Il settore bancario diventa un fattore chiave nel gioco d’azzardo

gioco azzardo e banche

Il mondo del gioco d’azzardo, compresi i siti di casino online italiani, si impernia sul danaro, monetine o valuta: qualunque mezzo si usi per soddisfare la voglia di gioco, se non ben gestito, può risultare pericoloso. Più di una volta ci si è esposti, in prima persona, nell’affermare con forza che anche i bancomat oppure le agenzie di “Compro oro” messi nelle vicinanze delle sale da gioco potrebbero risultare deleteri per qualche giocatore che non riesce a dominare la propria pulsione verso il gioco, andando così a creare situazioni disdicevoli ed assolutamente negative che dovranno essere affrontate e gestite con sagacia. Cosa che si potrebbe anche riferire ad altre dipendenze, ma di cui si parla meno da quando i vari Esecutivi hanno preso di mira quasi ed esclusivamente il mondo del gioco d’azzardo. Ma, ritornando al discorso iniziale, si può dire che gli Istituti di credito, in primis, dovrebbero essere quei mezzi che dovrebbero essere ritenuti “chiave” per poter affrontare una parte di gioco problematico.

Anche per questo discorso, si vuole prendere esempio dal Regno Unito che è all’avanguardia nella gestione del rapporto uomo-gioco d’azzardo e Paese che, sino ad oggi, è riuscito ad essere importante riferimento per gli altri Regolatori che magari sono ancora “indietro” in questo tipo di rapporti: ed in questi Regolatori si inserisce anche quello del nostro Paese che ancora ha tante perplessità da affrontare e tantissimi nodi che ingarbugliano la matassa del gioco d’azzardo. Infatti, non si riesce o non si vuole ancora acquisire l’esperienza di altre realtà nella gestione del gioco d’azzardo e non si riesce neppure a vedere quanto una migliore trattazione del fenomeno potrebbe far arrivare a risultati più concreti e meno ostativi per le imprese che di gioco vorrebbero continuare a vivere. Ora, nel Regno Unito, un circuito bancario molto importante, Hsbc si sta muovendo, seppur con cautela per sottoporre a circa 14,5 milioni di propri clienti, la possibilità di autoescludersi dalle transazioni relative al gioco d’azzardo.

Ci si può fermare, bloccando il conto almeno per 24 ore: periodo dedicato a riflettere sulla personale situazione, sulla pulsione del gioco e sull’entità delle eventuali perdite. Insomma, una possibilità offerta dalla Banca di auto bloccarsi… per non finire in rovina! Con questo intervento, ovviamente, si cerca di aiutare i giocatori problematici e sembra giusto che sia offerta ai clienti questa possibilità, considerando il fenomeno del gioco e quanto lo stesso possa trascinare, seguendo le sue pulsioni, in derive preoccupanti per gli stessi correntisti, ma anche per le loro famiglie. L’ iniziativa, realizzata da Hsbc in collaborazione con le associazioni benefiche GamCare e GambleAware, vuole essere una misura “costrittiva, ma con fini positivi” in modo da consentire al giocatore una “breve pausa di riflessione”. É stata anche una risposta alle preoccupazioni che tanti clienti dello stesso Istituto hanno sottoposto relativamente all’impatto sopratutto con il mondo delle scommesse che sta prendendo sempre più piede nelle preferenze dei giocatori.

Il “risvolto finanziario”, che è stato esaminato da Hsbc, si concretizza con una spesa mensile di 52,50 sterline e con più di mezzo milioni di loro clienti che ha effettuato scommesse nello scorso anno. É anche stato preso in esame un numero innumerevole di chiamate effettuate dai propri clienti, come richiesta di aiuto: ed a tale fine è stato provveduto alla formazione del personale addetto alla risposta di queste precise chiamate in modo da far ottenere “soddisfazione” alle richieste. Verranno anche esaminate la carte di credito di coloro che richiedono assistenza, in modo da intervenire in modo specifico, magari con la consulenza di un professionista, nei confronti di chi si ritiene stia scivolando verso il gioco problematico. Questo percorso è stato attentamente studiato per aiutare coloro che cercano di frenare le loro pulsioni, mettendo a disposizione uno strumento tecnologico appunto per bloccare il conto: è un esempio che potrebbe essere applicato da altre realtà diverse da quella del Regno Unito, dove invece il gioco è seguito “molto da vicino”, piace, lo si ricerca ma dove esistono norme e regole ben precise, severe ma trasparenti e dove, sopratutto, il gioco d’azzardo non viene demonizzato come nel nostro Paese.

Oltre tutto, viene anche da considerare che il gioco online non potrebbe assolutamente aver vita senza la presenza dei pagamenti elettronici e l’intervento degli Istituti di Credito: quindi, appare giusto che questi ultimi intervengano ed affrontino in modo più che serio la tutela delle persone e dei loro capitali, mentre sarebbe indicibile che ciò non accadesse! In questo senso, si stanno anche muovendo gli altri Istituti Finanziari, cioè le società di prestiti, che stanno monitorando il loro parco clienti ai quali verranno proposte sessioni di consulenza proprio per i giocatori patologici e questo farà parte di un progetto più a largo raggio che andrà ad interessare tutto il Regno Unito. Però, anche se le società di prestiti si stanno, dunque, attivando ed anche altri Istituti di Credito consentono di bloccare le transazioni relative ad impegni per il gioco d’azzardo, Hsbc con la sua iniziativa rimane indubbiamente “la prima in classifica” e la Banca più grande che “tende la mano” ai giocatori problematici.

Con questa “mano” si sta cercando di “frenare” la spinta compulsiva di taluni verso il mondo del gioco e, per questo motivo senza dubbio sarebbe un’iniziativa da imitare, sperando che anche Istituti similari, ma in altre realtà ed anche dove esistono rapporti conflittuali tra i cittadini ed il gioco d’azzardo, contribuiscano pur andando contro i propri interessi commerciali, a frenare il percorso problematico di alcuni loro clienti che non riescono a gestire bene le loro pulsioni. Si vuole anche “raccontare” che, sempre nel Regno Unito si sono avute sempre più richieste per predisporre una regolamentazione più rigorosa per quanto riguarda il gioco online, compreso il divieto di usare le carte di credito per le scommesse. La società PayPal ha promesso, in conseguenza di queste richieste, di rafforzare i suoi controlli dopo che erano “scappate notizie” relative ad un eccessiva autorizzazione di spesa giornaliera che avrebbe degenerato alcune situazioni relative a giocatori problematici.

Dicembre 11, 2019: •
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