Le cifre che l’Erario incassa a mezzo del Gioco

incassi erario mondo del gioco

Chi ci legge ancora sa perfettamente quanto non ci piaccia parlare di statistiche, di percentuali o di numeri “nudi e crudi” quando si parla del mondo del gioco d’azzardo: ma oggi, forse perché si è stufi di continuare a sentir dire da parte delle istituzioni che il gioco d’azzardo è il male del secolo ma sul quale, in ogni caso, lo stesso Stato “ci guadagna”, si vuole elencare qualche dato relativo agli introiti erariali. Dati che fanno comprendere l’entità delle tasse che la filiera del gioco pubblico è costretta a subire, alle quali deve adempiere e confermano che il business del gioco non è poi così luccicante come si vuole descrivere. É un normale settore commerciale, ma tartassato in modo assurdo ed innaturale dall’Esecutivo Giallo-Verde con i vari decreti che ha emesso, non da ultimo il Decreto Dignità che comprenderà forse un “aumento di dignità” per qualche categoria di lavoratori, ma non per coloro che operano nel settore ludico e, particolarmente, per quelle imprese che si occupano di apparecchiature da intrattenimento, le famigerate “macchinette”, causa di tutte le disgrazie che incombono nel nostro secolo.

Ed anche di più: rappresentano addirittura una “calamità” a dire delle istituzioni e dei perbenisti, almeno. Eppure, il gioco d’azzardo è sempre esistito, sin da quando il gioco pubblico non era presente sul mercato ed esisteva soltanto quello illegale al quale il cittadino giocatore si rivolgeva divertendosi, da sempre, con quel tipo di intrattenimento. Ma allora non sembrava che fosse così disdicevole partecipare a quel mondo, seppur illecito. I tempi sono cambiati e dallo Stato e dalle imprese sono stati fatti tanti sforzi per arrivare ad impostare il gioco pubblico, togliendolo dai tentacoli della criminalità che allora ne aveva il possesso. A parte, però, queste divagazioni, si vuole ritornare a disquisire del conto riassuntivo del Ministero del Tesoro che fornisce i dati provenienti da gioco: ecco qui, di conseguenza, la rappresentazione dell’attività finanziaria svolta dal tesoriere statale.

I proventi del gioco del Lotto, Lotterie ed altre attività di gioco ammontano a 1,36 miliardi di euro in relazione al periodo che va dal 1° gennaio al 28 febbraio 2019. Entrando nel dettaglio: per quanto riguarda il lotto sono 178.019.222,22 euro, il Preu dovuto ai sensi di legge sulle apparecchiature e congegni di gioco ammonta a 1.086.702.670,5 euro. I proventi delle attività di gioco sono 40.244.937,32 e la quota del 40% dell’imposta unica sui giochi di abilità e sui concorsi pronostici ammontano nel totale a 29.413.677,66 euro. Il diritto fisso erariale sui concorsi pronostici ammonta complessivamente a 9.447.689,08 euro.

E queste sono le cifre nude e crude che si riferiscono ai giochi, non quelli delle piattaforme casino online: poi, secondo il Ministero dell’Economia, sempre per lo stesso primo bimestre 2019, il versamento da parte dei concessionari di gioco effettuato mediante gli apparecchi ammonta a 5.992,48, i proventi derivanti dalla vendita dei biglietti delle lotterie nazionali ad estrazione istantanea a 244.191.167,54 euro, i proventi derivanti dal gioco del bingo a 27.134.604,04 euro, quelli relativi ai canoni di concessione per la gestione della rete telematica relativa agli apparecchi da divertimento ed intrattenimento ed ai giochi numerici a totalizzatore nazionale ammontano a 96.839.406,48 euro. Le entrate derivanti da attività e servizi di telecomunicazione ad uso privato, da servizi resi a vario titolo e da sanzioni pecuniarie per illeciti amministrativi ammontano a 89.764.681,90 euro. Inoltre, sempre dal 1° gennaio al 29 febbraio 2019 la ritenuta del 6% sulle vincite del gioco del lotto è stata stimata a 84.836.789,25 euro.

A queste cifre non si vuole aggiungere nulla né fare polemica sui rispettivi introiti dello Stato, ma ci si pongono solo semplici interrogativi che non vogliono né trattare politica né moralizzare: primo, quale altro settore commerciale presente sull’italico territorio rende alle casse dell’Erario questo tipo di importi? Secondo, come fa l’Esecutivo Giallo-Verde, attualmente alla guida del nostro Paese, a non prendere in esame le problematiche che attualmente sta vivendo questo settore che, si ricorda, era la terza colonna economica italiana? Terzo, come fa, ancora oggi il Governo centrale ha rendersi “volutamente latitante” nei confronti di una riforma del settore che metterebbe fine a questo stillicidio di normative restrittive che stanno mettendo in ginocchio le imprese di gioco ed i suoi operatori? E, quarto infine, come fa lo stesso Governo che concede concessioni ad attività di gioco, ne riceve i profumati pagamenti, a non mettere in condizioni i destinatari di queste autorizzazioni di poter esercitare la propria attività e di rappresentare l’offerta legale di gioco pubblico sul mercato?

Le cifre che si sono “volute copiare” dal documento rilasciato dal Tesoriere dello Stato non lasciano tanti dubbi per far rilevare che tipo di “giro di affari” rappresenti il gioco: sono cifre da capogiro che, si ribadisce, nessun altro settore commerciale riesce a far introitare alle casse dell’Erario: ed allora perché non si protegge questo settore? Sopratutto gli sforzi dei suoi operatori che devono “lottare per sopravvivere”, combattendo con le leggi dello stesso Stato che rappresentano e con la concorrenza sleale, sempre più presente, del gioco illegale che sta nuovamente tendendo i suoi tentacoli sul mondo dei giochi inserendosi negli spazi, purtroppo, lasciati liberi dalle aziende oneste e lecite che sono costrette a chiudere per i continui aumenti delle imposte cui sono sottoposte.

Nonostante queste reiterate domande, non c’è alcuno delle istituzioni pronto a rispondere in modo serio, corretto e, sopratutto, realistico. L’Esecutivo tace: pone in essere solo divieti ed aumenti di tassazione ma, sopratutto, “consente volutamente” che Regioni ed Enti Locali continuino a vessare il gioco lecito, spalancando così le porte all’illegalità che se ne sta riappropriando a mezzo della criminalità organizzata. Criminalità che lo ha sempre preferito, poiché vi vede la possibilità di riciclare i propri guadagni provenienti da attività indubbiamente illecite. Altro che versare introiti nelle casse dell’Erario! Ma si continua a non fare nulla… anzi, si studia sempre di fare qualcosa “contro” il gioco lecito, oppure di consentire che si faccia. É un bel modo di agire non vi è dubbio!

Aprile 10, 2019: •
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