Le banche vogliono vietare le carte di credito per giocare online

carte di credito vietate per il gioco online

Che ci sia “movimento” nel mondo del gioco d’azzardo e nel mondo dei casino online migliori, in proprio, non a seguito di alcuna regolamentazione questa volta, sembra vero: l’industria del gioco e quello che vi gravita attorno, in modo particolare gli Istituti di Credito, almeno in questo momento, si stanno facendo un autentico esame di coscienza cercando, da quest’ultimo, di estrapolare le strategie più utili per salvaguardare il giocatore, i propri interessi e lo sviluppo del settore a livello del sociale. Visto e considerato che l’Esecutivo Giallo-Verde prima nel suo percorso politico e vista la crisi attuale del Governo, del riordino dei giochi non ha fatto avere alcuna traccia, e non si “vocifera nulla” ora meno che mai, naturalmente, è divenuto necessario che “il gioco si muova da solo” e cerchi di intervenire in quelle parti che possono far sortire problematiche più che serie come derive ludiche. E questo non deve accadere se si vuole che l’opinione pubblica riesca ad avere un’immagine pulita del gioco d’azzardo e che lo veda come intrattenimento e null’altro.

Le negatività certamente esistono in questo mondo, sarebbe inutile negarlo, ma se si continua il percorso delle strategie positive per “togliere” ai giocatori problematici la strada più semplice per perseguire la loro compulsività, forse si potrebbe iniziare a mettere in campo qualcosa di realisticamente “buono e positivo”: ecco perché si vuole plaudire all’atteggiamento di un potente Gruppo bancario australiano che, probabilmente per primo, sta vietando l’uso delle proprie carte di credito per il gioco d’azzardo. E questo potrebbe anche essere una sorta di linea guida per gli altri Istituti di Credito a livello globale che trarrebbero esempio da questo colosso bancario. Quindi, stop ai pagamenti per i prodotti di gioco e scelta effettuata ovviamente “contro gli interessi dell’Azienda”, ma effettuata a scopi esclusivamente etici e, sopratutto, di prevenzione. Macquarie Bank, ha deciso così nello scorso mese di luglio di bloccare l’uso delle proprie carte di credito quando diretto a prodotti di gioco.

La Banca ha effettuato modifiche sulle proprie carte ed oggi qualsiasi transazione indirizzata al gioco d’azzardo, ai sensi dei codici di commercio, verrà bloccata automaticamente. É un primo passo, anche se a taluni giocatori certamente non sarà gradito, per prevenire il gioco problematico o compulsivo e per salvaguardare i propri clienti da spese spesso “fuori controllo” per chi cade nel disturbo da gioco d’azzardo. Quasi a giustificare il proprio “fare”, Macquarie ha annunciato che questo intervento è stato effettuato per cercare di aiutare i propri clienti a gestire al meglio le proprie finanze evitando di indebitarsi con il gioco d’azzardo. Chissà se tutti saranno d’accordo con questo operato! Ma non bisogna dimenticare che gli australiani rappresentano i giocatori d’azzardo più accaniti: l’Australian Gamling Statistics ha comunicato che nel 2016-2017 sono stati spesi nel gioco 17 miliardi di dollari (circa 24 miliardi di dollari australiani) e circa la metà di questo importo è stato impegnato sulle macchine da gioco elettroniche.

Probabilmente, per questa spinta forte verso il gioco d’azzardo la normativa vigente in Australia è indirizzata in modo preponderante verso la prevenzione ed il contrasto al disturbo da gioco d’azzardo con le strutture statali e territoriali che intervengono e finanziano attività di prevenzione e di supporto per i cittadini. Ma a prescindere dall’intervento australiano, che ha fatto in ogni caso notizia in questi giorni, altri circuiti bancari vietano già l’uso di carte di credito per il gioco: per esempio American Express, Citibank, Suncorp Bank, Virgin Money ed altre. Gli Istituti Finanziari, sempre per la promozione di un gioco responsabile, stanno prendendo misure per ridurre al minimo il danno proveniente dal gioco: infatti, stanno introducendo opzioni che consentano ai clienti di bloccare l’autorizzazione delle transazioni relative al gioco d’azzardo ed alle scommesse sportive online sulla propria carta di credito, ed anche di “stoppare” gli anticipi in contanti dagli sportelli automatici.

Funziona bloccando le transazioni con gli operatori di gioco d’azzardo registrati con il codice “commerciante scommesse/gioco d’azzardo casinò”. La Comm.Bank ha anche inserito nel proprio organico funzionari addestrati e con esperienza per assistere e supportare i clienti che hanno un rapporto “troppo stretto” con il gioco d’azzardo, fornendo assistenza in caso di difficoltà: un ulteriore aiuto per supportare il gioco responsabile. Poi, valutare se questi interventi bancari siano efficaci nella prevenzione del gioco è complicato, ma l’importante sarebbe che si capisse che il gioco responsabile vuol dire “giocare ciò che ci si può permettere di perdere”. É evidente ed ovvio sottolineare che “non è bene” richiedere un prestito per giocare d’azzardo, oppure usare una carta di credito, oppure chiedere danaro ai propri familiari od amici. Quindi, sembra che l’iniziativa sia di Macquarie che degli altri Istituti Finanziari di bloccare conti e carte di credito per pagamenti ad operatori di gioco sia pur sempre un inizio, ma pare in ogni caso un piccolo passo positivo verso il gioco responsabile e consapevole.

Secondo gli esperti, probabilmente, le Banche dovrebbero fare di più: il credito nel gioco d’azzardo è stato un problema da attribuire, sino a poco tempo fa, alla “cattiva condotta nel settore bancario” che consentiva alla propria clientela di usare danaro per il gioco d’azzardo a mezzo di servizi finanziari e questo è risultato essere assolutamente deleterio per alcuni correntisti. Ben vengano, oggi, le modifiche nei rapporti tra Istituti Finanziari e clienti-giocatori, ma è importante che vengano ben attuate queste nuove strategie di “blocco” che possono essere utilizzate dai giocatori in base alla loro individualità. Certo, per “impedirsi” di giocare d’azzardo, e perdere come accade spesso e volentieri ai giocatori compulsivi, esiste l’auto-esclusione o l’imposizione di limiti di transazione oppure limitare il prelievo in contanti. Ma “ci piace” dire che si vorrebbero vedere più Banche coinvolte nella prevenzione del gioco problematico per ridurre il danno da gioco compulsivo, invece che vedere “affossare” sempre di più nei debiti di gioco quei giocatori che non riescono a resistervi.

Settembre 10, 2019: •
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