La scomparsa della rete legale del gioco d’azzardo

rete legale del gioco azzardo in declino

Recentemente, si è affacciata nella vita dei cittadini in “isolamento domiciliare” l’ulteriore problematica della tenuta psicologica, ma anche economica, di tutti coloro che hanno seriamente seguito i suggerimenti del Governo e sono restati a casa. Dunque, non si parla di chi si è comportato in modo avventato e poco responsabile recandosi al mare, oppure in montagna o nelle seconde case, chi se le può ovviamente permettere, sfuggendo ai controlli di Polizia: si parla di coloro che da quasi sessanta giorni si trovano chiusi in casa, magari in metrature piccole, ed anche con i bambini a casa da scuola, e tenuti lontani dalla propria attività lavorativa. Che sia quest’ultima di dipendente o di imprenditore non cambia perché l’isolamento domiciliare ha colpito tutti e la tenuta psicologica di tutti è stata immolata per il bene di tutti e per il contenimento della pandemìa. Purtroppo, però, anche se si è aperta la “fase 2” con una sorta di parziale “libera tutti” le discussioni sono tante e pure la paura ed il rischio: il Premier Conte ne è sicuramente consapevole e senz’altro alquanto preoccupato.

D’altra parte l’economia non può sopportare oltre la chiusura delle aziende, come anche i cittadini non riescono più a sopportare il “contenimento sociale”: quindi, si è dovuta affrontare la “fase 2” sulla quale, però, gli scienziati non sono d’accordo ritenendo che sia ancora presto, visti i risultati attuali del contagio, dare libertà di movimento seppur con le precauzioni sanitarie suggerite che sono difficili da osservare. Ma a parte le critiche sulla riapertura economica, oggi ci si sta focalizzando principalmente sulla tenuta psicologica delle persone e come sarà il riavvicinarsi alla loro “vecchia normalità”, ammesso che questo sarà possibile. Infatti, quanta voglia si avrà di divertirsi, di ricercare quei modi di intrattenimento cui si era abituati, come si confronteranno con la nuova vita che non sarà mai più quella di prima, almeno sino alla scoperta del vaccino? É inevitabile che il gioco ritenga che aprire le sue sale, il bingo, le agenzie di scommesse e riattivare le slot che tenevano compagnia e coinvolgevano tantissimi cittadini, senza però intrappolarli obbligatoriamente in devianze pericolose, sia da ritenersi il percorso giusto.

Il divertimento è senz’altro indispensabile per “rimettere la mente apposto”: per tranquillizzare le persone che si potrà tornare alla serenità ed alla gioia di intrattenersi e divertirsi. Attività come gioco, cinema, teatro dovrebbero quindi essere tenuti più in considerazione e forse ritenuti non così a rischio alto come ha fatto il Governo anche se è evidente che l’intrattenimento è socializzazione ed aggregamento. Ma se possono aprire le fabbriche con tantissimi lavoratori anche in movimento, perché non può aprire un cinema od un teatro od una sala giochi dove l’ingresso potrebbe essere contingentato come si conviene al momento sanitario attuale? Nel tenere chiuso ulteriormente il mondo dei giochi non si fa che affossare la legalità sul territorio, lasciando praterie smisurate a quello illegale che è già troppo presente e che si sta “mangiando il territorio”, oltre tutto senza tanta fatica. Possibile che non si veda l’utilità dell’intrattenimento proprio dopo il periodo di solitudine forzata cui i cittadini sono stati sottoposti?

Quando si uscirà nuovamente, sempre in compagnia di guanti e mascherine come nuovi accessori fashion, il gioco pubblico, compresi i casino migliori italiani legali, potrebbe riportare un poco di leggerezza tra l’italica popolazione, oltre che a salvare la sua stessa rete legale che, altrimenti, andrà inevitabilmente a soccombere. Ciò farebbe prosperare quel gioco che sicuramente legale non è e che viene gestito dalla criminalità organizzata, cosa che sommerebbe disagio a disagio per i cittadini, coinvolgendoli magari nel malaffare o nell’usura, argomento tanto caro alla malavita. Purtroppo, però, il Governo non la vede così: non ritiene che il “suo” gioco pubblico possa essere utile a sostenere la psicologia dei cittadini e così non sta facendo piani per la salvaguardia delle imprese ludiche. Infatti, oggi, i piani studiati dall’Esecutivo Giallo-Rosso per il gioco sono quasi assenti: eppure, lo stesso settore pre-Coronavirus era riuscito a garantire oltre centomila stipendi. Il che non appare poco: purtroppo, questo ritmo il gioco non sarà più in grado di mantenerlo, quanto meno se non si mette in atto una sua ripartenza celere.

D’altra parte il piano di ripartenza studiato dal Premier Conte ha previsto una particolare gradualità che porterà il nostro Paese alla convivenza con il virus che verrà aggiornata in base alla esperienza che questa lenta riapertura fornirà. Il trend dei contagi, ovviamente, sarà sotto controllo e questo appare sensato, senza ombra di dubbio: proprio per questa applicazione quasi maniacale messa in campo da Conte si sperava si potesse contemplare anche il gioco pubblico come è stato fatto per altre attività, magari fissando regole rigide per le sale giochi e, sopratutto, organizzando i controlli per farle rispettare. Invece, ancora una volta, il Governo ha “scelto di essere latitante” nei confronti del gioco, spostando in avanti qualsiasi diversa valutazione. Però, ignorando anche, o fingendo di ignorare, che questo “fare istituzionale” farà chiudere un numero immenso di imprese, comporterà un licenziamento inverosimile di dipendenti tra diretti ed indotto, cosa che, in questo momento storico, non pare essere un’idea brillante.

Già la gente è esasperata perché le risorse economiche promesse dallo Stato tardano ad arrivare, i finanziamenti per le piccole e media imprese pure, la cassa integrazione è difficile da raggiungere, e mancano inevitabilmente i quattrini per fare la spesa. Senza essere allarmisti ad oltranza c’è una brutta aria che circola a livello sociale: non c’è un settore soddisfatto sopratutto perché la gente a paura. Anche coloro che vanno a lavorare e che seguono le regole imposte per la protezione personale hanno il sentore che sono a rischio e dopo aver constatato in più di un caso, che il Coronavirus non ha “preferenze”, e quindi colpisce giovani e meno giovani, ogni lavoratore si sente in pericolo e dato in ostaggio per una ripartenza economica che, così come è stata studiata a tavolino, farà veramente fatica a realizzarsi. Il mondo del gioco, ed anche dei migliori siti di scommesse sportive, è incluso, ovviamente, in questa mancata ripartenza.

Maggio 13, 2020: •
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