Il gioco online si deve difendere dai divieti

gioco online difendersi dai divieti

Più e più volte ci si è confrontati con il Decreto Dignità e con il divieto della pubblicità ai giochi ed ai casino migliori in rete che lo stesso contiene, sottolineando già al momento della sua pubblicazione che il provvedimento più che dare dignità agli operatori del gioco, la stava piano piano togliendo loro, poiché le stesse imprese commerciali non riusciranno più né a rappresentare sé stesse, né tanto meno l’offerta del prodotto gioco di Stato. Ormai, le piccole e medie imprese terrestri non hanno più spazio vitale nel quale sopravvivere: gli incassi si sono così ridimensionati che non riescono più a giustificare le spese per tenere aperte ancora queste strutture con la conseguenza che sono costrette a chiudere ed a licenziare gli eventuali dipendenti. E non solo. Rimane oltre tutto quella sorta di amaro in bocca nell’aver creduto nel business del gioco lecito, nella speranza che lo Stato, con il rilascio delle concessioni per rappresentarlo, avrebbe protetto le sue “riserve” e le avrebbe fatte lavorare almeno tranquillamente: ma oggi così non è e con il divieto totale della pubblicità sarà ancora tutto più difficile e sempre meno redditizio.

Senza parlare, poi, dell’online che avrà ancora più problematiche visto che l’unica possibilità che hanno le imprese di questo segmento di promozionare i propri prodotti e farsi conoscere è proprio la pubblicità: senza quella che fine faranno queste imprese? É una bella patata bollente da “spellare” ed ancora non è chiaro come faranno a difendere la loro voglia di stare sul mercato se non avranno la possibilità, in alcun modo, di farsi conoscere! Cosa dovranno fare per resistere all’impatto del divieto della pubblicità e difendersi anche dagli aumenti fiscali previsti con la Finanziaria ai quali dovranno in ogni caso adempiere? Senza contare gli indirizzi politici che il nostro attuale Esecutivo Giallo-Verde ha intrapreso e che tramite la voce del nuovo sottosegretario ai giochi, Alessio Mattia Villarosa, ha comunicato e che si concretizzeranno, purtroppo, con una riduzione dell’offerta di gioco sul territorio. Quello che si può dire è che nel 2018 i volumi di gioco e la spesa dei consumatori sono aumentati rispetto all’anno precedente, trainati dai casinò games e dalle scommesse sportive.

Ma dalla prossima settimana, quando praticamente si spegneranno le luci sul gioco e non vi potrà più essere alcuna pubblicità che lo sponsorizzi, e se non vi saranno proroghe di alcun genere, ci si dovrà confrontare con una realtà completamente diversa da quella vissuta dal gioco sino a questo momento. E si è certi che chi ne “farà maggiormente le spese” saranno, come già sottolineato, le imprese di gioco online che dovranno studiare qualcosa di alternativo se vorranno continuare a “vivere (commercialmente) in questo settore”. Dovranno studiare e mettere in campo forme innovative di gioco anche se non sarà facile studiare qualcosa per metterlo a disposizione degli utenti quando non si potrà usufruire di alcuna forma di promozione. Ecco che, forse, può aiutarci a comprendere qualcosa di più sul futuro del gioco l’Osservatorio Gioco Online del Politecnico di Milano che ha tracciato i confini dei prossimi scenari che si potranno rappresentare nel settore.

I fattori che potrebbero condizionare il mercato del gioco nei prossimi mesi sono pochi: le elezioni europee potrebbero aprire le vedute del Governo, se non addirittura la formulazione di una direttiva europea in materia di giochi o l’attuazione del tanto agognato riordino del settore. Ed ancora, l’evoluzione del bando di gara per l’assegnazione delle concessioni per l’online, tenutosi durante lo scorso anno 2018, e delle strategie sopratutto di quelle nuove aziende che sono entrate oggi nel mercato italiano ed, infine, gli effetti attuativi del Decreto Dignità successivi alla delibera firmata da Agcom contenente le linee guida per l’applicazione del testo del provvedimento che hanno chiarito, ma non fino in fondo, i confini e le modalità lecite di pubblicità e comunicazione. Proprio le linee guida meriterebbero un approfondimento: infatti, il criterio che le ha caratterizzate e che si riferiscono al divieto di pubblicità imposto per gli operatori di gioco d’azzardo autorizzati in Italia, è stato l’incentivazione al gioco.

Pertanto, un’attività di marketing e comunicazione deve essere valutata in funzione del fatto che sia destinata ad incentivare o meno i consumatori al gioco, e questo con l’obbiettivo di limitare ulteriormente il gioco problematico. Il lavoro di Agcom ha portato ad esentare dal divieto le attività di comunicazione B2B, le comunicazioni descrittive ed informative che, peraltro, sono indispensabili per presentare un’offerta legale ed i rischi di un gioco non controllato, ed alcune attività B2C, come la comparazione di quote per le scommesse, in quanto la prima attività avviene “a valle” della decisione del giocatore di approcciarsi al mondo del gioco e la seconda ha prevalentemente carattere informativo. Con questo risultato, le linee guida di Agcom hanno “smorzato l’effetto” del Decreto Dignità, limitandone di fatto l’applicabilità. Ma non vi è dubbio che per “sopravvivere” gli operatori dovranno cambiare il modello del loro business e rivederne le strategie per mantenere più a lungo possibile il giocatore affiliato alla propria impresa: e non sarà certamente una impresa facile!

Fino ad oggi il mercato aveva un suo preciso sviluppo: elevati costi per acquisire il giocatore e bassi costi di transizione per quest’ultimo che, appunto attratto da pubblicità o da promozioni “avvincenti e irrinunciabili”, spesso manteneva un comportamento “infedele”. Ora le cose sono complicate poiché le imprese non possono perdere clienti e se ci si aggiungono le limitazioni alla pubblicità ed alla comunicazione potrebbero pensare di proiettarsi verso forme tipiche dell’intrattenimento: innanzi tutto la soddisfazione relativa all’esperienza di gioco che deve essere esalante e che dovrebbe portare alla fedeltà al concessionario. Insomma, un lavoro di cambiamento quasi totale che va ad interessare un rapporto “quasi personale” con il giocatore-cliente. Quanto è stato “raccontato” fa parte dei punti cardine rilevati dall’Osservatorio sul Gioco attorno ai quali ruoterà il nuovo mercato del gioco, terrestre ed online e sembrano questi i percorsi più validi per la sostenibilità futura dell’industria del gioco.

Luglio 25, 2019: •
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