In molti paesi il gioco d’azzardo ha seri problemi

gioco ha seri problemi non solo in italia

In pratica sino a qualche anno fa, e prima dell’emissione del divieto della pubblicità ai giochi con vincita in danaro ed alle scommesse online, il nostro mondo del gioco appariva anche agli occhi degli operatori esteri uno dei migliori settori a livello europeo per la sua organizzazione e per le sue normative. Infatti, sino ad allora esistevano parecchi operatori che, sicuri del nostro mercato ludico, provvedevano ad investirvi vedendone un domani radioso. Erano veramente “tempi in cui tutti vivevano felici e contenti”, o quanto meno la filiera del gioco sembrava scorrere nelle sue attività con grande soddisfazione, pur dovendo lottare contro le tantissime norme restrittive emesse dalle Regioni e dagli Enti Locali. Però, sino a quel preciso momento, il gioco nonostante una vita commerciale difficoltosa, rappresentava con destrezza e tanta professionalità l’offerta del prodotto di Stato. Ma come per incanto, e purtroppo non solo sul nostro territorio, il settore ha cominciato ad essere letteralmente bersagliato con norme più che ostative che ostacolano il percorso dei vari segmenti del gioco, rendendo poco remunerativo continuare ad occuparsene.

Eppure si parla di aziende legali che rappresentano lo Stato e che dovrebbero avere una sorta di binario privilegiato e non dovrebbero essere assolutamente ostacolate come troppo spesso è accaduto, special modo da quando nel nostro Paese esiste l’attuale “Esecutivo a quattro mani” che in “entrambe le diverse colorazioni” non sta suscitando favorevoli pareri. E poi è arrivata la pandemìa ad aggravare tutto, e non ve ne era proprio bisogno, ma questo ovviamente non solo nel mondo dei giochi e dei migliori casino in italia, ma ovunque nel Mondo! E proprio questo rapporto equanime che sembra livellare tutti gli Stati sta sviluppando nei confronti del gioco d’azzardo un clima, atteggiamenti e comportamenti confusi che lo mettono sullo stesso piano in tutte le realtà territoriali. Sembra che vi sia un accordo sotterraneo per il quale “tutti contro uno” e si sviluppano iniziative e strategie quasi per non far tirare su la testa al settore ludico, come fosse oggi un acerrimo nemico dal quale bisogna assolutamente difendersi.

Ecco il motivo per il quale, ancora una volta, si sta usando il vecchio detto “Tutto il Mondo è Paese” che spesso “ci piace” usare: il gioco d’azzardo è “uno”, ma viene trattato in identico modo ovunque. Purtroppo, quasi sempre male, tranne forse nel Regno Unito dove da tempo il settore ludico è molto considerato, normato in modo perfetto, utilizzati i suoi introiti: insomma, trattato come un qualsiasi altro settore di servizi. Ma queste righe vogliono riferire di ciò che oggi sta accadendo in Svezia, che generalmente è all’avanguardia nel sociale, libera ed a volte anche insolita nelle sue decisioni. L’emissione di nuove leggi sul gioco sta creando molta confusione, cosa che sta indirizzando i giocatori verso il gioco illegale, più libero da normative più o meno chiare, più remunerativo nelle quote e, senz’altro, meno confuso di quello lecito che sta allontanandosi purtroppo dal “suo popolo”. Infatti, purtroppo, queste nuove restrizioni sui giochi stanno mettendo gli operatori svedesi in uno stato di estrema confusione.

Si pensava fosse il gioco italico portatore di “assoluta incertezza e confusione nel gioco”, particolarmente dopo l’emissione del divieto della pubblicità che ha gettato il mondo del gioco a percorrere strade asperrime per sopravvivere senza la stessa pubblicità e forse, anche qui nel nostro Paese, si è spinta l’utenza dei giocatori verso il gioco illegale. Per quel che riguarda la Svezia si vuole parlare dell’associazione degli operatori online che ha recentemente sollecitato l’Ispettorato del gioco a chiarire la situazione in merito al nuovo limite di deposito che è stato da poco introdotto. La stessa associazione informa che le varie società di gioco d’azzardo hanno interpretato non in modo univoco il nuovo regolamento che appare alquanto affrettato, cosa che sta destando una terribile incertezza nei confronti dei giocatori e non solo. Era già stata informata la società controllata dallo Stato sulle criticità del nuovo regolamento che non tiene affatto conto di fatti e valutazioni realistiche e comprovate e che tutto ciò avrebbe rischiato di provocare una confusione terribile sia per le stesse società di gioco, ma sopratutto nei giocatori.

Ovviamente, il settore teme che questo porterà i giocatori a rivolgersi verso gli operatori illegali e questo sarebbe un autentico autogol da evitare: di fatto, appare lo stesso comportamento che è avvenuto in Italia dove per voler tutelare la cittadinanza “ad oltranza” con strumenti di ogni genere risultati oltre tutto assolutamente inefficienti, si è finito con il compromettere l’intero italico mercato legale a totale beneficio di quello illegale che prospera in modo esponenziale. Quindi dalla sicurezza del cittadino si passa a traghettare i consumatori sul mercato illecito! E così pare stia succedendo in Svezia, dove sono state introdotte modifiche sul gioco online durante la pandemìa che sono state immediatamente criticate non solo dagli operatori, ma persino dall’Ispettorato Svedese dei giochi, designato all’attuazione delle regole. Dunque, incertezza totale sul come integrare le regole sulle normative svedesi in essere: così molte aziende hanno pensato di porre un limite ai propri prodotti di gioco comprendendo anche gli sport e le corse dei cavalli, nonostante questi segmenti non rientrassero nel nuovo regolamento.

Però, considerato che la nuova normativa comporta sanzioni rilevanti, gli operatori hanno comunque fatto un passo indietro e si stanno comportando con estrema prudenza, in un momento già particolarmente critico a causa della crisi economica planetaria conseguente al Coronavirus. In pratica, accade però che i prodotti di gioco legali siano diventati molto meno appetibili di quelli proposti dall’offerta border online che continua ad essere molto richiesta, special modo durante il lockdown che anche in Svezia viene seguito, nonostante all’inizio questo strumento non venisse usato come in altri Paesi: ma anche quella realtà ha dovuto arrendersi al cammino della pandemìa che non ammette confini. Bisogna senz’altro riconoscere che l’offerta border online anche in Svezia risulta difficile da contrastare, motivo per il quale sembrerebbe più giusto, come si dovrebbe fare anche nel nostro Paese, mantenere “il baluardo dell’offerta pubblica” che rappresenta in modo assoluto la legalità sul territorio, di qualsiasi realtà si tratti.

Agosto 1, 2020: •
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