzo del marchio che identifichi oltre ai servizi di gioco, ulteriori attività aventi carattere autonomo: il tutto viene consentito qualora non sussistano ambiguità nell’oggetto della promozione e non compaia alcuna evocazione del gioco.

Finora, però, si è parlato di chi “riesce per legge a non sottostare al divieto”: ora, invece, si vogliono esaminare le Linee Guida per chi è soggetto al divieto, tenendo presente che per l’accertamento delle eventuali violazioni l’Autorità si avvale della collaborazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, secondo modalità che verranno specificato in seguito con un protocollo di intesa. Invece, nel corso dell’istruttoria per valutare l’accertamento delle violazioni l’Autorità si avvarrà della collaborazione della Guardia di Finanza . Da un punto di vista territoriale, le Linee Guida indicano che il divieto della pubblicità è da applicarsi nei confronti dei soggetti aventi sede legale in Italia, nonché a quelle aziende con sede legale all’estero, qualora abbiano la concessione per il gioco a pagamento rilasciata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ma anche a quelle aziende che siano state autorizzate alla fornitura di servizi media audiovisivi in Italia.

Per quanto riguarda, poi, l’ambito dell’applicazione oggettiva, l’Agcom conferma come sia vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, di comunicazione con contenuto promozionale del gioco con vincita in danaro: non possono “avere alcuna efficacia scriminante né il consenso preventivo rilasciato dal giocatore all’invio di comunicazioni commerciali, né un comportamento concludente nel senso della determinazione al gioco con vincita in danaro”. L’Autorità si impegna, altresì, a promuovere forme che prevedano l’obbligo per i gestori di social e dei blog di rimuovere la pubblicità: ma bisognerebbe anche sottolineare l’intervento delle Linee Guida che si propongono di coordinare le nuove regole con la disciplina del settore ludico, già sufficientemente complessa, nonché di coordinarla anche con i principi costituzionali e dell’Unione Europea. Un’impresa senza dubbio “abbastanza complicata”.

Maggio 8, 2019: •
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