Il gioco legale vorrebbe difendere il territorio dall’illegalità

gioco legale vuole debellare il gioco illegale

Nella situazione pandemica quasi tutti i settori sono stati coinvolti nelle chiusure e nelle riaperture che hanno fatto venire il mal di testa a più di un imprenditore per seguire i vari provvedimenti istituzionali e la curva epidemiologica che con i suoi risvolti tiene ancora in ostaggio cittadini ed imprese. Situazione sanitaria che si sta fronteggiando con la somministrazione del vaccino, che risulta impresa complicata oltre ogni pensiero, e con le restrizioni che sembra diano risultati positivi per i contagi, ma che stanno letteralmente affossando l’economia dell’intero Paese. Sicuramente vi sono attività più penalizzate ed altre poco meno, ma tutti i settori sono stati sconvolti e travolti da ciò che il Coronavirus ha portato con sé e che ci ha fatto conoscere con inconsueta perfidia. In mezzo ed in conseguenza di tutto ciò chi ci sta guadagnando “a iosa” è senza dubbio l’illegalità, con la criminalità come unico gestore, che in tutti i settori la sta facendo da padrona.

Che poi il gioco d’azzardo, compresi i casino migliori on line, sia quel settore prediletto dalle mafie ormai è a conoscenza di tutti: sopratutto, delle stesse istituzioni, dei media ed anche dell’opinione pubblica che recentemente forse anche “per merito delle manifestazioni di piazza” ha conosciuto, questa volta senza filtri, il mondo del gioco ed i suoi lavoratori riuscendo a riconoscere il suo ruolo sul territorio e la sua importanza economica per lo Stato. Ma l’industria del gioco, alzando sempre più la voce, è riuscita a trasmettere la sua voglia di difendere la legalità del gioco e di voler combattere l’illegalità che “fiorisce in ogni dove” e che vuole riappropriarsi di quel mondo dei giochi che gli è stato sottratto dallo Stato una ventina di anni fa. Sembra una rivalsa da parte della criminalità cui non pare vero approfittare dell’altalena di mancati interventi che il Governo centrale dovrebbe attuare per concedere al gioco pubblico la riapertura delle sue tante attività sparse sul territorio.

Ripartenza delle attività legali del gioco d’azzardo che chiedono di essere sostenute per poter fare questo, ma in modo ragionevole e non con importi che non serviranno a concedere alcun respiro dopo così tanti mesi di chiusura imposta a queste attività “non essenziali” e di rischio medio/alto. Il gioco per poter difendere la legalità su tutto l’italico territorio non richiede in fondo la luna: almeno il 70% della perdite subite tra il 2020 ed il 2021 ed un aiuto post apertura. Ma la realtà è che i Sostegni sono irrisori e di rialzare le saracinesche proprio non se ne parla e da questo che cosa si potrebbe dedurne? Forse che al Governo non interessa la presenza del gioco pubblico sul territorio e che sta sottovalutando il continuo “fiorire” dell’illegalità e l’infiltrarsi della criminalità persino nelle aziende legali di gioco che vengono acquisite e nelle quali le mafie possono sviluppare i propri affari che sicuramente legali non sono? Sembra veramente impossibile che non vengano effettuate riflessioni su questo e che quelle poche promesse che vengono rilasciate al gioco purtroppo rimangono tali e non si concretizzano mai.

L’esempio più lampante, a prescindere dai Sostegni, dalla riduzione delle tasse e dalla riapertura delle attività, è la promessa del riordino nazionale dell’intero settore: la prima promessa è avvenuto nel 2017 ed in fondo sono soltanto passati quattro anni! Anni nei quali il gioco, ed anche il settore delle scommesse sportive online, ha subito di tutto ed anche di più se si guardano le norme restrittive che le varie Regioni hanno studiato al punto che in alcuni territori il gioco pubblico è stato addirittura estromesso dalle sue zone di competenze come “Riserve di Stato”. Poi è arrivata la pandemìa e si sono adottate misure e valutazioni del tutto inadeguate sulle attività ludiche: valutazioni che non sono state riviste nonostante il gioco abbia ampiamente dimostrato che applicando rigorosamente i protocolli di sicurezza focolai per i contagi non ne sono stati rivelati. Evidentemente, questo conta assai poco in proporzione alle vecchie valutazioni che ancora incombono: nessuno fa un passo indietro per consentire la ripartenza del gioco, mentre l’illegalità sta facendo tantissimi passi avanti.

Eppure il mondo del gioco negli ultimi anni è risultato essere una colonna per le finanze del Paese: nel 2019 all’erario è arrivato l’importo di 11,4 miliardi di euro, mentre nel 2020 un importo stimato di 6,7 miliardi di euro il che rappresenta un -41%. La cifra raccolta in meno dalle casse erariali perché al gioco pubblico è stata imposta la chiusura dove è andata a finire se non nelle tasche del gioco illecito? E sono importi di una certa rilevanza che vanno a rimpolpare la potenza economica della criminalità organizzata che non ha certo bisogno di liquidità poiché ne ha in abbondanza mentre le nostre imprese legali purtroppo languono in un disagio senza fine. Inevitabile constatare che la crisi del gioco e del poker è senza precedenti e senza un minimo spiraglio per il futuro: si sperava che l’Esecutivo Epoca-Nuova potesse portare “novità economiche” e pratiche, ma il settore ancora una volta ne esce alquanto disilluso.

Il mondo dei giochi sperava che il nuovo Governo potesse agevolare uno sviluppo sostenibile del comparto dei giochi poiché una squadra di Governo in parte composta da tecnici avrebbe dovuto valutare con miglior obbiettività la realtà economica che il settore avrebbe potuto apportare per far ripartire l’economia del Paese: infatti, il gioco da anni e prima certamente della pandemia, aveva riversato cifre notevoli nelle casse statali. Ma, per ora, questi tecnici tanto acclamati per il comparto ludico non si sono espressi e non solo per un suo sviluppo, ma neppure per mantenere in vita il settore e per farlo riaprire anche se sembra che neppure il CTS abbia mai espresso un parere per una sua chiusura e per un tempo così prolungato. Ma quel che più meraviglia, è che al continuo crescere dell’illegalità nel gioco non vi si ponga fine e che non si metta in condizione il gioco pubblico, e quindi lecito, di riprendere il proprio cammino a tutela della legalità su tutto l’italico territorio.

Aprile 20, 2021: •
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