La chiusura ostinata delle attività di gioco è anacronistica

ripartenza a stento del gioco azzardo in italia

Seppur il termine prudenza sia quello maggiormente usato durante questa emergenza sanitaria insieme a quello del distanziamento sociale, unica arma attualmente disponibile per contrastare la rinascita della pandemìa, ed anche la parola protocollo sanitario che viene sempre più usata in relazione alla riapertura della quasi totalità delle aziende, bisogna aggiungere anche la terminologia “anacronistico” oppure “obsoleto” quando ci si vuole riferire alla chiusura persistente delle attività di gioco e di migliori casino italiani, ancora tutte ferme al palo, ed in attesa spasmodica di ricominciare a riaffacciarsi sul mercato. Sicuramente, con la concessione degli spostamenti da nord a sud del nostro Stivale il fatto che il gioco rimanga ancora ermeticamente chiuso è addirittura più che anacronistico od obsoleto: si scivola verso l’assurdità più assoluta. Non dovrebbe esistere questo tipo di situazione e neppure questo trattamento, poiché il gioco dovrebbe essere da un pezzo già funzionante con tutti i protocolli di rito, ma dovrebbe già essersi riappropriato di quel mercato in cui il gioco illegale, dall’inizio dell’emergenza sanitaria, sta spadroneggiando e guadagnando a dismisura.

Mentre il mondo del gioco d’azzardo pubblico, e quindi lecito, è allo stremo delle sue forze economiche, senza alcuna liquidità, senza programmi futuri perché dopo quasi tre mesi di chiusura sarebbe veramente arduo averne anche se la voglia di continuare a rappresentare lo Stato, ed i suoi prodotti di gioco, è nel DNA dello stesso gioco e nelle sue imprese. I danni che le attività hanno subito in questo tremendo momento emergenziale sono sicuramente ingenti e l’economia settoriale è forse ai minimi storici e questo, purtroppo, rispecchia l’attuale situazione anche di altri settori. Ed è proprio per tutto ciò che sembra davvero un peccato mortale non aver ancora concesso alle attività ludiche di poter riaprire i battenti, mettersi in regola con i protocolli istituzionali e ricominciare a lavorare a pieno ritmo, seppur si dovranno adattare alla nuova mentalità dei propri estimatori poiché non si deve dimenticare che per tutti “nulla sarà come prima”. Infatti, le persone dopo tanti giorni di lockdown sono cambiate come pure le loro le priorità e le esigenze: ma in modo particolare ci si dovrà confrontare con la carenza di liquidità di cui tutti stanno pagando un caro prezzo: le promesse per questo che sono state fatte dal Governo, purtroppo, sono rimaste tali.

Di concreto, ad oggi, risulta ben poco a sostegno economico di tutte le categorie imprenditoriali, ma anche dei privati che non ricevono gli stipendi da febbraio: quindi, non c’è dubbio che dopo aver dato fondo a quel poco risparmio che ogni famiglia poteva avere, ora non rimane più nulla e rimangono soltanto la desolazione, la preoccupazione, la rabbia. Tutti sentimenti che stanno prendendo possesso delle persone e che anche se non giustificano le manifestazioni” a volte violente” che si stanno mettendo in campo, forse si possono in parte comprendere. Ma, anche inaspettatamente nella scelta della data, è arrivata la riapertura totale di tutte le Regioni, senza obbligo di quarantena, a partire dal 3 giugno e l’atteggiamento “positivo” del Governo potrebbe far ben sperare anche perché viene sostenuto dal monitoraggio sanitario che consegna i territori “sotto controllo” per il contrasto della pandemìa. Questo, sicuramente, dà conforto ed una parvenza di tranquillità a tutti i cittadini che possono finalmente ricongiungersi con le famiglie residenti in altro luogo, ma anche e sopratutto per le attività che riprenderanno il loro cammino insieme alla popolazione che si deve rendere conto della nuova vita da affrontare.

Un ostacolo primario e senz’altro ostico, forse più mentale che pratico, sarà girare vedendo mascherine ovunque, cosa che non fa dimenticare neppure per un attimo l’angoscia di questa terribile epidemia: ma indubbiamente uno strumento indispensabile che, quindi, andrà usato ancora per un po’ per salvaguardare la salute di tutti. Nel frattempo, però, bene per la riapertura delle Regioni, ma ancora esistono aziende che sono attualmente chiuse nonostante tutto si riapra: quelle che si occupano di gioco lecito. Quindi, via libera tra i territori regionali, ma il gioco continua a rimanere ermeticamente chiuso: riprende il campionato di calcio, ma le agenzie legali delle scommesse rimangono con le serrande abbassate. É proprio questo per cui si è usato il termine “anacronistico ed obsoleto”: si guardano ancora queste imprese che sono ferme al palo, senza introiti, con tante spese e quel che è peggio, lasciando tutto il guadagno ed il mercato in mano alle organizzazioni criminali che sicuramente “ne stanno facendo un buon uso”. Però, aver aperto le “frontiere Regionali” e continuare ad ostinarsi invece a non affrontare la riapertura delle attività di gioco pare veramente incomprensibile ed assurdo, considerando oltre tutto la diminuzione dei contagi ed il controllo sanitario che si riesce a tenere sui rispettivi territori.

Se si continua con questo atteggiamento, purtroppo, si può facilmente prevedere un crollo occupazionale inevitabile e se si guarda in modo specifico, per un attimo, al mondo del gioco si deve aggiungere che il settore è anche al di fuori dal piano della Cassa Integrazione che si va ad esaurire proprio in questa prima settimana di giugno. Comunque, non si capisce la motivazione precisa per cui i giochi devono stare chiusi, poiché il Governo non ne ha dato giustificazione se non all’inizio quando ha inserito i giochi nei settori “non essenziali e di rischio medio-alto”. Ma ora, dalla fase iniziale sono passati addirittura mesi e la pandemìa sta consegnando dati positivi e controllati: ma l’Esecutivo Giallo-Rosso continua a negare la libertà al “suo” gioco pubblico. Ed ancora c’è di peggio: qualora il Governo centrale desse il via libera, ci sono Regioni, come la Lombardia, che già hanno ordinato il loro divieto di riapertura ai giochi a livello locale. E come si sa la Lombardia ha sempre avuto un “occhio di riguardo” per il settore! Quindi, anacronistico od obsoleto od ancora di più completamente assurdo, ma il mondo del gioco è ancora lì, fermo ed aspetta.

Giugno 18, 2020: •
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