La riapertura del gioco d’azzardo controllata dai concessionari

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Ovviamente, non passa giorno che il mondo del gioco e dei migliori casino si auguri di rientrare nei molteplici decreti del Presidente del Consiglio che organizzano la ripartenza dell’economia nazionale: purtroppo, sino ad oggi non ci sono segnali, anche se vi è stata una loro timida comparsa riferita al dopo 18 maggio che, successivamente, è svanita come neve al sole anche se siamo in primavera, assieme alla seppur velata ripartenza delle attività di gioco, quasi tutte chiuse sin dall’inizio della comparsa dell’emergenza sanitaria! Troppo ovvio pensare ad una già famigerata “fase 3” dove verranno convogliate quelle attività di rischio medio-alto od addirittura alto che si aprirà forse a giugno, se non addirittura ancora più in là: ed ancora se tali riaperture non verranno anche assoggettate alla differenziazione sulla riapertura economica del gioco a livello regionale, in relazione quindi al contagio da Coronavirus che in alcuni distinti territori è risultato maggiormente sotto controllo.

Quest’ultimo argomento, in effetti, può sembrare positivo per il gioco, poiché vi saranno specifici luoghi in cui il settore potrà rivedere la luce molto prima che in altri punti: cosa negativa o positiva che oggi non è dato di sapere. L’impatto della ripresa dei giochi e delle scommesse online, quindi, si sta ancora facendo attendere e non soltanto perché la ripresa delle attività è graduale, ma anche perché si differenzierà da Regione in Regione, nonostante il parere del Governo centrale si discosti apertamente da quello dei Governatori coinvolti nella valutazione dei territori meno toccati dal contagio e dalla pandemìa. Il percorso collegato alle Regioni ed alla rilevanza del contagio su quello specifico territorio, potrebbe essere positivo per il mondo del gioco che, invece, diversamente rimarrà penalizzato in quegli spazi che apriranno seguendo una maggiore cautela ed un rischio meglio calcolato, con la conseguente pesante penalizzazione del settore, che già ha subito tantissimo ritardo e che, oggi, è decisamente in serio pericolo.

Così, quindi, diventa obbiettivo dell’industria del gioco far sentire forte e chiara la propria voce, anche perché il gioco pubblico ha problematiche diverse dagli altri servizi quanto meno per quello che riguarda le sale da gioco d’azzardo e le sale scommesse, poiché si trova a confrontarsi con una clientela fidelizzata che può creare obbiettivamente assembramento, con il conseguente rischio di contagio. Ecco il motivo per cui sta diventando fondamentale per la “fase 3”, dedicata si spera alla riapertura anche del gioco pubblico, la definizione di un protocollo con regole precise e severe all’interno di questi locali, sopratutto per salvaguardare i consumatori e per la tutela di tutta la filiera. Protocollo che potrebbe essere controllato e seguito “da vicino” dai concessionari che potrebbero diventare “controllori diretti dei punti vendita” ad opera di personale proprio, con sopralluoghi a campione a ciclo da stabilire, anche senza fornire di preavviso le stesse sale da gioco.

Rispetto per tutte le misure sanitarie, e di tutte le altre misure messe in campo dall’Esecutivo in modo che l’errore o la negligenza di qualcuno non possa compromettere l’intero settore ludico. Il percorso dei concessionari per il controllo dei vari punti di gioco potrebbe essere una buona soluzione, ma lo sarebbe anche affidarsi alla serietà dei singoli gestori nonché alla statuizione di pene severe per quelle attività che risultassero inadempienti in relazione alle strategie relative alla precauzione sanitaria, importantissima al momento della riapertura delle aziende ed alla ripresa dell’economia. Nel riaprire i battenti non vi è dubbio, e non solo per il gioco, che ci si dovrà confrontare con imprese che non hanno la “forza economica” di applicare tutti i protocolli e le precauzioni contemplate dall’Esecutivo e dai settori specifici, come anche con quegli imprenditori superficiali o distratti od, ancora, non rigorosi. Ma tali atteggiamenti negativi andranno stroncati sul nascere se non si vuole veramente mettere a rischio tutto il mondo del gioco e coloro che, invece, vorranno applicarsi con serietà alla sicurezza sia dei propri dipendenti che dei propri utenti.

Il controllo che i concessionari andranno ad effettuare si affiancherà, senza ombra di dubbio, a quello che la Pubblica Amministrazione potrà mettere in campo con normali ispezioni nei locali di gioco, magari attraverso i famosi “agenti sotto copertura” che sono stati creati e previsti nell’ultima manovra finanziaria. E se al gioco pubblico può essere riservato tale “trattamento” (di favore) per il suo controllo, altri settori invece ne saranno sprovvisti visto che saranno veramente tanti gli accessi che le Forze dell’Ordine dovranno effettuare per controllare ciò che le aziende andranno a fare a livello di manovre per la sicurezza sanitaria. Sarà veramente un lavoro notevole per tutti ma, purtroppo, che non concederà troppe garanzie su tutte le aperture aziendali che la “fase 2 e la fase 2” metterà a disposizione. Quindi, nel caso del gioco pubblico si può dire che l’opera aggiuntiva del controllo da parte dei concessionari ben venga e sarà senz’altro ben accetto.

Si vadano a controllare le riaperture in quei territori meno colpiti dal contagio che potranno servire come “esercizi di gioco pilota” dove si potranno applicare le manovre di sicurezza per la tutela della salute: saranno un banco di prova interessante per poi essere applicate negli altri territori dove, purtroppo, il pericolo è ancora presente, ma dove si vuole assolutamente riaprire l’economia per non trovarsi a lottare con due pericoli pesantissimi per tutto il nostro Paese: il Coronavirus e l’economia in forte declino e che trasmette ambascia. Quello che è certo è che il livello di sicurezza dovrà sempre, e per tutti i settori, essere assolutamente alto e non ci si può permettere alcuna distrazione, oppure azioni superficiali: le aziende, tutte, devono piano piano riprendersi la fiducia nella propria attività e mettere in campo tutta la loro possibile voglia di riappropriarsi del proprio posto sul mercato e nel sociale. E speriamo che questo avvenga per tutte le aziende che con serietà riusciranno ad affrontare la pandemìa che non deve avere assolutamente la meglio sulla volontà di ripartire.

Maggio 17, 2020: •
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