La crisi di Governo allontana il riordino dei giochi

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Già si stava assaporando il sapore di un riordino dei giochi e dei casino migliori, divenuto improrogabile, e che inevitabilmente avrebbe spinto l’Esecutivo Giallo-Verde a dare corso alle continue promesse di riforma del settore ludico, quando è arrivata “tra capo e collo” la crisi di Governo che mette tutto in discussione, ma non solo ovviamente ciò che riguarda il mondo dei giochi. Questi sono giorni molto importanti e decisivi per il futuro del nostro Paese che è stretto nella morsa dei tempi e delle scadenze amministrative di settembre-ottobre che stanno facendo avvicinare lo spettro dell’aumento dell’IVA, cosa che potrebbe mettere in ginocchio tutta la nostra economia. Figuriamoci, quindi, se la politica avrà tempo e voglia di pensare al gioco, quando è in gioco qualcosa di certamente più importante per tutti i cittadini! Infatti, un Governo tecnico, che nessuno si auspica, od un rimpasto non metteranno mano sul settore ludico, tenendo conto di quanta attenzione richiama questa materia ed anche quanti nodi ci sono da sciogliere.

Se i tempi, poi, si allungassero con il voto a scadenza tra il 13 od il 20 di ottobre sarebbe ancora peggio: con l’avvio di una nuova Legislatura, con tutte le incombenze che emergono in quel periodo, è sin troppo evidente che il riordino non sarebbe affatto una priorità. Il mese di agosto per lo scioglimento delle Camere è senza dubbio è il periodo peggiore: poi, bisogna tenere conto che per arrivare alle elezioni devono intercorrere almeno 60 giorni anche per far votare gli italiani all’estero e, probabilmente, si potrebbe addirittura slittare al 10 od al 17 novembre, il che significa in piena sessione di bilancio. Anche questo scenario risulterebbe deleterio per il mondo dei giochi e la sua riforma: in pratica, questa crisi di Governo non ci voleva proprio. Prima di tutto per il Paese ed anche per lo stesso gioco pubblico che era quasi ad un passo dalla sua riforma, almeno ciò è quello che speravano le industrie del settore ed i suoi operatori, considerata la precaria situazione che tutta la filiera sta vivendo. L’incertezza regna sovrana, ovunque, nel nostro Paese a questo punto.

Ferragosto caldo e rovente con una crisi di Governo difficile da affrontare, complicata dalla tempistica e dagli sviluppi relativi al voto. Tutto si accavallerebbe con gli impegni istituzionali per la manovra economica, ma sopratutto con la sfida improba di trovare i tanti miliardi di euro per scongiurare l’aumento dell’IVA che sarebbe devastante: come devastanti si rappresentano le giornate anche per il gioco pubblico. Dopo aver passato quasi un anno “sotto attacco diretto” dell’Esecutivo Giallo-Verde, aver subito divieti e norme restrittive ad oltranza senza alcuna interlocuzione, sinceramente il settore ludico sperava di essere arrivato alla fine della propria sofferenza che avrebbe dovuto culminare con il riordino. Intervento che avrebbe potuto “mettere pace e tranquillità” in un settore che ha sempre portato “grandi numeri” e grandi incassi alle varie Legislature e che, oggi, si vede quasi costretto in un angolo fermo ancora ad aspettare con una certa ansia la nascita di un riordino dopo un anno infernale. Ma così, purtroppo, non sarà.

Il paradosso è che proprio nelle scorse ore trapelavano notizie circa la venuta alla luce di una Legge Unica sui Giochi, cosa che avrebbe potuto concretizzarsi tra qualche settimana: anche se risultavano solo voci. Ora, cosa succederà di questo progetto? Ma anche di quello dell’ingresso di un ulteriore decreto mirato a limitare, in modo ancor più severo, la pubblicità del gioco: intervento ritenuto necessario, secondo uno schieramento del Governo, dopo le pesanti polemiche suscitate dalle Linee Guida di AGCOM e dall’interpretazione di quest’ultima del divieto totale della pubblicità. D’altra parte, con il caos che si rappresenterà nei prossimi giorni, cosa potrebbe importare del gioco pubblico di fronte alla possibilità di un aumento dell’IVA che probabilmente metterebbe in discussione “quel poco o quel tanto” che l’Esecutivo Giallo-Verde ha fatto in un anno e mezzo di mandato?

Ma, ora, si vuole dare un’occhiata ad un eventuale scenario ludico che si potrebbe rappresentare nei prossimi giorni, prendendo coscienza che il gioco pubblico dovrà aspettare che si affrontino prima altre urgenze, indubbiamente di interesse più generale per l’italico popolo che ciò che riguarda il riordino tanto atteso del settore ludico. É molto difficile riuscire a capire cosa succederà e, sopratutto, ancor più complicato prevedere le tempistiche. Si rappresenta il “solito scenario post crisi”: un Governo bis con lo stesso premier, oppure l’insediamento di un altro personaggio che porti il Paese alle elezioni per fine ottobre? Cosa da non dimenticare la decisione relativa alla nomina del nostro rappresentante Ue, decisione inspiegabilmente sino ad oggi evitata e della quale non si capisce la motivazione: qui, però, il termine esiste ed è il 26 agosto, data entro la quale andrà indicato il nostro candidato. La priorità, senza ombra di dubbio, è quella dei conti pubblici, pensando all’IVA, e scongiurare un esercizio provvisorio che ci porterebbe nel caos totale.

Sotto tale aspetto un nuovo Governo che andasse a formarsi in autunno avrebbe poco tempo per scegliere quali spese tagliare o quali sconti fiscali cancellare per evitare che l’IVA ordinaria salga al 25,2% e quella agevolata passi dal 10% al 13%: una situazione in corso d’opera e niente certezze. Quindi, una situazione gravissima: figuriamoci se qualcuno vuole pensare al riordino dei giochi! Di qualunque colore o composizione il futuro Governo sarà, non potrà pensare al gioco pubblico nell’immediato, non vi è dubbio. Chissà, poi, se per la presentazione della bozza di bilancio l’Europa, con la quale i rapporti con l’ultimo Esecutivo non sono certo dei migliori, potrà concederci qualche tempo in più visto il nostro quadro politico in trasformazione. Considerato tutto questo, che speranza potrebbe avere nell’immediato il riordino del gioco? L’industria del gioco dovrà ancora attendere e sperare che l’attesa non sia lunga: d’altronde, non rimane altro da fare di fronte alla crisi del Paese.

Agosto 27, 2019: •
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