Il Governo non vuole giocare d’azzardo con il Covid-19

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Dal “fare” dell’Esecutivo Giallo-Rosso con le ultime misure restrittive si deduce che il Governo centrale non vuole “giocare d’azzardo” con la pandemìa ed anche se forse con qualche piccolo ritardo mette in campo nuove misure di contenimento dei contagi con qualche norma “leggermente bizzarra” ed anche di difficile controllo come le feste private. Però, in ogni caso, si comprende che ci si vuole muovere “giocando d’anticipo”, sperando che non sia già troppo tardi considerati i dati che ogni giorno preoccupano sempre di più: dati che hanno messo fine alla speranza del nostro Paese di riuscire ad avere un andamento epidemiologico diverso ed inferiore dagli altri Paesi europei. Invece, seppur più lentamente, ci stiamo uniformando alla seconda ondata di Coronavirus che sta sconvolgendo le realtà territoriali vicini a noi come Spagna e Francia. Anche il Regno Unito sta prendendo decisioni relative ad un ulteriore lockdown.

É evidente come i diversi Governi abbiano l’obbiettivo comune di non bloccare le relative economie, cercando in tutti i modi di non ricorrere ad una chiusura totale su tutte le attività produttive e commerciali, ma risulta essere un impegno difficile da gestire come si può percepire anche dall’ultimo Dpcm del Premier Conte. Vengono toccate quelle situazioni che portano alla movida, all’assembramento davanti ai ristoranti, ai pub al momento della chiusura di questi esercizi e poi si punta sull’aggregazione che può avvenire in casa, visto che all’esterno non ci si può riunire in gruppo. D’altra parte, la curva dei contagi continua a salire ed è evidente che bisognava intervenire anche penalizzando la vita notturna ed i giovani che la frequentano con più assiduità, ma recentemente si sono visti ancora comportamenti poco responsabili e questo durante il crescere dei contagi non può essere più tollerabile poiché pericoloso. Ed allora se non “si riescono” ad accettare bonariamente le misure restrittive, si deve intervenire quasi obbligando i cittadini a seguirle per tutelare la salute di tutti.

Con la salute, d’altra parte, non “si può giocare e non si possono azzardare mosse superficiali” che mettano a rischio le persone che si trovano a casa al rientro dalla movida: ma senza voler penalizzare alcuno bisogna che su questo si rifletta bene ed a lungo. La nostra cittadinanza, seppur “leggermente” obbligata, come nel primo lockdown si è comportata bene, anche dopo il primo impatto che sembrava totalitario, ma che era risultato indispensabile per fronteggiare il troppo noto nemico invisibile che riesce a fare così tanti danni. E così oggi, con le nuove norme, vengono ristrette le ore di apertura dei locali, saranno più controllati gli ingressi relativamente al numero, e le uscite dagli stessi locali in modo che non ci si fermi poi a fare “capannello per tirare tardi” e stare in giro. Anche l’uso della mascherina “sempre” sarà un impegno per qualcuno: c’è chi non ne capisce ancora oggi l’utilità e vi si oppone, ma se si è riusciti a mantenere un certo equilibrio nei contagi senz’altro è da attribuirsi all’attenzione che si è riservata proprio a queste determinate misure di contenimento.

Per il momento non si è intervenuti sulle imprese produttive e commerciali diverse dai ristoranti e pub: stranamente, non si è intervenuti sulle attività di gioco che sino ad oggi hanno riaperto con fatica ed hanno adeguato i propri esercizi con i vari costosi protocolli e stanno cercando di proporre offerte “golose” per intrattenere il nuovo popolo di giocatori che molto lentamente sta ritornando alle vecchie abitudini. Nel gioco pubblico, e nei suoi punti destinati al gioco legale, non si sono ancora verificati casi di contagio ufficiali e per il momento il settore ludico gode ancora di un po’ “di libertà”, salvo le consuete restrizioni al di fuori di quelle per la pandemìa: si parla delle norme restrittive relative ai soliti distanziometri e fasce orarie di accensione che, ovviamente, si aggiungono ai protocolli istituzionali richiesti per la salvaguardia della salute della clientela. Per le attività di gioco legale, come i casino sicuri, sono tante le norme alle quali gli addetti ai lavori si devono adeguare e la situazione economica di queste attività è in grave disagio e da tempo.

Ben venga, quindi, che per ora nelle nuove ristrettezze emergenziali il settore ludico sia stato “dimenticato” e che si continui a tentare di offrire a coloro che si avventurano con estrema lentezza e circospezione nelle sale da gioco un intrattenimento leggero, controllato, sicuro, tutelato e sopratutto rappresentativo della legalità sul territorio. Legalità che ultimamente sembrava essere stata dimenticata poiché soppiantata dal gioco illecito che ha prosperato sia durante il lockdown che successivamente ed anche con insospettabile tranquillità si potrebbe aggiungere. Il che è particolarmente strano visti i controlli ed i monitoraggi messi in campo ma che, chissà perché, vanno a contattare soltanto i protocolli applicati dalle attività legali che per alzare la saracinesca hanno dovuto investire, nonostante il lunghissimo stop, ancora quattrini per poter sostenere la propria impresa ed i dipendenti che altrimenti sarebbero in mezzo ad una strada insieme a tutti coloro che, purtroppo, prestavano lavoro presso imprese che hanno dovuto chiudere.

Questo periodo, forse, ci sta presentando il conto della “troppa leggerezza” con la quale sono state trascorse le vacanze dove qualcuno si è senz’altro dimenticato di applicare il distanziamento sociale, non ha messo la mascherina e non si è disinfettato spesso le mani: questi “piccoli anche se (per qualcuno) noiosi adempimenti” potrebbero contribuire a contenere l’espandersi del virus e non è stato fatto in modo accurato nel periodo vacanziero. Anche gli altri Paesi stanno forse pagando “lo stesso identico conto”: i dati che arrivano dall’Europa, e non solo, lasciano intendere che non siano stati soltanto i cittadini italiani che si sono lasciati andare durante le ferie magari per “riprendersi quella libertà individuale” che era stata tolta con il lockdown e con le altre restrizioni. Questa esperienza, oggi dovrebbe servire per non ripetere gli stessi errori, per non “giocare d’azzardo” con la salute di tutti: d’altra parte “errare è umano ma perseverare sarebbe diabolico” oltre che un grave rischio per tutti.

Novembre 2, 2020: •
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