Il gioco lecito dopo le continue restrizioni

restrizioni al gioco

Innanzitutto, si vogliono prendere le distanze da comportamenti “illegali”, che si vuole in ogni caso “raccontare”, e messi in atto dal titolare di una sala da gioco trovata aperta al di fuori degli orari consentiti dalle norme restrittive cui era soggetta nel Comune di Schio (Vicenza). Tutto ciò che è illegale, casino online su internet compresi, va contrastato e va, naturalmente, espresso il disappunto in relazione ad un comportamento certamente “furbo”, ma assolutamente da non condividere poiché così facendo si passa dalla “giustificazione” (seppur arrampicandosi sugli specchi), al torto completo. Ma, nello stesso momento si vuole anche cercare di comprendere un comportamento nei confronti di norme “pressanti, restrittive ed anti-economiche” che vanno a colpire, come una mannaia, le attività ludiche. Norme alle quali i titolari dei punti di gioco si devono attenere strettamente se non vogliono incorrere in sanzioni ancora più pesanti dei “mancati incassi” che sono quasi più presenti del “famoso cassetto” a fine giornata.

Si sa che, ormai, le attività di gioco non sono più quelle di un tempo, quelle che facevano guadagnare parecchio i relativi proprietari di licenza: gli incassi si sono assottigliati sempre di più sino a dover costringere qualcuno a trovare i più strani escamotage per riuscire a sopravvivere. Ora, andando con ordine, si vuole raccontare cosa di rocambolesco è accaduto in quel Comune vicentino e cercare, però, anche di capire cosa sia passato nella mente di quell’esercente ed anche di quei clienti che si sono trovati a vivere una situazione veramente assurda, quasi melodrammatica. Certamente, lo stratagemma studiato dal titolare di una sala slot per non incorrere nei controlli delle Forze dell’Ordine e, sopratutto per evitarne le sanzioni, può avvicinarsi quasi ad un racconto giallo-rosa: infatti, i clienti “abusivi” di quella sala sono stati fatti fuggire dalla finestra sul retro!

Questo rappresenta la trovata escogitata dal povero gestore che, però, non ha avuto l’esito desiderato di “far sparire la clientela della sala slot”, poiché gli Agenti della Polizia Locale hanno prontamente scoperto l’inganno! A seguito delle pressanti segnalazioni di cittadini che comunicavano il continuo funzionamento degli apparecchi di gioco installati nel locale, la Polizia Locale predisponeva un servizio con agenti in borghese che constatavano che la porta di accesso alla sala slot era chiusa a chiave dall’interno. Quindi, gli stessi agenti, presentatisi nel vicino bar, gestito dallo stesso titolare della sala slot, e mostrando naturalmente il tesserino di riconoscimento, chiedevano l’apertura della stessa sala. La barista, che fingeva di non comprendere la lingua italiana, affermava che la sala giochi era chiusa e che all’interno non si trovava alcuna persona. Dopo una lunga discussione, la barista forniva il numero di telefono del responsabile che veniva interpellato, ma che affermava che la sala giochi era chiusa e che, comunque, gli orari di non funzionamento degli apparecchi venivano regolarmente rispettati.

Gli agenti, non convinti, raggiungevano il retro della sala slot, trovandosi di fronte ad una scena rocambolesca: un paio di persone che saltavano in strada dalla finestra del locale a cui era affacciata la moglie del titolare che alzava la tapparella per farli fuggire. Fuggiaschi che sono stati subito fermati, mentre gli Agenti ordinavano alla donna di aprire la porta ed entravano nella sala: coadiuvati anche da altre due pattuglie intervenute a supporto, identificavano altre cinque persone e constatavano, peraltro, che le Vlt erano accese, in perfetto funzionamento e con giocate in corso. A giustificazione dell’apertura della sala, la moglie del titolare affermava che il mancato rispetto degli orari era da attribuire ai “tanti debiti da pagare”: a questo punto, gli Agenti provvedevano alla stesura del verbale, invitando il titolare a lasciare sempre aperta la porta d’accesso alla sala giochi per evitare possibili pericoli od impedimenti per l’accesso alla Polizia per le verifiche che la legge prevede e consente.

Di fronte a questo “racconto”, ed alla relativa motivazione, da un lato può sicuramente venir da ridere per lo svolgimento di questa “burrascosa e rocambolesca fuga”, ma dall’altro bisognerebbe anche riflettere sulle attività di gioco che hanno sempre più frequenti impegni finanziari da rispettare, ma hanno anche “i cassetti vuoti”, viste le restrizioni cui sono soggetti e che impediscono il normale funzionamento delle loro attività. Certo, questo non giustifica un comportamento contro la legge, perché gli atteggiamenti illegali non si possono scusare, sopratutto da chi rappresenta lo Stato con la propria attività. Però, si potrebbe anche comprendere la “disperazione” che può portare a comportamenti senza dubbio censurabili e conseguenti a quelle norme restrittive sul gioco che continuano a “togliere terreno e quattrini” al business del gioco pubblico: ormai, infatti, essere in possesso di un’autorizzazione di vendita per il prodotto gioco sta diventando “più pesante che redditizia”.

Anche se ciò non può essere una scusante per un comportamento illegale ma dovrebbe, invece, far riflettere sull’urgenza che incombe sulla riforma del gioco pubblico: riforma che sta diventando non più procrastinabile ed imprescindibile se non si vuole davvero vedere il settore ludico “cadere a pezzi”, e piano piano sparire dal territorio. E questo, con le debite scaramanzie, potrebbe anche succedere: ma quel che più conta è che questo “disastro” porterebbe alla “sparizione soltanto del gioco legale” perché quello illecito ne prenderebbe subito il posto, considerando che l’illegalità non ha norme, orari e distanziometri da rispettare. Se non si vuole questo, se si vuole che continui ad esistere la legalità rappresentata dai punti di gioco leciti, bisognerebbe affrettarsi una volta per tutte a togliere “la testa da sotto la sabbia” e riformare il gioco pubblico, e tutto quello che vi gravita attorno. Non è ancora troppo tardi per arrivare a salvare un settore che, senz’altro, ha dato e fatto tanto per l’economia del nostro Paese, e questo è proprio inutile negarlo o fare dell’ostruzione verbale, cosa che un particolare schieramento politico è molto abile a fare.

Luglio 13, 2019: •
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