La persistente cattiva percezione del gioco d’azzardo

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Non si contano più le righe che sono state scritte per sottolineare, e sempre con forza, che la discriminazione che viene posta in essere nei confronti di tutta l’industria del gioco, casino online italiani legali adm compresi, sta arrecando serie negatività al settore ludico ed alle sue imprese. La continua ed estenuante battaglia che i vari Esecutivi, indirettamente o direttamente, riescono a combattere con il gioco pubblico, Riserva di Stato, appare sempre più incongruente, inutile, dannosa ed ormai anche stucchevole. Ma, purtroppo, continua a fare danni: infatti, la filiera del gioco si trova a confrontarsi con continui rifiuti da parte sia degli Enti di previdenza, che dagli Istituti di credito o finanziari quando vengono richiesti eventuali finanziamenti, oppure proposti investimenti, da società che si occupano di gioco d’azzardo. Ultima, in quanto a tempistica, è l’Enpap, Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Psicologi, che è arrivata a paragonare il mondo del gioco pubblico alla prostituzione e dichiarare che non prende in considerazione imprese che abbiano a che fare con il mondo del gioco d’azzardo!

A questa presa di posizione alquanto cruda, ed a parere di chi scrive assolutamente scriteriata e denigratoria, non si vuole aggiungere altro per essere corretti e non esprimersi con termini volgari. Ma questa, purtroppo, rimane la percezione generale del settore ludico nell’opinione pubblica ed in tanti Istituti di credito o di Enti, come nel caso di Enpap ed è la precisa conseguenza del continuo demonizzare le imprese dello stesso settore e dei suoi operatori. Per allargare, poi, il discorso proprio su Enpap, chiamata ad esternarsi in relazione alle attività degli enti che gestiscono forme obbligatorie di previdenza ed assistenza sociale ed anche sull’efficienza dei propri servizi ed alle prestazioni fornite, si è riscontrato in Commissione parlamentare un approfondimento relativo al gioco con vincita in danaro. E qui sono “caduti capra e cavoli” in un insieme di parole assolutamente assurde e scriteriate che non possono lasciare che basiti gli interlocutori: quanto meno coloro che conoscono veramente il mondo dei giochi, come sono composte le sue imprese e la professionalità degli operatori che le compongono.

Non si dovrebbe, ma è soltanto il modestissimo parere di chi scrive, esprimere giudizi così mirati nei confronti di un determinato settore forse senza conoscerlo a fondo, oppure riferendosi a quanto si percepisce e che circonda in modo assolutamente inappropriato il gioco nel suo insieme. Soltanto per fare un sommesso cenno ai “precedenti”, si deve sottolineare che l’Ente è stato costretto ad un processo di riorganizzazione dei propri regolamenti conseguente ad uno scandalo che lo ha coinvolto: appunto da questo ne è discesa una sorta di diversa ripartizione degli incarichi e delle sue responsabilità sia a livello interno che esterno. Ma perché si racconta questo particolare? E cosa ha a che fare con la discriminazione settoriale del gioco d’azzardo? Forse nulla: ma, in seguito a quello scandalo ed a quegli avvenimenti che ancora non si sono conclusi a livello legale poiché si è ancora in attesa del parere della Corte dei Conti, si è dichiarato che è avvenuta “una riorganizzazione in base a solidi principi etici”.

Da ciò è discesa l’attivazione di presidi a tutela degli iscritti ma anche della collettività: ne consegue, quindi, che il 35% degli investimenti di Enpap riguarda titoli di Stato italiani ed il 50% del patrimonio immobiliare si concentra sull’italico territorio. E per restare in linea con questi “solidi principi etici dell’Ente” si è deciso di non investire in società che abbiano “un impatto negativo sulla collettività”: per esempio, attività che sfruttano la prostituzione e quelle aziende che si occupano di gioco d’azzardo e scommesse sportive. E qui, pare proprio che il settore ludico non possa assolutamente starci ed accettare tale esternazione! Non solo il mondo del gioco viene discriminato emesso in difficoltà dallo stesso Stato in ogni possibile attività che intende intraprendere poiché nei suoi confronti vengano permesse norme restrittive mirate ad estrometterlo (quasi del tutto) dall’italico territorio, ma anche dagli Istituti di Credito, o Finanziari quando gli stessi vengono richiesti di erogare finanziamenti ad aziende del business del gioco che non vengono ritenute “all’altezza di qualsiasi altro settore commerciale”.

Ora, persino un Ente, come Enpap, che dovrebbe suggerire forme di assistenza e previdenza, si rifiuta di “avere contatti con il comparto del gioco d’azzardo” e lo equipara, si spera solo nel “dire” alle attività vicine alla prostituzione. Di più non si può e non si vuole sentire, sopratutto dopo che queste deplorevoli esternazioni sono state espresse addirittura in una Commissione Parlamentare. Infatti, il mondo del gioco merita rispetto e chi si esprime in tale modo non dovrebbe rappresentare un Ente perché ciò che viene esternato manifesta una particolare ristrettezza mentale ed una indubbia errata e scriteriata percezione di tutto il settore del gioco e delle imprese che lo stesso rappresenta. Senza dimenticare, e pare che siano in tanti a dimenticarsi di questo “piccolo particolare” che il gioco, a mezzo delle concessioni, rappresenta ed agisce a nome e per conto dello Stato centrale: quindi, anche lo stesso Stato non è degno di rispetto o di attenzione? Non si vuole neppure avere scuse o risposta: sarebbe tempo sprecato per quel che si è dichiarato.

Si impone la stesura di queste righe per sottolineare, ancora una volta, quanto male possano fare dichiarazioni “figlie” della comune sensazione che si fa arrivare su tutti coloro che “disgraziatamente” hanno deciso di fare parte del business del gioco pubblico, seppur questo sia incontestabilmente lecito e rappresenti lo Stato. Lo sport più seguito, oggi, dai vari Esecutivi, dalle Regioni e dagli Enti Locali appare proprio quello di perseguitare praticamente, moralmente e con la regolamentazione qualsiasi rappresentante del mondo dei giochi: dichiarando con tali atteggiamenti di voler proteggere i cittadini ed il territorio dal gioco, immorale per antonomasia, e che andrà “spazzato via da tutto il territorio”. Si insiste, così, denigrando tutti i suoi componenti e non solo gli imprenditori e gli addetti ai lavori, ma persino i dipendenti che vengono trattati come “cittadini di Serie B” e questo non è veramente più tollerabile.

31 Dicembre, 2019: •
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