In Italia gli Esports sono ancora agli inizi

esports nel mondo

Sinceramente, ancora oggi non si comprende perché parlare del mondo del gioco d’azzardo (e dei migliori siti di casino on line) sembra di aver a che fare con un settore “illegale” o comunque “non corretto”: quindi, tutto ciò che vi gravita attorno appare avvolto in una sorta di “nuvola nera” nella quale destreggiarsi, anche quando si riescono ad avere nuove idee che potrebbero, se ben gestite, portare a buoni risultati. Ma quando si parla di “giochi” risulta ancora essere presente una sorta di “retaggio morale” che rende tutto difficile e complicato da portare avanti e da realizzare. E quando si parla di organizzare qualcosa di nuovo nel mondo dei giochi, parlando sopratutto ed espressamente degli eSports, ecco che ci si deve confrontare con la regolamentazione ludica che non è per nulla chiara e dettagliata e che lascia ad “interpretazioni personali” le norme vigenti: e questo, indubbiamente, non è un bel gestire e neppure un bel vivere a livello commerciale e finanziario.

Quindi, prima di parlare di eSports, la novità ludica del momento che all’estero è già parecchio avanti rispetto al nostro italico mondo dei giochi, bisognerebbe fare assolutamente chiarezza legislativa anche in questo comparto e, considerando che si sta aspettando da tempo un riordino nazionale dei giochi da parte del nostro attuale Esecutivo Giallo-Verde, le speranze cominciano ad affievolirsi anche se, nel cuore di chi ama il gioco d’azzardo, si sa che questo riordino “s’ha da fare”, altrimenti andrà a morire un settore che da anni contribuisce a sostenere l’economia del nostro Paese. Ma, tornando agli eSports che stanno coinvolgendo sempre più soggetti che non solo vi partecipano attivamente, ma anche che vanno ad assistere ai tornei che vengono organizzati e seguono in internet “l’allargamento” di questo segmento del gioco, in Italia sviluppano cifre ancora piccole e, probabilmente, anche per questo gli interessi degli investitori sono a tutt’oggi piuttosto “tiepidi”.

Non solo: chi, invece, vi ha già investito forse teme anche di “fare brutta figura” visti i risultati economici che certamente non sono eclatanti. Se, poi, le italiche cifre vengono pure confrontate con i fiumi di dollari di altri tipi di sponsorizzazioni… il gioco è fatto e da qui, probabilmente, discende il “riserbo” degli operatori degli eSports che in cuor loro, forse, ritengono il “loro lavoro sminuito”. Meno male, però, che gli stessi si ricordano che il mondo videoludico nel nostro Paese è ancora all’inizio e, quindi, i paragoni che si vogliono fare con l’estero sono “quasi inutili”, poiché la nostra realtà è ancora piccola e supportata da piccoli investimenti, ma che sta acquisendo con il trascorrere del tempo sempre più dignità. Si potrebbe dedurre che per crescere, in qualsiasi altro settore che non sia precisamente quello videoludico, l’importante è avere il coraggio e la capacità di affermare che i “guadagni ci sono, ma sono pochi”.

Questo non risolve il problema, ma fa accettare la potenzialità attuale degli eSports che, senza ombra di dubbio, possono rappresentare “il domani del gioco” e segmento nel quale bisognerebbe proprio credere, visti i risultati che all’estero si stanno ottenendo. Ma è evidente che proprio all’estero i capitali investiti sono ben diversi da quelli che “girano in questo settore” nel nostro Paese, ma anche che all’estero le regolamentazioni su questi giochi non sono così nebulose come sul nostro territorio e lo sviluppo e gli investimenti riescono ad essere meglio gestiti dentro un perimetro ben definito e, sopratutto, chiaro. Sì, perché non solo nel gioco “normale” non c’è trasparenza, ma anche negli eSports: proprio per questo esiste questa specie di “freno a mano tirato per gli investimenti” in questo specifico comparto. Ma se non esiste chiarezza nel settore ludico, e nella sua regolamentazione, bisognerebbe che le imprese che si stanno occupando di eSports facciano la loro parte: e questo deve avvenire con una comunicazione chiara e precisa, priva di timidezza.

Una comunicazione che faccia ben comprendere chi sono le aziende che in questo segmento vorrebbero investire, cosa che farebbe percepire con esattezza il valore effettivo di quello di cui si parla. Sarebbe un primo passo per far conoscere meglio le imprese che vogliono “buttarsi” negli eSports, vedendo in questo un business per il futuro, sfruttando anche le esperienze di altri Paesi che potrebbero aiutare il nostro a crescere ed acquisire nozioni già collaudate. Special modo ora che anche l’Italia ha una sua “dimensione eSportiva”, forse si possono evidenziare meglio le differenze tra gli eSports del nostro Paese e quelli oltre confine. Si parla di altre realtà che hanno storie già consolidate alle spalle, team più importanti, più organizzati ed anche con strutture più ampie: gaming house con campioni affermati, ma sopratutto partnership di un certo livello e strategie comunicative capaci di attirare i media. Cosa, quest’ultima che nella nostra realtà, sinceramente, manca e non solo per quando riguarda gli eSports, ma per tutto il mondo dei giochi, in generale.

Quindi, in pratica, all’estero si parla di un “giro di affari” per gli eSports, già “interessante economicamente”, non paragonabile a quello che gira in quelli italici. Probabilmente, gli “zeri” si aggiungeranno ed aumenteranno contemporaneamente alle soddisfazioni competitive ed alla crescita di tutto questo sistema. É troppo ovvio sottolineare che serve coraggio, come in tutti i nuovi investimenti, per far capire al resto del Mondo quanto l’eSports valga realmente. Si può solo plaudire, oggi, a coloro che hanno rischiato negli eSports, che continuano a portare avanti il loro percorso e, sopratutto, che stanno lavorando anche “per gli altri futuri imprenditori” che, forse, hanno ancora timore, ma che riescono a guardare a questi “pionieri degli eSports” con ammirazione ed anche, forse, con una punta di invidia. Si vuole chiudere con una perla di saggezza: se non si vuole restare ulteriormente indietro in questa novità ludica, serve muoversi subito e sopratutto ad un livello ben preciso, quello della comunicazione. Il passaggio delle informazioni è essenziale, anzi indispensabile, per poter aprire “tante porte” in questo segmento del gioco ancora italicamente nuovo, ma degno assolutamente di interesse. Non si deve rimanere fermi al palo!

Luglio 10, 2019: •
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