Il mondo del gioco si stà ribellando alle istituzioni

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Sta diventando un appello generale da parte di tutte le associazioni che tutelano le imprese, i tabaccai, i ricevitori, gli operatori del gioco, compresi i migliori siti legali di casino, in generale: è inderogabile il riordino nazionale, sistemare i distanziometri di varie misure ed anche le fasce orarie di accensione. Tutta questa confusione che regna sul mercato sta mettendo il mondo del gioco in estrema difficoltà e non si riesce più ad offrire ciò che tanti cittadini richiedono: il divertimento legale, che li tutela e che li intrattiene nella serenità e nella sicurezza del gioco lecito. É arrivato il momento, ben scandito dagli ultimi eventi sul gioco, “che avverte che di tempo il settore ludico non ne ha più” e si deve trovare il sistema per rimettere in moto quel mercato che da sempre è stato un sostegno più che tangibile per la nostra economia nazionale e che rischia, quasi, di dissolversi. Eppure, l’Esecutivo Giallo-Rosso ha già messo in conto gli introiti che pensa di poter “raccattare” dal gioco pubblico con la Manovra 2020 e non si è posto neppure minimamente il problema che questa volta ciò potrebbe anche non accadere.

La voce forse più forte che si fa sentire è quella della Fit, Federazione Italiana Tabaccai, che si auspica la proroga degli effetti della Legge Regionale sul Gioco in Emilia Romagna: onestamente, bisogna dire che non è più possibile tollerare che tanti operatori, riserve di Stato e che quindi operano per suo conto, possano essere messi in difficoltà, quando addirittura non messi al bando dai propri territori, da Leggi legiferate da amministrazioni locali in modo autonomo. Questa “storia” è evidente che si ripresenta su tutto il territorio nazionale, ma al momento i territori più colpiti da leggi assolutamente restrittive e discriminatorie sono il Piemonte e l’Emilia Romagna dove sia i cosiddetti distanziometri che le fasce orarie di accensione rappresentano una vera e propria “croce” per gli operatori del mondo del gioco con la quale confrontarsi quotidianamente e, sopratutto, croce che ha messo tutte le attività ludiche di quei territori in una situazione veramente critica e pericolosa.

É sin troppo evidente che sia indispensabile un intervento governativo centrale che definisca una volta per tutte, ed a livello nazionale, gli orari di funzionamento delle apparecchiature da intrattenimento che dovrebbero essere uniformi, ma intervento che dovrebbe anche eliminare i vari distanziometri che stanno creando troppi disagi sia agli operatori che ai giocatori che devono rincorrere un punto di gioco d’azzardo aperto nel momento per loro congegnale da dedicare al proprio relax. I distanziometri non solo portano disagio, ma ormai dovrebbe essere chiaro a tutti non riescono a raggiungere alcun contrasto per quanto riguarda il gioco problematico. La Federazione Tabaccai ha senza dubbio fiducia in una soluzione della questione che attiene l’Emilia Romagna anche tenendo presente la manifestazione che in questi giorni ha visto scendere in piazza proprio i tabaccai a seguito delle troppe chiusure di tante attività del settore, cosa che sta portando, inevitabilmente, alla perdita di tanti posti di lavoro.

Ci si aspetta che l’Amministrazione regionale si renda conto di questa reale situazione delle attività di gioco: d’altra parte non sarebbe il primo territorio che si rende conto di quanto sia indispensabile un passo indietro in relazione agli strumenti a contrasto della problematicità del gioco che stanno spostando il gioco d’azzardo nelle periferie, creando in questo modo dei ghetti per il gioco o delle zone “a luci rosse”. Ciò è pericoloso, demoralizzante e deprimente per tutti coloro che credono ancora nel business del gioco pubblico e non vorrebbero cedere il mercato al gioco illegale che, inevitabilmente, sta facendo passi da gigante. Ma questo discorso il Governo centrale non lo vuole sentire o non se ne vuole rendere conto: l’importante è che il gioco svanisca dall’italico territorio perché “è immorale”, ma che ricompaia, come per incanto e senza condizioni, sotto Manovra Finanziaria. L’immoralità del gioco d’azzardo è una cantilena governativa che si ripete da troppo tempo, che non riesce ad ottenere nulla di positivo ed è arrivata ad essere veramente stucchevole.

Oltre tutto, poi, dove le leggi sono particolarmente restrittive per gli apparecchi da intrattenimento, non si hanno dei risultati positivi riguardo l’astinenza dal gioco: anzi, si evidenzia soltanto uno spostamento dei giocatori da un posto all’altro, e da un gioco all’altro e non certo la diminuzione della spesa impiegata. Quello che, invece, perdura è il danno agli operatori legali, come i tabaccai, che sono la piena garanzia della legalità e partner assolutamente affidabili per l’erogazione da parte dello Stato di servizi per i cittadini. Anche per questo impegno verso la cittadinanza, quindi, non dovrebbero essere compromessi nel modo più assoluto nelle loro attività, ma dovrebbero invece essere incentivati nel loro operato: ma ciò, considerato che i tabaccai rappresentano anche il gioco pubblico, non potrà essere mai un percorso cui il Governo si atterrà, vista l’avversione di quest’ultimo proprio nei confronti del settore ludico.

Per il mondo del gioco, quindi, solo restrizioni di ogni tipo, forma e misura: in caso contrario, sembra quasi che l’Esecutivo non “sembri contento della sua vita politica”… Ma, considerando che il gioco lecito è nato verso il 2003, si può senz’altro affermare che ha fatto tanta strada per arrivare sino ai nostri giorni ed ottenere i risultati positivi, legali ed economici che ha ottenuto: in questo lungo viaggio legale è riuscito a portare a termine un’operazione veramente straordinaria per quanto riguarda l’emersione del sommerso, ma sopratutto ha portato tutto il territorio nazionale in sicurezza, rappresentando fermamente il ruolo di detentore della legalità per conto dello Stato centrale. Nonostante ciò, in tutti questi anni, però, non è ancora riuscito a farsi accettare per quello che è riuscito a compiere e quello che è riuscito ad impiegare come forza lavoro: ma cos’altro potrebbe fare per farsi accettare od almeno per farsi considerare come un qualsiasi altro settore commerciale o di servizi? E non ci si dimentichi delle risorse economiche riversate nelle casse dell’Erario che ne ha sempre un “sacrosanto” bisogno!

Dicembre 29, 2019: •
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