Le linee guida AGCOM sulla pubblicità al gioco: Ancora discussioni

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Nessuno poteva immaginare, sicuramente, quanto le Linee Guida espresse da AGCOM in relazione al divieto della pubblicità ai giochi ed alle scommesse, avrebbero fatto discutere. L’interpretazione che l’attuale organo Garante per le Comunicazioni ha offerto di tale provvedimento, in pratica ed a parere di tutti, lo ha depotenziato dando spazio ai gestori del gioco di poter “non soggiacere”ai dettami imposti dall’Esecutivo Giallo-Verde con il Decreto Dignità. Ma il mandato di AGCOM è in scadenza e dovrà essere rinnovato dal Parlamento (ma ora, con la crisi, cosa succederà?): e, come si è letto sui social in un post del vice premier penta-stellato Luigi Di Maio ci si augurava addirittura una dimissione del Garante, poiché si era permesso di mettere in discussione “il suo decreto”. Dimissione che sarebbe servita, sempre a dire di Di Maio a salvare la faccia al Garante! Ma si sa che i toni del vice premier quando parla di gioco, si “alzano sempre e forse anche troppo”, ma questo è stato il suo pensiero.

A prescindere, comunque, da ciò che frulla nel cervello di Di Maio (che in questi giorni avrà senza dubbio qualcosa di diverso a cui pensare) la certezza è che il mandato di AGCOM scadrà a breve e che la “nuova (gestione) AGCOM si troverà sulle spalle il fardello delle Linee Guida che stanno facendo per il momento testo, anche se non sono riuscite ad essere esattamente esaustive e trasparenti. Ma questo peserà in capo al nuovo Garante delle Comunicazioni? Dovrà giocoforza conviverci e bisognerà vedere come riuscirà a sbrogliare questa situazione che di per sé è alquanto complicata e per nulla tranquilla: in effetti, le Linee Guida avrebbero stravolto il senso del decreto mirato a vietare qualsivoglia pubblicità relativa ai giochi ed ai casino sul web e reo, sempre secondo il Garante, di non aver offerto trasparenza e contraddittorio ai protagonisti coinvolti nel processo di divieto. Questa lettura del divieto della pubblicità potrebbe procurare una marea di ricorsi innanzi al Giudice Amministrativo e questo, sinceramente, sarà un dispendio di forze economiche che non ci si aspettava: e non solo.

Considerato che le famigerate Linee Guida sono state espresse in vicinanza della scadenza del mandato di AGCOM si teme che possano compromettere “il fare” del futuro organo Garante che verrà rinnovato dal Parlamento. Non vi è, infatti, dubbio che tutto ciò che farà la nuova gestione di AGCOM sarà condizionato dalla decisione già intrapresa, decisione da interpretarsi nella sua totalità e nella sua rilevante importanza, visto che sta indirizzando i percorsi delle varie imprese di gioco. Si tratterà di un precedente che si dovrà tenere in considerazione sia sotto il profilo sociale che economico e precedente che non potrà essere ignorato nella futura regolamentazione di questa così delicata materia. Bisogna anche sottolineare che il nuovo collegio di AGCOM verrà rinnovato totalmente e non vi sarà alcuna rotazione con quello precedente: una continuità mancata, resa particolarmente critica dalla sua composizione votata da membri dalle forze politiche di maggioranza poi passate all’opposizione. Ora poi con la crisi di Governo la cosa si complicherà ulteriormente anche se sinceramente di complicanze politiche il gioco pubblico non ne avrebbe proprio bisogno, ma neppure l’italico popolo! Ma tant’è.

Da questo emerge che forse, considerata la imminente scadenza del mandato dell’attuale vecchia AGCOM, la richiesta del Governo delle Linee Guida sarebbe stata “infelice” ed avrebbe dovuto slittare al nuovo organo Garante in modo da poter essere certi di una completa autonomia di giudizio. Ma ormai il “dato è tratto” e bisognerà, in ogni caso, fare tesoro del giudizio che sta condizionando il percorso del decreto di divieto della pubblicità del gioco con vincita in danaro e la nuova gestione si dovrà adeguare a tale “pesante precedente” ed esprimersi secondo il proprio giudizio, che sarà sicuramente in parte condizionato da tale “vecchia decisione”. Un po’ come accade nella giurisprudenza che fa riferimento a “precedenti che fanno testo” e che valgono assolutamente nelle decisioni future. Ovviamente, nessuno si aspettava un simile “pasticcio”, e neppure che le Linee Guida mettessero dei “paletti” così impegnativi: ma questo è stato il parere del Garante, tra l’altro, espresso su richiesta diretta dell’Esecutivo.

Chi conosce questa materia, e conosce l’ambito delle comunicazioni, potrebbe essere a conoscenza della “Autotutela Amministrativa” che darebbe la possibilità al nuovo organo Garante di decidere direttamente ed in modo autonomo senza tenere conto dei “precedenti”, magari studiando quelle parti del provvedimento che ad oggi non appaiono essere state prese in considerazione. Solo queste due righe per sottolineare che una strada da percorrere per avere una decisione ex novo esiste e potrebbe essere seguita: bisognerà vedere se i membri di questa “nuova” AGCOM ne vorrà approfittare senza far ricorrere ad interventi amministrativi da parte di eventuali contendenti che si vorranno misurare con le Linee Guida che attualmente sono in essere e che lasciano, comunque spazio, ad interpretazioni diverse e poco trasparenti.

Così facendo si darebbe corso ad un parere forse più equilibrato, dettagliato e più esaustivo: e con questo si potrebbe anche usufruire dell’esperienza e dei risvolti positivi di queste Linee Guida tanto discusse che hanno per fortuna una buona parte da tenere in considerazione. Sarà, comunque, il nuovo Garante a decidere ed in base a questa ulteriore scelta il settore dei giochi dovrà uniformarsi e rimodulare adeguatamente il proprio presente ed il proprio futuro commerciale. Avrebbe potuto anche aprirsi lo scenario di un ricorso al TAR o di un nuovo decreto relativo al divieto della pubblicità, come annunciato anche un “po’ fuori dai denti” dal leader del M5S, ma con la crisi di Governo in corso questi due ulteriori interventi si teme dovranno rimanere “fermi al palo”: ma per usare una frase fatta si può senz’altro dire “Chi vivrà vedrà”. E mai come nel periodo storico e politico che si sta vivendo questa vecchia frase può sembrare più consona e calzante…

Agosto 25, 2019: •
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