In Uk cliniche specializzate sul gioco problematico

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Non finiremo mai di dire che il Regno Unito ha, senza ombra di dubbio, qualcosa da insegnare a tutto il resto del Pianeta per quanto riguarda la gestione del gioco d’azzardo, le sue imprese ed i giocatori che ricercano per divertirsi questo sano intrattenimento. Non è che, ovviamente, su quel territorio il gioco sia tutto rosa e fiori perché le derive che il suo abuso possono provocare se non ci si approccia con responsabilità e consapevolezza si incontrano anche sul territorio inglese, ma il concetto di prevenzione e di cura dei giocatori problematici viene affrontato con “più piglio e velocità” e, se ci si permette il termine, anche “con più voglia di intervenire seriamente”. Ecco, quindi, che “ci piace” sottolineare e sollecitare l’attenzione di chi ci legge sull’iniziativa di una prima clinica per la cura del gioco problematico, progetto nuovo della Sanità britannica che ha senz’altro a cuore la salute dei suoi giocatori, ma anche che rispetta il lavoro delle imprese del settore.

Questa esperienza, oltre tutto, può essere un ulteriore esempio ed un insegnamento per le altre realtà al fine di riuscire meglio ad intervenire e ad “impreziosire” i rapporti tra le istituzioni di ogni diverso luogo e “l’esercito dei giocatori”, compresi purtroppo coloro che si fanno coinvolgere dalle loro pulsioni ludiche. Forse, questa iniziativa e questo progetto “forti” sono la conseguenza di un report della Uk Gambling Commission che ha reso pubblico il dato che ci sono 55mila bambini classificati soggetti a rischio di gioco problematico in Gran Bretagna e 450mila che, invece, giocano regolarmente. É un dato assolutamente da tenere sotto controllo che ha mosso le coscienze di industria del gioco ed istituzioni per dare risposte concrete a questo fenomeno sociale che non deve passare inosservato nel modo più assoluto. Probabilmente, proprio dalla conoscenza di questo dato, quindi, è dovuto questo intervento ed è nata la creazione di una clinica denominata National Problem Gambling Clinic, a Londra, che è compresa in una nuova rete di servizi nell’ambito di un piano a lungo termine di Nhs (National Health Service) per la cura ed il contrasto del gioco problematico.

La struttura, che è la prima per il gioco d’azzardo e per i siti di casino rivolta ai ragazzi, offrirà assistenza specialistica per giovani dal 13 ai 25 anni. Non si può negare che il progetto sia stato messo in atto proprio in relazione alla preoccupazione crescente legata all’aumento considerevole dei siti di gioco online, che tutti i “giovani giocatori” possono raggiungere a mezzo degli strumenti tecnologici che oggi sono sempre in loro possesso, vuoi per studio vuoi per intrattenimento. Ma questi giochi, ovviamente, sono spinti da pubblicità in modo particolare mirate alla parte più giovane della società attuale che, secondo molti, starebbero alimentando una problematica rilevante proprio tra i giovani. Il progetto di questa “clinica speciale” mostra quanto nel Regno Unito si prenda seriamente la minaccia della dipendenza da gioco. rilevata anche tra i giovani. con la conseguente possibilità di incorrere nel gioco problematico e nello stress, nella depressione e nei problemi di salute mentale che stanno crescendo troppo in fretta e con un numero sempre maggiore di famiglie coinvolte.

L’industria del gioco d’azzardo, nel Regno Unito, mette in campo una spesa di 1,5 miliardi di sterline a mezzo di campagne pubblicitarie e di marketing, ma ha speso solo una piccola parte dei propri ricavi per aiutare le persone a gestire il personale malessere discendente dall’abuso del gioco. Nhs England, quindi, ha chiesto un prelievo obbligatorio per le società di scommesse, ponendo anche nei loro confronti una forte critica relativa alla pressante pubblicità online ed in TV per “pompare” i prodotti, pubblicità come detto mirata particolarmente nei confronti dei giovani. Alcuni bookmaker, i più importanti e più precisamente William Hill, Ladbrokes Coral, Paddy Power Betfair, Skybet e Bet365, hanno “risposto positivamente a questa richiesta” e si sono impegnati ad incrementare il loro contributo a 60 milioni di sterline entro cinque anni: questa mossa da parte delle imprese di gioco è stata molto apprezzata, seppure anche nel Regno Unito si tenda a criminalizzare l’industria di settore, colpevole di uno sfruttamento aperto e clamoroso di coloro che “dipendono dal gioco”, di qualsiasi età essi siano.

Certamente, questo punto di vista di “colpevolezza” non è unanime, ma esiste una corrente abbastanza sostenuta che detiene e porta avanti questo pensiero e questa convinzione. Come si è detto in apertura, anche se nel Regno Unito i rapporti tra il Regolatore ed il mondo del gioco d’azzardo è senza dubbio più scorrevole che nel nostro Paese, le problematiche che il gioco racchiude in sé sono le stesse che si riscontrano anche da noi e lo stesso territorio inglese è toccato da gravi episodi, taluni anche molto toccanti, che hanno coinvolto giocatori disperati che sono arrivati a gesti estremi: per l’opinione pubblica ancora non è abbastanza quello che si sta mettendo in campo per contribuire a campagne per la prevenzione del gioco problematico, per curarlo e neppure per sopperire alle richieste di sostegno che le famiglie di coloro che soffrono della dipendenza dal gioco richiedono alle istituzioni.

Le imprese di gioco stanno facendo “qualcosa”, ma avendo guadagnato tantissimo dovrebbero intervenire in modo più impegnativo con una eventuale tassa obbligatoria annuale sui loro utili, che peraltro sono stati ottenuti “in modo facile”, sfruttando le pulsioni “alterate ed a volte compulsive” dei giocatori. Per tornare poi al “centro” di questo articolo, la clinica per i giovani sofferenti il gioco problematico, per il momento, è solo una ed è a Londra: ma il progetto si svilupperà con l’apertura di circa 14 cliniche disponibili in tutto il Paese e, come già evidenziato, faranno parte di un progetto più vasto ed anche di strategie particolarmente mirate alla cura del gioco problematico nei giovani e nei giovanissimi. Progetto, non si può negare, indubbiamente ambizioso e di grande sostegno per il sociale e di questo bisogna proprio darne atto e, sopratutto, imparare.

Luglio 12, 2019: •
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