Il popolo italiano è un’inguaribile e tradizionale giocatore

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Prima di tutto bisognerebbe rendersi conto che le vecchie tradizioni ed abitudini non si riescono a sradicare, a meno che non si voglia forzatamente imporre questo fare: ma, a quel punto, non si vivrebbe più in un Paese democratico dove ognuno ha il diritto di vivere la propria vita come crede rispettando naturalmente l’etica generale e gli altri. Ed ancora prima di questo, bisognerebbe rendersi conto che il popolo italiano, di certo pieno di “poeti e navigatori”, è anche composto da giocatori felici di esserlo e che la stragrande maggioranza di queste persone vive il gioco tranquillamente ed in modo spensierato non essendo coinvolto in derive da abuso di gioco: agli italiani è sempre piaciuto giocare, rischiare, azzardare. Purtroppo, se non ci si capacita di questo “sentimento” si continuerà con un’inutile guerra contro il mondo del gioco d’azzardo, ed i vari casino nuovi, che sta rischiando di essere obsoleta, controproducente e che sta costringendo tantissime imprese alla chiusura dei battenti.

L’attuale Esecutivo sembra, invece, non volersi rendere conto di questa situazione atavica ed insiste nel voler proteggere i cittadini dall’immoralità del gioco, continuando a ribadire che il medesimo è sicuramente la piaga del nostro secolo. Discorso e concetto che si continua a “trascinare caparbiamente avanti” e che è riuscito a portare quasi allo sfascio un intero settore che, sino a qualche anno fa, era considerato la terza economia del Paese. Il perché di tutta questa acredine non si può imputare certamente ai dati statistici sul gioco problematico perché è stato riprovato da diversi studi che non sono dati così spaventosi come si vorrebbe far intendere all’opinione pubblica a mezzo di un determinato schieramento politico e da un certo tipo di stampa politicizzata. Di certo, le derive da disturbo da gioco d’azzardo ci sono, ma sono indubbiamente inferiori ai risultati relativi all’abuso dell’alcol, del fumo e delle droghe dei quali si parla troppo poco e contro i quali non è mai esistita una battaglia così cruenta come quella che ancora oggi si sta combattendo nei confronti del mondo del gioco pubblico.

Come pure l’Esecutivo Giallo-Rosso sembra non rendersi conto della presenza “sempre più presente” dei Centri di Trasmissione Dati, CTD illegali, rimasti aperti anche durante il lockdown e che, evidentemente, le Forze di Polizia non riescono a tenere sotto controllo. Quindi, si stanno concretizzando sempre più scommesse illecite legate alla riapertura dei campionati stranieri, e tra poco della nostra Serie A, ed alle corse dei cavalli fatte ripartire recentemente anche nel nostro Paese. In questi CTD le scommesse illegali sono più che presenti, prova ne è il fatto che è intervenuta persino l’Agenzia delle Dogane, in collaborazione con la Guardia di Finanza, che in sintonia hanno portato a termine operazioni di grande portata contro le agenzie abusive, anche per merito ed in conseguenza di tante segnalazioni provenienti dall’opinione pubblica che aveva notato vari movimenti illeciti in questi punti di gioco. Recentemente, sono arrivate anche segnalazioni di locali dove sono perfettamente funzionanti slot machine, ben lontano dall’essere regolarmente collegate alla rete telematica dell’Agenzia delle Dogane.

D’altra parte, il popolo italiano vuole giocare e non essendo disponibili i punti di gioco legali, si rivolge alle scommesse illecite: desidera intrattenersi con le slot machine ed i suoi giochi preferiti? Non trovando le apparecchiature lecite disponibili, vira per divertirsi verso quelle illegali, senz’altro anche con qualche “scrupolo morale”. Però, la voglia di gioco e di divertimento oggi è tanta ed ecco spiegato perché questi centri raccolgono così tanta clientela: quindi scommesse illegali, quindi partite infinite magari senza alcuna precauzione per quanto riguarda i protocolli per il contrasto al Coronavirus! Ma una parte del Governo, evidentemente, non vuole ammettere che i suoi cittadini ricerchino così tanto il gioco d’azzardo che piace a tanti che trovano, comunque, il sistema per accontentare i propri desideri: se fossero aperti i punti di gioco legali, e rappresentativi dello Stato, tutto ciò non succederebbe. Ma l’Esecutivo non cede: attività di gioco pubblico chiuse ed attività illegali “rigorosamente” aperte.

Chissà se ora, visto che ripartirà la Serie A, seppur a porte chiuse, l’Esecutivo penserà di riaprire almeno le agenzie di scommesse. Così, almeno, si eviterebbe che questo comparto venga “sfruttato” unicamente dalla criminalità organizzata e penalizzi ulteriormente il gioco pubblico. Ma qualche dubbio purtroppo, nel cuore, il gioco ce l’ha e continua a sentirsi discriminato: aspetta eventuali, possibili decisioni relative alla riapertura di tutto il mondo dei giochi con le sue sale da gioco, le sale bingo ed, ovviamente, le agenzie delle scommesse. Ma sino a dopo la metà di giugno non se ne parla… se tutto andrà bene! Certi comportamenti poco responsabili, infatti, avvenuti qualche giorni fa, non depongono a favore del contenimento del contagio: si spera soltanto che la poca consapevolezza di qualcuno non penalizzi tutti gli altri e, sopratutto, coloro che si sono attenuti scrupolosamente alle regole. Compresi, ovviamente, quei negozianti che hanno messo le attività in regola con i protocolli, che hanno aperto sperando di riprendere la propria attività, seppur limitata dal distanziamento sociale.

E magari attività che oggi si trovano penalizzate da quei comportamenti di poca responsabilità. Nel frattempo, le imprese che sono ancora chiuse, come quelle del gioco, devono confrontarsi con l’illegalità che continua a guadagnare, e “rubare” gli incassi alle attività legali che devono stare alla finestra a vedere questo degrado del mercato e del territorio. Anche perché risulta palese che, in questo momento, è difficile controllare l’intera Penisola per tentare di arginare l’illegalità che progredisce per l’incapacità e la mancata volontà di prendere la decisione di riaprire le attività di gioco lecito, bloccandone così l’intera filiera. Intanto, i giocatori bene o male un posto per “accontentare” le proprie voglie lo trovano: che sia legale o meno poco importa, o comunque dopo due mesi di lockdown può essere comprensibile che si riversino dove trovano la possibilità di farlo. Dovrebbe essere compito dell’Esecutivo mettere la legalità al primo posto, a disposizione dei cittadini anche per non metterli in pericolo e per assicurare un gioco sicuro, responsabile, tutelato. É chiedere troppo?

Giugno 12, 2020: •
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