La commissione Europea esamina la riforma del gioco francese

riforma del gioco in francia

Non vi è dubbio che la situazione della pubblicità sul gioco d’azzardo, e le sue politiche di promozione nei confronti del pubblico, siano argomenti che destano attenzione e stanno facendo riflettere i vari Legislatori. La pubblicità deve essere seguita con estrema partecipazione dagli organi competenti perché, si sa, che può arrivare persino ad essere deleteria quando troppo invasiva e persistente: sopratutto, poi, quando può riuscire a raggiungere i minori a mezzo degli strumenti tecnologici avanzatissimi che ormai vengono manovrati “quasi senza sosta” dalla parte più giovane della nostra attuale società, vuoi per studio vuoi per diletto. Quindi, sembra normale che i vari Stati stiano controllando i suoi sviluppi, come ha fatto il nostro Paese con il divieto della pubblicità ai giochi ed alle scommesse nei confronti del quale vi sono, senza dubbio, pareri discordanti. Ma oltre all’Italia, anche la Francia si sta muovendo ed ha inviato alla Commissione Europea un progetto di legge sul gioco con particolare riguardo alle comunicazioni commerciali degli operatori e sulle politiche di promozione.

Questo progetto seguirà le “tempistiche di rito”, quindi i sei mesi di stand still per la “Ordinanza recante la riforma della regolamentazione del gioco d’azzardo” che viene adottato in applicazione di un articolo della legge dell’anno corrente e relativa alla crescita ed alla trasformazione delle imprese. Tale articolo conferisce al Governo la facoltà di adottare con ordinanza “qualunque provvedimento pertinente all’ambito della legge avente per oggetto la ridefinizione e la precisazione delle modalità di regolamentazione del settore dei giochi e dei migliori casino, in vista dell’introduzione di un’Autorità Amministrativa competente. Tali modalità comprendono il controllo delle regole relative ai servizi della società dell’informazione a carico degli operatori di giochi e di scommesse sportive che propongono servizi online”. E si aggiunge ancora su tale progetto di ordinanza: riveste due obbiettivi, in primo luogo intende inquadrare le comunicazioni commerciali degli operatori e le loro politiche di promozione. In secondo luogo le regolamentazioni delineano gli obblighi imposti agli operatori in materia di produzione di documentazione, e di comunicazione di dati, alle Autorità pubbliche.

Curiosare in altre regolamentazioni “ci piace”, sopratutto per acquisire diversi punti di vista da quelli nel nostro italico Regolatore. Con riferimento, poi, ad una legge del 2010 relativa alla concorrenza ed alla regolamentazione del settore dei giochi d’azzardo online, le regole relative all’informazione che sono a carico degli operatori del gioco e delle scommesse sportive online hanno tre obbiettivi da raggiungere. Il primo, consentire di prevenire il gioco eccessivo o patologico e di proteggere i minori; il secondo assicurare l’integrità, l’attendibilità e la trasparenza delle operazioni di gioco; ed, infine, il terzo obbiettivo è quello di prevenire le attività fraudolente e criminali, oltre il riciclaggio di danaro ed il finanziamento del terrorismo. É ovvio che tutte le “preoccupazioni” si assomiglino in ogni parte del Pianeta: a volte vengono affrontate in modo “più proibizionistico”, come nel nostro Paese almeno per il momento, ed in altre realtà viene regolamentato in modo più ragionato e con rispetto di tutti i protagonisti.

Quindi, in Francia questo nuovo progetto di ordinanza vuole raggiungere gli obbiettivi che sono stati specificati nelle righe precedenti: le regolamentazioni che lo stesso progetto racchiude autorizzano a limitare ed inquadrare l’offerta ed il consumo dei giochi e controllarne, a tutela di tutti, la gestione. Chi scrive non vuole assolutamente fare paragoni con la nostra regolamentazione, anche se all’inizio di questo articolo, poteva forse sembrare così. Si vuole pensare che chi studia e mette in campo nuove regole, sia nel gioco d’azzardo come in qualsiasi altro settore, lo faccia per il bene dei propri cittadini ed a tutela della loro salute e del territorio, almeno così dovrebbe essere. L’unica cosa che può venire in mente, e che si teme, è che il nostro Regolatore con il totale divieto della pubblicità del gioco metta in pericolo le scelte che i nostri giocatori possono fare. Questi ultimi, con il Decreto Dignità usciranno confusi tra la rete legale e quella che invece non lo è e non sono certo aiutati dalla dislocazione dei punti di gioco leciti che, a causa dei vari distanziometri e dalle fasce di accensione degli apparecchi, sono sempre meno raggiungibili.

É giusto ovviamente che vi siano delle regole: ma la sensazione sempre più percepita da tutto il mondo del gioco è che, almeno in Italia, si stia facendo di tutto per mettere ”i bastoni tra le ruote del settore ludico” e delle sue imprese: cosa che invece appare non si faccia in altre realtà dove, indubbiamente, il gioco viene certamente regolamentato, e magari forse in modo più severo, ma viene rispettato molto di più, così come le loro imprese ed i loro operatori. Chissà perché tutto questo? Ed è proprio per questo motivo che si è voluto curiosare in questo nuova ordinanza sul gioco presentata dalla Francia: vedere se il trattamento che si mette in atto nei confronti di questo settore negli altri Paesi è così ostico come nella nostra realtà, dove tutta la filiera non ha sicuramente vita tranquilla e facile. Anzi, sembra che si faccia di tutto per complicarla!

Dopo, però, non ci si può lamentare se le nostre imprese invece che prosperare, come fanno quelle del gioco in altri Stati, sono costrette a chiudere ed a licenziare i dipendenti. Si presume che anche i Regolatori degli altri Paesi facciano norme e regolamentazioni che non facciano “scappare di mano” un settore certamente difficile nella sua gestione perché può comportare alcune derive, ma tutto l’insieme deve essere affrontato come si fa altrove: regolamentazione severa, ma non proibizione. Infatti, proibendo e vietando è come se si dicesse ai nostri italici cittadini che non sono capaci di gestire i loro impulsi nei confronti del gioco: qualcuno certo sarà di difficile gestione, come in tutti i settori e come capita con dipendenze diverse. D’altra parte, non è che se a qualcuno “piace troppo bere” dobbiamo per forza proibire a tutti i bar di stare aperti e di vendere alcolici… o no?

Luglio 4, 2019: •
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