La chiusura del gioco pubblico andrebbe rivista

chiusura del gioco pubblico italiano

Meno male che i rappresentanti del mondo del gioco e dei nuovi casino, almeno a livello regionale, riescono a farsi sentire: cosa che, peraltro, non accade con il Governo centrale con il quale il confronto risulta sempre più ostico ed improponibile non certo per volontà degli operatori del gioco che si sono sempre dimostrati disponibili ad eventuali incontri. La Regione Abruzzo e la Regione Toscana sono quei due territori che prima di altri sentono le vere problematiche del settore ludico che continua ad aspettare una ripartenza che è slittata, si spera, in prossimità della metà di giugno: ma niente date certe, soltanto illazioni e voci di corridoio che non trasmettono sicuramente certezza e tranquillità a tutta la filiera. Intanto, gli operatori, dal canto loro, hanno già approntato, già da tempo, i protocolli per il contrasto al Coronavirus che potranno essere applicati nei vari punti di gioco per la riapertura in tutta sicurezza: sia per le stesse imprese ed i loro dipendenti che, naturalmente, per i giocatori che non vedono l’ora di ricominciare a giocare.

Neppure il dimostrare che il settore “è pronto a ricominciare”, però, ha convinto l’Esecutivo a prendere in esame la possibilità di una ripartenza e questo non pare giusto dato che le attività di gioco sono state le prime ad essere state chiuse dall’inizio della pandemia ed i danni economici che stanno subendo tali aziende non possono continuare ad essere tenuti sotto silenzio. Ovviamente, ai danni economici si accompagnano quelli relativi all’occupazione che sta diventando preoccupante visto l’elevato numero di lavoratori che “muove” il settore. Comunque, considerato che l’atteggiamento del Governo centrale persiste, e di gioco proprio non se ne parla, l’assessore abruzzese ha invitato lo stesso Governo a ripensare alla chiusura delle sale da gioco e delle agenzie di scommesse. Questo ultimo comparto, ovviamente nell’illegalità, e rimasto particolarmente “movimentate”, aperto al pubblico anche durante il lockdown e, purtroppo, non contrastato dalle Forze dell’Ordine che non riesce a tenere tutto sotto controllo, ma cosa che comporta una esplosione di assoluta concorrenza sleale nei confronti del gioco lecito che per decreti istituzionali non ha potuto funzionare.

É evidente che le scommesse illegali, seppur sino a poco tempo fa i campionati fossero ancora bloccati, sono riuscite a continuare le loro attività poiché la criminalità organizzata è riuscita persino ad organizzare eventi, ovviamente illegali, sui quali scommettere. Questo denota con quanta sicurezza l’illegalità si stia presentando sul mercato, sostenuta da quella liquidità che, purtroppo, le imprese lecite in questo periodo non riescono ad avere non potendo materialmente lavorare. In ragione di tutto questo, la Giunta abruzzese sarebbe intenzionata a portare questa tematica anche in altri territori che “sentono” il problema della filiera del gioco: in effetti, anche Toscana e Veneto si faranno sentire nei confronti del Governo centrale come parte diligente nell’interesse del gioco in modo da poter arrivare alla riapertura delle attività ludiche, magari prima della data presunta del 15 giugno, data neppure certa. Eppure, ad oggi, hanno aperto i battenti quasi tutte le attività: perché il gioco pubblico ancora no?

“Ci piace” ricordare che il mondo del gioco è composto da tantissime piccole e medie imprese gestite da imprenditori seri, professionali e super controllati, da tanti lavoratori, e quindi da tante famiglie: è un settore che ha sempre versato importi rilevanti nelle casse dell’Erario, ma sopratutto è composto da tutte persone oneste e lavoratrici che proprio perché appartengono ad imprese “Riserva di Stato” devono sottostare a regole strette e precise. Sono aziende che su tutto il territorio nazionale sono rimaste chiuse da quasi tre mesi dove hanno visto eliminare gli introiti ed aumentare le spese: con la beffa ulteriore di vedere un provvedimento istituzionale che decreta un aumento della percentuale sulle scommesse da “consegnare” al Fondo Salva-calcio per sostenere le “povere aziende calcistiche”. Lo Stato ha deciso un aumento della tassazione su di un comparto che è blindato da mesi e che ha avuto zero introiti. Se non ci fosse da preoccuparsi seriamente, verrebbe davvero da ridere: promettere una tassazione su di un comparto completamente fermo appare veramente improponibile ed insostenibile.

Anche per questo, sono giorni che gli operatori del settore manifestano, così come tanti altri settori ai quali il Governo ha fatto tantissime promesse, mai mantenute o meglio, mai arrivate ai destinatari. Il gioco d’azzardo pubblico espone richieste più che legittime: poter riaprire sulle basi di protocolli che al momento sono mancanti da parte del Governo, ma che i rappresentanti del settore ludico hanno già approntato da tempo, chiedendo di riaprire in sicurezza. A questo punto, è ovvio che con le manifestazioni si richieda anche di modificare alcune parti fiscali ed i bandi di gara per le concessioni: e forse, con questa riapertura, si potrebbe salvare una parte del settore, e forse anche il bilancio dello Stato che attinge sempre e comunque alle risorse ludiche. Ma, obbiettivamente, sarà difficile per il gioco riprendersi dopo più di due mesi di chiusura senza alcuna risorsa messa a disposizione dal Governo centrale che dovrebbe tenere presente che la chiusura del gioco legale andrebbe riqualificata, poiché sta aiutando la criminalità ad acquisire sempre più mercato, ora che le sale da gioco legali sono ermeticamente chiuse.

Ma, oltre al perdurare della chiusura ed ai danni che ne discendono, si affianca la difficoltà delle imprese purtroppo di qualsiasi settore, di accedere al credito, cosa nella quale il gioco è sempre stato penalizzato fortemente per una falsa etica e per altrettanto falsa moralità da parte degli Istituti di credito. Da questo, inevitabilmente, potrebbe discendere la possibilità che la malavita, che non ha sicuramente problemi di liquidità, vada ad acquisire le attività di gioco legale che sono in crisi: e questo è senz’altro un rischio che lo Stato non si può permettere. Mentre l’Esecutivo dovrebbe tenere presente che la Confederazione Gestori Sale Scommesse, Cgss, ha già stilato un protocollo di sicurezza per cercare di accelerare la riapertura delle agenzie di scommesse, protocollo per affrontare in sicurezza sia dei dipendenti che degli utenti una celere riapertura.

Giugno 15, 2020: •
SitoRecensioneLicenzaVisita
888 casino logo
888 Casino
20€ Gratis + 500€
legale aams
Visita
snai casino logo
Snai Casino
10€ Gratis + 1000€
legale aams
Visita
starcasinò logo
StarCasinò
125 Giri + 1000€
legale aams
Visita
leovegas casino logo
Leovegas Casino
225 Giri + 1000€
legale aams
Visita
betway casino logo
Betway Casino
5€ Gratis + 1350€
legale aams
Visita
netbet casino logo
Netbet Casino
10€ Gratis + 1000€
legale aams
Visita
eurobet casino logo
Eurobet Casino
5€ Gratis + 1000€
legale aams
Visita
merkur win casino logo
Merkur Win Casino
15€ Gratis + 1000€
legale aams
Visita
betflag casino logo
Betflag Casino
30€ Gratis + 1.000€
legale aams
Visita
casino.com logo
Casino.com
10€ Gratis + 500€
legale aams
Visita
unibet casino logo
Unibet Casino
100% Fino a 300€
legale aams
Visita
voglia di vincere casino logo
Voglia di Vincere
100% Fino a 1000€
legale aams
Visita