Il lato illegale del gioco d’azzardo italiano

lato illegale del gioco azzardo

Da chi scrive queste righe, che tanto ama il gioco pubblico, si cerca sicuramente l’obbiettività: non si vuole fare come altri (Esecutivi) che vogliono vedere solo le negatività di questo mondo così effimero, ma anche tanto delicato. Il gioco d’azzardo, compresi i casino online con soldi veri, può far parte della quotidianità quando con esso ci si diverte, si passa un’oretta spensierata, si spende il “resto del caffè” e magari qualche soldo in più. Ma tutto, poi, deve rientrare nella responsabilità che non deve lasciare spazio all’abuso, come del gioco anche di qualsiasi “dipendenza”, che si chiami alcol, fumo, cibo od altro ancora. Il pensiero di essere propensi al gioco, o quanto meno alla propria decisione di divertirsi con qualcosa che “ci piace” ed alla quale non si vuole rinunciare, però, non ci esenta dal voler (e dover) riferire di episodi negativi che riguardano lo stesso gioco, quindi il suo punto più oscuro, quello dell’illegalità.

Con profondo dispiacere, quindi, sembra giusto riferire e raccontare di ciò che succede a Napoli dove la Polizia Municipale della città partenopea, durante un’infinita serie di controlli nelle sale slot e scommesse della città, ha controllato in modo approfondito, quasi come sotto una lente di ingrandimento, 73 attività elevando 15 multe per il mancato rispetto della normativa esistente su quel territorio. Si è ripetuto tante volte che, sopratutto recentemente, il segmento delle scommesse viene tenuto particolarmente d’occhio perché è uno di quei “giochi” che ha maggiore attrattiva e che, quasi fosse stato riscoperto, attira tanta attenzione e tante giocate. Oltre tutto, è anche un segmento dove “girano parecchi contanti” e gradito in modo particolare anche dalla criminalità organizzata che cerca di inserirsi, sfruttando il reparto per i propri scopi non certo legali.

Tale vasta operazione è discendente anche dalla modifica del regolamento sul gioco del 2015 che ha esteso determinati limiti anche ai corner di scommesse ed ecco perché si è concretizzato questo controllo “a tappeto”: proprio per verificare che le norme, diventate effettive da un semestre, vengano rispettate ed elevare, in caso contrario, le sanzioni previste. Il gioco deve continuare ad essere seguito con attenzione proprio per evitare che il mercato venga intaccato dall’illegalità che porta, inevitabilmente, concorrenza sleale per gli operatori che si trovano dalla parte legale, che sono corretti e rispettano le regole, ma anche l’ingresso di possibili organizzazioni malavitose che renderebbero settore, mercato e territorio in pericolo: e questo sicuramente non si vuole solo nella città di Napoli, ma lungo tutto litalico Stivale.

Ecco perché sono state visitate dalla Polizia Municipale ben 73 sale da gioco e scommesse e multate quelle risultate non in regola per aver esercitato l’attività in orari non consentiti dal regolamento comunale. Particolare attenzione verso tre esercizi privi di autorizzazione ai quali, naturalmente, sono stati sequestrati i materiali per il ricevimento delle scommesse e gli apparecchi di gioco esistenti. Ora, dopo aver scandagliato la città di Napoli per quello che riguarda l’illegalità si vuole raccontare anche di Palermo e restare sempre nel segmento delle scommesse che come già sottolineato è oggi una scelta sempre più intrapresa dai giocatori. La scommessa mette adrenalina in circolo, provoca eccitazione e tensione e sfrutta appieno ciò che significa il giocare d’azzardo: per questi suoi sentimenti è coinvolgente ed accattivante e per questo particolarmente ricercata anche dai neo-giocatori.

La Guardia di Finanza svolge la sua opera con controlli mirati al segmento dei centri scommesse perché lì potrebbe svilupparsi l’evasione fiscale: infatti, i Finanzieri di Carini nel corso della loro opera accedono ad un centro scommesse di Palermo dove hanno rilevato l’assenza di autorizzazione per questo tipo di attività e, di conseguenza, contestato violazioni amministrative per il complessivo importo di 80 mila euro. Nel corso di tali accertamenti sono stati rinvenuti PC e stampanti utili allo svolgimento delle scommesse, nonché tantissime ricevute di gioco che confermavano la raccolta abusiva di scommesse ed anche la presenza di una quantità rilevante di contanti. I PC sono stati esaminati sia dai tecnici della Guardia di Finanza che dei funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, sempre di Palermo, ed è risultato il collegamento diretto con piattaforme online operanti per bookmaker esteri.

Risultava quindi, e sopra ogni ragionevole dubbio, che l’esercente della sala scommesse avesse ben predisposto le proprie apparecchiature per connetterle alla rete internet, consentendo alla propria clientela di scommettere e giocare con piattaforme assolutamente prive di autorizzazione, né tanto meno di concessione, e questo determinava la sua completa cattiva fede e frode nei confronti dell’Erario. La conseguenza di questo controllo, dei dati raccolti dai Finanzieri, dalla visione delle apparecchiature di gioco, slot machine, è stata la denuncia del titolare del centro scommesse all’Autorità Giudiziaria di Palermo per l’esercizio abusivo di gioco e scommesse con vincita in danaro. Non solo, naturalmente sono stati sottoposti a sequestro sia il locale dove si esercitava l’attività, gli otto PC e le due stampanti termiche, nonché circa 1.300 euro in contanti da far risalire, ovviamente, alla raccolta illegale di scommesse.

Non si può evitare di sottolineare che queste notizie, sia per quanto riguarda Napoli che Palermo non possono renderci felici, perché si vorrebbe il gioco sempre “pulito” e che non si presti ad ambiguità ed illegalità: in effetti, il gioco ha già tanta gente “contro”, che non c’è bisogno che si sottolinei la disonestà di alcuni elementi che si buttano nell’illegalità del gioco per avere i loro tornaconti senza pagare alcuna tassa allo Stato. Ma si vorrebbe che il riscontrare che esistono posti illegali, invece che esservi la presenza di un centro scommesse lecito e con concessione, facesse riflettere lo Stato centrale e lo convincesse che sarebbe tutto più scorrevole con il riordino nazionale e con la gara per le concessioni per le scommesse ed il bingo. Ma se neppure la presenza illegale, che si sta moltiplicando a vista d’occhio, convince l’Esecutivo a muoversi ed a darsi da fare per mettere nero su bianco il riordino, non si comprende cosa di diverso dovrebbe capitare per dare una spinta per questo provvedimento, sicuramente difficile, ma improrogabile. Inoltre, sono stati sottoposti a sequestro il locale ove veniva esercitata l’attività illegale, otto personale computer, due stampanti termiche, una stampante laser, circa 1.300 euro in contanti costituenti il frutto illegale della raccolta delle scommesse.

Ottobre 30, 2019: •
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