La chiusura del Casino fà male a tutta la città di Campione

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Quando si parla di Campione d’Italia è per sin troppo ovvio pensare che la mente si riconnetta, immediatamente, alla Casa da Gioco ed al casino su internet di quell’amena cittadina: ma questo bel pensiero, purtroppo, non ci porta anche a ricordare, in modo particolare in questo periodo, il destino dei cittadini che abitano e compongono quella città, che hanno gravitato nelle “sfere” del Casinò campionese e che sono stati loro malgrado coinvolti nella sua chiusura e nel suo fallimento. In pratica, un’intera comunità risulta quasi essere “dipendente” dalla struttura di gioco che, chiudendo i battenti, ha messo “sulla strada” i suoi 480 lavoratori diretti ed altri segmenti che dipendevano dallo “stato di salute” di questa Casa da Gioco tricolore. Situazione e “stato di salute” che stanno facendo parlare di sé,anche a livello internazionale, per tutti i risvolti che la sua chiusura ha coinvolto e che sta preoccupando, e non poco, gli abitanti di quel territorio. Infatti, la manifestazione che si è svolta in questa settimana davanti al Municipio di Campione d’Italia è stata messa in campo per chiedere un intervento urgente da parte dell’Esecutivo Giallo-Verde e, sopratutto, per tentare di avere la solidarietà del resto d’Italia che pare essersi dimenticata di “questo atipico pezzo d’Italia”.

In quell’occasione tanti occhi erano puntati su Roma per vedere se vi fosse la presenza di qualche politico “vicino al gioco” che potesse sostenere le richieste dei cittadini e del Casinò campionese, presenza che avrebbe potuto aiutare a portare avanti le esigenze di questo “pezzo d’Italia” in territorio svizzero. Ciò nell’attesa, anche, della sentenza del Tar del Lazio in merito al ricorso presentato dai dipendenti del Comune di Campione d’Italia contro il radicale taglio all’organico disposto dal sindaco di allora, ai sensi della normativa nazionale in materia di Comuni in stato di dissesto: ma senza dimenticare che in quella manifestazione si percepiva nettamente il nervosismo per l’attesa del decreto di nomina del Commissario straordinario per il Casinò. Quello che si può aggiungere è che il messaggio che la piazza ha voluto mandare alla politica è che quando si parla di Campione d’Italia si deve recepire che si parla di una comunità che attualmente versa in una situazione di emergenza sociale e di “tenuta dei servizi” e comunità che cerca solidarietà dal resto d’Italia e che non vuole essere dimenticata.

Questo “non abbandonateci” ed appellarsi alla “solidarietà italica” discende anche, come già accennato, dall’ennesima fumata nera del Consiglio di Ministri di venerdì scorso dove non è uscita l’attesissima nomina del Commissario Straordinario che dovrebbe studiare le soluzioni per riaprire eventualmente il Casinò di Campione, ormai chiuso dallo scorso 27 luglio 2018, data nella quale è stato dichiarato il fallimento della Casa da Gioco da parte del Tribunale di Como, per insolvenza della sua società di gestione. Cittadini e lavoratori disperati, di conseguenza, si sono riuniti per appellarsi al resto d’Italia ed alle istituzioni per ricordare i tanti motivi del loro disagio che coinvolge anche altre strutture, oltre al casinò campionese: una scuola materna chiusa dall’estate scorsa, la casa per anziani che chiuderà in questi giorni, pensionati che non ricevono alcun sussidio per riuscire a vivere nel contesto economico svizzero, servizi essenziali azzerati, scuole e locali comunali al freddo ed oltre 200 famiglie che devono fare riferimento al banco alimentare. Se non bastano queste motivazioni per “far muovere” il Governo ed il resto d’Italia cosa bisognerà mai aspettare?

Forse le istituzioni non si muovono perché il tutto riguarda il mondo del gioco? Che, come sempre, non si dimostra argomento di interesse per l’attuale Esecutivo Giallo-Verde in carica anche se riguarda il destino di tanti lavoratori? Comincia effettivamente ad instillarsi il dubbio che sia questa la motivazione, visto che di contro l’Esecutivo per altre “sue particolari promesse” si sta dando un gran da fare come per il Reddito di Cittadinanza! Certo è che la situazione che sta facendo vivere i duemila abitanti di questo comune-fantasma è “ai limiti” ed il Comune di Campione d’Italia sembra proprio un territorio dimenticato dal resto dell’italico Paese e trattato quasi con indifferenza, il che è ancora peggio! Dai media in realtà, non è stato dato particolare risalto a questa situazione che stanno vivendo i cittadini campionesi o, quanto meno, si è parlato soltanto della questione che riguarda direttamente il Casinò, ma purtroppo non di tutto ciò che vi gravita attorno. Forse solo in conseguenza di questa “mancata comunicazione” potrebbe essere capibile questo “silenzio”, questo disinteresse e questa mancata solidarietà che in altri territori ed in altri tempi è stata data con il cuore dal resto dell’Italia.

Ma bisogna sottolineare, se ancora ve ne fosse bisogno, che anche l’attuale politica italiana non è per nulla solidale con Campione d’Italia: ma più che essere solidale (termine forse che viene usato molto poco per quel comparto) la politica dovrebbe affrontare seriamente questa problematica campionese e trovare una soluzione: non serve dire che si nominerà un Commissario che studierà il percorso da effettuare per riaprire il Casinò quando, poi, si continua a tergiversare sulla nomina. La comunità campionese, pur avendo questi problemi che la stanno mettendo in ginocchio, sta mantenendo un contegno ed un atteggiamento molto dignitoso che, però, sta quasi scemando cedendo il passo alla disperazione perché sono tantissimi mesi che questa situazione si trascina, diventando sempre più pesante ed insostenibile. Troppe persone non prendono gli stipendi da mesi ed è evidente che questo non sia più affrontabile. La comunità di questo pezzo di Italia in Svizzera non può indubbiamente essere dimenticata né dalla politica, né dal resto dell’italico territorio: per questo si invitano i politici ad attivarsi perché la situazione attuale non degradi ulteriormente, ma oggi ci vogliono fatti e non più parole. Ne sono state spese troppe e ad oltranza.

Marzo 4, 2019: •
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