Il gioco problematico si combatte anche cosi

combattere il gioco problematico

Il fenomeno del gioco d’azzardo “pare abbia assunto un’importanza biblica”, se così si può dire, e da tutte le parti si stanno studiando strategie per evitare che lo stesso, da sano intrattenimento, si tramuti in una dipendenza. Ci sarebbe, però, anche da aggiungere che senza dubbio questo interesse per contrastare il gioco potrebbe dipendere forse dal troppo allarmismo che si continua ad incontrare relativamente alle percentuali relative al disturbo da gioco d’azzardo. Infatti, tutto ciò che concerne quest’ultimo viene comunicato con “tanta enfasi negativa”, ed appunto le sue percentuali, rese pubbliche anche se sono di gran lunga inferiori a quelle delle altre dipendenze come l’alcol ed il fumo che coinvolgono e travolgono, senza dubbio, più soggetti che il gioco d’azzardo. Ma altrettanto bisognerebbe anche sottolineare, sempre secondo chi scrive, che non si fa mai abbastanza per evitare che soggetti, magari più influenzabili di altri, vengano trascinati in quello che più facilmente si chiama gioco problematico.

Oggi, grazie all’innovazione tecnologica ed al mondo dei giochi che ne viene percorso per sua natura, ci si deve anche confrontare con “l’appeal che i siti di casino online” provocano nelle scelte dei ragazzi: quindi, l’offerta dei giochi si è centuplicata ed il risultato che ne discende è che le derive, che dalla miriade di proposte ludiche accattivanti possono discendere, sono sempre più importanti e numerose. Ecco il motivo, per cui la Regione Veneto, onde non vedere la sua gioventù coinvolta in situazioni “pericolose emotivamente”, tenta di prevenire le situazioni a rischio di gioco problematico e stanzia un discreto importo, si parla di 120 mila euro, per cercare di rendere per i giovani le “notti sicure” anche per quanto riguarda, appunto, il gioco d’azzardo. Per questo territorio, in ogni caso, non è una novità: sono già due anni che il Veneto porta avanti il progetto “Safe night in game” che sta avendo considerevoli riscontri positivi nella sensibilizzazione dei giovani, ma anche di coloro che giovani ormai non lo sono più, sui rischi di eventuali dipendenze.

Con l’importo stanziato, che sembra onestamente ragguardevole, si vuole così prolungare di un altro anno il progetto di mettere al sicuro i giovani dalle “notti di divertimento” e l’obbiettivo primario di questo “allungamento” del progetto, riguarda oltre le discoteche, l’alta velocità, il fumo, l’alcol e senza ombra di dubbio anche il gioco d’azzardo: ciò perché il gioco è diventato quasi una scelta scontata per i giovani destinata a riempire le loro serate di libertà e di divertimento. Infatti, l’intrattenimento con gli apparecchi di gioco e le scommesse sono scelte ricercate sempre di più sia per quello che riguarda il gioco fisico, che si sta appunto cercando di controllare, che quello online nel quale esistono, obbiettivamente, parecchie difficoltà nel controllo. Per questo motivo, sicuramente, si è deciso di sensibilizzare i giovani nei locali notturni di ritrovo: sottoporre loro la sinergia negativa tra scommesse e “sballo”, tra gioco d’azzardo ed uso di sostanze stupefacenti e sembra essere la strada giusta da perseguire per riuscire a far comprendere questo “preciso percorso sinergico” ai giovani.

Questa iniziativa particolare è la conseguenza del punto di vista e delle opinioni denunciati dagli operatori che frequentano i locali notturni: durante i primi due anni di questo progetto, sono riusciti ad agganciare tantissimi giovani, ma anche tanti esercenti e, dai rapporti che sono riusciti ad instaurare, ne hanno tratto la convinzione che chi ha la tendenza al gioco problematico è anche un frequentatore abituale della droga o dell’alcol. Sin troppo evidente, quindi, che queste scelte combinate tra loro facciano nascere un problema ancora più importante. E, di conseguenza, i ragazzi che si muovono di notte devono per forza essere seguiti e sensibilizzati se non si vuole arrivare… quando è troppo tardi e quando la miscellanea tra droga od alcol e gioco d’azzardo ha già fatto danni importanti e diventato più difficile affrontarli e risolverli.

Sicuramente, per questo la Regione Veneto ha pensato di muoversi in modo tempestivo, ed al di fuori di quello che potrebbe fare lo Stato centrale, sempre in ogni caso latitante per cose così importanti come il vero contrasto al gioco problematico, e vuole intervenire da sé porgendo la mano alla gioventù che magari, anche inconsapevolmente, si trova coinvolta in situazioni pericolose. Le “notti sicure” e la prevenzione che gli operatori riescono a fare “sul posto” sono un’iniziativa da apprezzare assolutamente sia per il percorso che questo intervento regionale vuole significare per la gioventù, sia per l’opera sociale di chi se ne sta occupando e che ha pensato sicuramente ad una grande cosa, “giocando sopratutto in casa dei ragazzi”: la notte ed i locali dove il divertimento a volte, “si spreca”. Con queste righe che riguardano l’iniziativa veneta di “Safe night in game” si vuole, innanzitutto, sottolinearne e plaudirne il percorso, congratularsi con chi lo ha progettato e, special modo, con chi opera sul campo.

Ma si vuole anche aggiungere che si ritiene siano proprio queste le cose più utili per i giovani per renderli consapevoli e responsabili di ciò che incontrano qualora intendano affrontare determinate esperienze. Il discorso, ovviamente è persino troppo chiaro, e non riguarda solo il gioco d’azzardo, che si è aggiunto alla “lista nera” delle cose da tenere ben presenti e da vivere con le dovute attenzioni, ma riguarda ugualmente il discorso del fumo, dell’alcol e della droga. Sono tutte cose che sembra che i ragazzi, inconsapevolmente o meno, vogliano inserire nella loro vita e nelle loro esperienze: quindi, diventa un dovere dello Stato e delle sue istituzioni decentralizzate instradarli su di un percorso giusto e che non li faccia stare male. Si sa che una sigaretta non fa male, un bicchiere di vino od un aperitivo non fanno male, una partita con le slot machine od una scommessa non fanno male: quindi, perché voler invece star male per forza? La vita è una sola: perché buttarla via o sciuparla per non essere responsabili!

Ottobre 4, 2019: •
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