Il silenzio assordante che circonda il Gioco d’azzardo

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Quando il silenzio è profondo, e manca sopratutto di rispetto, fa tanto “rumore” e provoca disappunto, rabbia ed inquietudine perché chi compone il settore dei giochi, comprese le piattaforme legali di casino online, è un insieme di imprenditori di buona volontà, professionali ed accurati: aziende italiche che esistono sul mercato da anni e talune ci rappresentano, con orgoglio, all’estero dove la creatività italiana, applicata anche al mondo del gioco d’azzardo, viene apprezzata molto più che nel nostro Paese. Questa “composizione” di fattori non può creare alcun chè di negativo od immorale: sono soltanto imprese ed operatori che hanno creduto nel business del gioco pubblico, che ci credono ancora oggi, nonostante tutto ciò che si vive nel settore ed a prescindere dalle difficoltà che le attività ludiche possono incontrare con un insieme incongruente di norme e di strumenti ostativi. Ma, in ogni caso, il silenzio regna sovrano davanti a qualsivoglia vessazione o qualsiasi demonizzazione il gioco debba subire.

Solo coloro che amano il gioco, e ciò che rappresenta come intrattenimento, cercano “in proprio”, e timidamente, di far capire quanto possa essere deleterio far sparire la legalità dal territorio nazionale e quanto ciò possa metterlo a rischio dal reinserimento del gioco illegale. Solitamente, quest’ultimo, viene gestito dalla criminalità organizzata che non si ferma ad occuparsi solo di gioco, ma si impegna alacremente anche in altre “cose”, come l’usura od i famigerati “cambi oro” che pullulano sempre di più. Quindi, chi rimane a proporre la legalità del gioco sulla nostra Penisola? I punti di gioco legale vengono spostati nelle periferie dove è già difficile vivere per la mancanza, a volte, dei servizi primari e dove se interviene la criminalità organizzata le cose si complicano ancora di più. Discorsi che si ripetono ormai da mesi ma che, evidentemente, non cambiano i pensieri di alcuno.

Infatti, la Manovra 2020 ha proposto nuovamente un aumento di tassazione sui giochi (il decimo in pochi anni) e tutti se ne sono stati silenti visto che non si è colpito qualche settore “importante”. Sicuramente settori, ritenuti più importanti del gioco pubblico, come la plastica, le auto, le merendine e ciò ha aperto tavoli di confronto ed ha fatto organizzare dibattiti televisivi ad oltranza: mentre il silenzio assoluto regna, nuovamente, per gli ultimi aumenti imposti al gioco. Continua a passare il messaggio “silente” che le imprese ludiche siano gestite quasi esclusivamente da organizzazioni criminali e composte da individui pericolosi: senza riflettere che nel gioco pubblico esistono imprese che propongono intrattenimento e divertimento ad intere famiglie. Nessuno, però, sembra ricordarsi di questo: silenzio. Quando si parla di gioco, inevitabilmente, si rievoca “il demone dell’azzardo e la sua immoralità”.

Soltanto questo ed in modo più sentito da quando al Governo è riuscito ad arrivare il M5S (la parte Gialla dell’attuale Esecutivo) composto per la maggior parte da assoluti detrattori del gioco pubblico, ma che non disdegna le sue risorse. Accaparrarsi risorse sì, ma curarsi del presente e del futuro di quelle imprese che procurano un “mare magnum” di introiti alle Casse dell’Erario assolutamente no! Questa è la giustezza che segue il gioco di Stato in relazione ad altri settori che non solo non sostengono l’economia nazionale, perché talune riescono ad evadere le tasse, ma si lamentano della loro vita imprenditoriale, accusando il Governo per l’attuale situazione economica. Il peso economico della tassazione attuale sulle imprese piccole e medie è indubbiamente rilevante, ma non si parla delle grandi aziende, che riescono a sopportarlo con un giro di affari imponente, anche se a volte anche i “giganti piangono”.

Infatti, si è dato tanto risalto alla plastic tax perché una parte rilevante delle aziende di questo settore ha sede in Emilia Romagna e, quindi. si solo levati gli scudi di quel territorio, attualmente governato dal Partito Democratico, che è intervenuto per evitare “questa sciagura” che si sarebbe ripercossa sull’economia locale. Purtroppo, la stessa Regione non ha tenuto conto della stessa “sciagura” che si sta continuamente concretizzando nelle imprese di gioco pubblico e scommesse, conseguente alle leggi regionali che mettono sempre di più in un angolo le attività ludiche e lecite, aprendo praterie per il reinserimento dell’illegalità e della criminalità organizzata che ne tira i fili. Ma anche qui, per la situazione del gioco, si sente il solito assordante silenzio: quasi che il settore ludico non sia una importante economia e le sue imprese ed i suoi dipendenti non rivestano valore né come imprese, né come uomini.

Silenzio e solo silenzio: anzi, si persevera in queste normative assolutamente dissennate, capestro ed incongruenti per gli obbiettivi che si prefiggono. Non bisogna dimenticare che in Emilia Romagna si sono messi al bando persino gli apparecchi di gioco senza vincita in danaro, asserendo che possano condurre i giovanissimi verso il gioco d’azzardo dei grandi! Ma anche a questa incongruenza si è assistito in silenzio: nessuna testata giornalistica, né alcuna trasmissione televisiva si è presa in carico la situazione delle imprese dell’amusement. Silenzio: nessuno si addentra nel ginepraio del gioco, seguito a norme inconcepibili e da provvedimenti che “tolgono la legalità” dal territorio, salvo magari lamentarsi della presenza della criminalità che continua a crescere. Dunque? Sempre e comunque silenzio?

Nessuno vuole prendersi la responsabilità di fare passi indietro per cambiare le regole, emesse in virtù di una ipotetica salvaguardia della salute dei cittadini, dopo che è stato riprovato, più e più volte, che le norme restrittive non servono proprio a nulla per contrastare il fenomeno del gioco e le sue derive e che certo non contrastano assolutamente il gioco problematico, anzi. Uno dei danni più evidenti che ne discende è quello occupazionale con la chiusura di tante aziende, ma anche la “dichiarazione di fallimento” di tutto ciò che è stato fatto dal 2003 ad oggi dal gioco pubblico per tenere alto il baluardo della legalità. Silenzio: forse non interessa neppure questo. Che continui pure a crescere l’illegalità sul territorio, forse potrà essere un argomento che interesserà tavoli di confronto, sperando che non sia troppo tardi per riportare almeno quella Regione verso una “sanità intellettuale”… Per il resto: silenzio assoluto.

9 Dicembre, 2019: •
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